martedì 18 aprile 2017

CAMPIONATI DEL MONDO U.17 e 20 di Plovdiv 2017: Generazione 2024? C'è da lavorare.

Panorama di Plovdiv
Si sono conclusi i Mondiali U17/U20, meglio conosciuti come Mondiali cadetti e giovani 2017 che si sono svolti in Bulgaria a Plodviv dal 1° al 10 aprile e il bilancio è d'obbligo. Si parla (per la verità ben poco) di generazione 2024, ma ancora non conosciamo il volto di quella del 2020 che rinnoverà molto l'attuale nazionale maggiore di scherma.
Chiariamo, questi mondiali mettevano in palio 53 medaglie, 42 individuali, 10 a squadre e una a squadre mista alle tre armi a staffetta con sei atleti per nazione. Giusto per toglierci il dente, questa gara i nostri giovani l'hanno conclusa al 7° posto, battuti dal Canada giunto 2° alle spalle della Russia. Questa prova infatti mette assieme atleti cadetti e giovani per un match che dovrebbe essere innovativo e spettacolare e che meriterebbe di essere maggiormente sperimentato ognuno a casa propria, ma passiamo ai fatti.
Di tutte le gare, l'Italia chiude con 12 medaglie, delle quali solo due sono d'oro, quella di Alessio Di Veroli nella spada individuale cadetti, e quella nella spada giovani a squadre, tutte le altre brillano meno, ma è giusto elogiare tutti per il grande impegno versato in ogni gara. Il miglior risultato statistico lo deduciamo dal fatto che su 19 gare totali solo in 7 gare l'Italia non è andata a podio. A prima vista potremmo affermare che il movimento schermistico italiano é ampiamente sano, come sempre pieno di campioni e di validissimi maestri, ma chi conosce i numeri in profondità sa che qualcosa non funziona, o non sta funzionando. Il fioretto porta a casa il più magro bottino della storia, 3 medaglie, Alessio Di Tommaso, bronzo cadetti come Guillaume Bianchi nei giovani e l'argento della Rossini anche lei giovane.
Le finali in totale sono state 5, di cui 4 perse (poco male), e ben 3 i terzi posti. Ben 12 podi colleziona la Russia, che con i suoi esigui numeri in patria evidentemente ha molta più determinazione di tutti i partecipanti, in quanto guida il medagliere con 7 ori, segue a ruota sì l'Italia, con 2 ori, ma se no fosse arrivata la stoccata vincente di Vismara e compagni, gli Usa con 8 podi di cui un oro, guarda un po' nel fioretto, nel fioretto maschile a squadre giovani, sarebbe al secondo posto.
Una parte della delegazione Italiana
L'arma italiana che soffre di più é certamente la sciabola e la spada femminile cadetti dove le atlete si sono fermate molto prima di vedere il podio, ma dati i numeri italiani nella sciabola, chiedere di più era quasi impossibile, mentre nella seconda, avremmo potuto fare meglio? A conti fatti sembrerebbe che per quasi ogni categoria, sia stata operata una precisa scelta politica: un solo atleta forte unito a un certo numero di atleti volutamente meno forti, lasciando a casa altri ben più performanti di loro, le cui ragioni non sono ad oggi del tutto chiare. Se vi fossero regole più chiare per le selezioni e le convocazioni, di certo potremmo dire che questi erano i migliori cadetti e giovani italiani da inviare a un mondiale, ma dati i risultati, ci sembra lecito avere forti dubbi in proposito, è la considerazione più insistente che si affaccia da questo mondiale è se sia veramente la generazione 2024 che ci aspettavamo oppure no.
Si vede che c'è molto da lavorare.
Fabrizio ORSINI


16 commenti:

  1. Che brutto articolo. Il mio cuore innamorato della scherma sanguina .Queste cose le può scrivere in buona fede solo una persona che non ha mai fatto scherma, e non conosce le dinamiche e le variabili che contraddistinguono una gara di scherma e che determinano un risultato schermistico. Dopo gli Europei in queste pagine nessuno ha fatto calcoli matematici...strano...anzi no...

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    1. Caro Eugenio,
      come sempre, sono molto contento dei tuoi interventi: lo fai a viso aperto e dici quello che pensi. Credimi, ti stimo molto. Orsini ha espresso la sua opinione sui risultati dei mondiali e non mi è parso molto critico, certo si può non condividere quello che ha scritto ma, vivaddio, se la pensassimo tutti allo stesso modo il mondo sarebbe piatto. Per quanto riguarda i calcoli matematici, beh in passato li ho fatti io ed ho trovato ben pochi contestatori, quasi nessuno, anzi no, una volta sei intervenuto a difesa delle scelte fatte e dei risultati ottenuti. Ricordo di avertene dato atto. E’ un po’ che non mi cimento sulle statistiche, preferisco che lo facciano i tecnici, io non lo sono, anche perché in questo periodo mi dedico ad altri argomenti altrettanto seri, se non di più, che riguardano la Federazione. Mi piace anche la tua ironia, però, credimi, non mi sono mai sottratto alle mie responsabilità solo che certe analisi forse è meglio che le facciano chi più è interessato all’argomento tecnico. Ciò non toglie che, se richiesto, torni sui miei passi.

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    2. Caro signore se il suo cuore sanguina per il brutto articolo di Orsini il mio, invece, grida vendetta per le illegali modifiche apportate allo Statuto contro la volontà dell'Assemblea.
      A. Fileccia

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    3. Avv. Fileccia mi permetta una domanda: quale Assemblea???

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    4. Quella del 2011. Ultima Assemblea che ha esercitato le proprie prerogative sancendo il principio di inelegibilità del presidente per il 3° mandato consecutivo.
      Quello che è accaduto dopo ormai non è più un segreto!
      A. Fileccia

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  2. Se ragioniamo così allora ogni scelta è sempre la migliore e la colpa di un mancato risultato e quasi quasi degli altri, che se non ci fossero farebbero apparire tutto perfetto. La Russia vince non perchè combinazione ha azzeccato una fortunatissima sequenza di eventi favorevoli, ma perchè da anni stanno programmando con un chiaro progetto questi risultati. Nel fioretto la "generazione 2024" mi pare che ce l'abbiano più i giapponesi che noi, i quali evidentemente non si stanno accontentando di creare qualcosa solo per le prossime olimpiadi di casa, ma hanno l'idea di andare anche oltre. Gli eventi favorevoli hanno forse creato la medaglia nella sciabola femminile da parte dell'atleta svizzera oppure di quella messicana, ma di certo non hanno creato quei risultati che nazionali come l'Ungheria a livello giovanile stanno facendo con una certa continuità da qualche anno. Un errore grave che si fa in Italia è sempre quello di adagiarsi sugli allori, pensare che avere una squadra fenomenale sia perchè siamo il popolo eletto, e non perchè nelle palestre si è lavorato sodo per arrivare ad esprimere certe punte di rendimento. Nel momento in cui si crede che si vinca nella scherma , o anche solo in una determinata specialità, non perchè si lavori sodo ma solo perchè dio lo vuole sia il modo migliore per ritrovarsi alla fine del ciclo vincente a dovere rincorrere avversari che, improvvisamente, ci troviamo avanti di anni.
    Io comincerei a guardare con occhio critico la nostra impostazione di attività, che è sempre meno appetibile e che vede ogni stagione percentuali di abbandono da parte di atleti formati preoccupanti. Aumentare i numeri non significa direttamente aumentare la qualità di un movimento. Avere 100 atleti nuovi e perderne 50 di già formati non è successo ma un clamoroso flop, che crea un inevitabile impoverimento tecnico e scelte sempre più obbligate sui quei pochi atleti che miracolosamente sopravvivono ad anni di scelte logistiche scellerate e spese sempre più proibitive.

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  3. Eugenio, vedi, io ho scritto in passato sia elogiando che criticando. Purtroppo ho il brutto vizio di lavorare e scrivere dello sport che amo mi porta via molto tempo, pertanto cerco di scrivere in maniera mirata e questa volta lo era. Per gli Europei non scrissi in quanto, persi i tempi la notizia non faceva share, anche in positivo. Dici che sono in cattiva fede: perché ho detto qualcosa di scomodo? Che non conosco le dinamiche di una gara e di un campionato mondiale e pensi che Gianni Brera pur non essendo calciatore professionista non si potesse permettere di scrivere di calcio? Pensi che Tardelli sarebbe stato più bravo? Invece, mi permetto di aprirti gli occhi dicendoti che se ascoltassi le persone che mi rivelano che sono state escluse dal campionato della loro vita a 16-18 anni sostituiti da un qualsiasi nessuno/a, forse tu avresti scritto un articolo degno di una querela.
    Euge' ci vediamo in pedana prima o poi, e magari racconteremo quello che non possiamo scrivere

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  4. Dopo i Linkster e i Millennials arriva la Generazione 2024 di S. Giorgio!
    Peccato che lui, a breve, non sarà più presidente fis.
    Aaaahhhahhahhahhhahhahhhahhahha, GULP!

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  5. TUTTI PER UNO

    Salve mi permetto di condividere il pensiero di Orsini. Forse una frase ha attirato la mia attenzione, quando dice che si convoca un solo atleta forte e si crea la squadra attorno. Questo lascia spazio anche alla solita convocazione "politica". La spada cadette presenta l'atleta di punta che non è ovviamente la medagliata degli Europei ma l'allieva di uno dei tecnici di riferimento del CT, anche tecnico del 'gruppo sportivo' del figlio del CT. Poi come terza l'allieva della società del Consigliere Federale a discapito della più titolata componete della formazione degli europei. Nel settore maschile U17 convocazioni obbligate con i tre medagliati degli Europei. Nel settore U20 se le convocazioni femminile rispecchiano le scelte fatte sin dal mese di settembre e anche delle, attualmente, più forti della categoria, nel settore maschile è diverso. La base vuole il figlio del CT e il collega Vismara tra i più titolati e vincenti, vicino l'atleta toscano che ha conquistato sul campo il suo spazio e l'altro componente della formazione degli Europei. Direte dove è quindi l'anomalia. L'aver costruito tutto attorno ad uno lo dimostra la scelta dei Tecnici e le regole. Al Campionato Europeo, assente il CT e presente il presidente Scarso, i tecnici dei singoli atleti presenti a spese proprie, hanno seguito fino alle semifinali, i propri atleti e i risultati sono totali. Al Campionato Continentale, invece, il CT ha convocato se stesso ed il suo fedele Tecnico di palestra e ottimo per le sue esigenze. Ma la chicca sta nelle regole. Nessun tecnico potrà seguire il proprio atleta se non quelli convocati dal CT. Quindi, caso vuole, che il figlio del CT avesse a disposizione sia il suo Tecnico e genitore, sia il suo collaboratore. Mentre altri, nella massima fiducia e stima, dovevano fidarsi ed AFFIDARSI al collaboratore del CT e sulla carta tecnico di uno degli elementi di punta. Si sa che a questa età, ma le nostre olimpioniche ci insegnano non solo da 'giovani', il ruolo del Tecnico è fondamentale soprattutto per dare fiducia e forza. Per questo ci vuole Feeling con l'atleta e la massima stima e fiducia. Il CT la pensa come noi se a Budapest ha convocato tutti i tecnici degli atleti, ai Mondiali U20 i due tecnici del figlio. Ma non ha ritenuto la regola fosse valida per gli altri.
    Si diceva dei risultati delle altre nazioni, forse oltre all'Oriente, Korea, Giappone e la consolidata Cina, dovremmo preoccuparci dei tanti finalisti provenienti dagli Usa in tutte le armi e categorie. Siamo proprio certi che il percorso della FIS, forse troppo arroccata sulla politica e poco sulla pratica, con regolamenti e norme affidate a dipendenti in ascesa e con i vertici federali che non sanno di cosa si parla, sia lungimirante? Molti sono ormai gli atleti di vertice che scappano abbandonando non per mancanza di risultati ma per la consapevolezza della forza della politica nelle scelte tecniche. Gli U23 confermano quanto detto. E la FIS va avanti senza mai dare segnali e pure la FIE con le nuove nomine dei vertici i segnali di un cambio geografico, li sta dando. Le famiglie sono stufe di spendere soldi per trasferte ed altro e trovarsi in luoghi inadatti o in situazioni dove la politica ha sempre il sopravvento.
    Un osservatore disinteressato

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    1. E secondo te queste scelte sono scelte politiche? Oh, ingenuo eufemismo!

      Aspettando le ore 14.00 di giorno 20..........
      f.to
      L'Ineleggibile 2.0

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    2. Oggi è giorno 20 e sono le 17.14...quindi?

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    3. Come previsto in Giunta CONI c'è un perdente posto.

      f.to
      In principio era il verbo ma alla fine.... solo una chiacchiera!

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  6. I risultati sportivi sono opera della base e possono prescindere dai CT ma se gli staff federali si astraggono dalla meritocrazia rafforzano un sistema che incasella il processo decisionale in una dicotomia "con noi/contro di noi" ignorando la possibilità di altre soluzioni più vantaggiose e cooperative. Questi Mondiali Juniores confermano un piccolo impoverimento dell’Italia, che si riassume nello sbilanciamento del medagliere nelle 3 armi, in nazionali estere più giovani ma con più esperienza. In Italia la spada è da tempo l’arma con un numero di praticanti pari alla somma dei fiorettisti e degli sciabolatori: perché? Provo a citare i principali motivi. Dopo Atene 2004 per volontà federale il numero dei tecnici aumenta a dismisura, senza una corrispondente formazione adeguata; ciò ha rafforzato un convincimento: che la spada sia più facile da insegnare, più facile da praticare, più facile da far praticare. Contrariamente alla sciabola e al fioretto, la convenzione applicata nella spada è semplice e non soggetta agli umori arbitrali. L’assegnazione del punteggio è facile da seguire da familiari e dirigenti che non sono esperti di scherma. Si parlava di generazione 2024: tutti sappiamo che potrà nascere soltanto col contributo dei militari. Ma il sistema dei gruppi sportivi militari esisteva anche negli anni ’80, quando dominavamo il mondo nelle 3 armi, a livello giovanile e assoluto. Nel 1983 ai Mondiali giovani l’Italia vinse tutti gli ori individuali. L’anno dopo alle Olimpiadi l’Italia vinse il medagliere con atleti sotto i 23 anni: Numa; Cerioni; Marin; Mazzoni, Cuomo, Vaccaroni. Cosa è cambiato? È diminuito il numero degli arruolati (per arma e sesso), che sono soltanto i primissimi della categoria under 20, selezionati tra i talenti precoci e iperallenati. Gli altri vivono il mancato arruolamento come una sconfitta, un’occasione persa in maniera definitiva per fare scherma. La maggior parte lascia o prosegue per hobby, senza aspettative. I giovani italiani raramente partecipano a competizioni internazionali assolute e in quelle di categoria vedono i loro avversari stranieri molto più esperti. Non consideriamo più che tra il primo e decimo juniores spesso esiste un gap che è giustificabile banalmente da una crescita anticipata, da maggiore allenamento, da occasioni meglio sfruttate. Da un insieme di pochissimi elementi è molto meno probabile costruire un futuro campione che da un insieme di venti o trenta elementi. Perché nelle altre nazioni anche gli atleti di ‘seconda schiera’ continuano? Provo a citare i principali motivi. Gli sponsor e i privati incentivano gli atleti, mentre in Italia ci pensa lo Stato per i soli militari. Scuola e università premiano e incentivano gli studenti atleti, supportandoli nella pratica sportiva (vedi i video degli allenamenti di varie squadre dei college e delle università statunitensi o asiatiche); in Italia, la concorrenza tra scuola e sport è complicatissima, se non impossibile. Non essere arruolati è mortificante, porta a pensare che si chiudano così le porte di una carriera schermistica di alto livello, cosa che invece non è vera; è vero però che sarà una carriera con grandi difficoltà nel reclutamento delle risorse economiche. In Italia non esistono premi o sussidi federali per gli schermidori non militari, anzi non esistono premi o sussidi federali per chi non sia un militare. La soluzione? Forse non ne esiste una sola. Tuttavia, un modello liberista che ripone la propria fiducia nell’iniziativa di atleti, tecnici, società della periferia, con significativi premi/rimborsi per Campionati Federali, convocazioni in nazionale, medaglie, anche per gli atleti che ‘temporaneamente’ sono in seconda schiera, non sarebbe meglio del solo modello ‘statalista’ in vigore? Nessuno può contestare che è in atto la ‘militarizzazione’ della scherma: il presidente federale, i CT, il presidente dell’A.I.M.S., la maggioranza dei tecnici convocati…

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    1. lo sport in italia, sostenuto dai finanziamenti pubblici, è soltanto un dei tanti pascoli per vacche da mungitura industriale.
      Tolti i finanziamenti in molti finalmente capirebbero cosa significa dover lavorare per sbarcare il lunario.
      Privatizzando andrebbero avanti fino ai più alti livelli solo i più meritevoli grazie ad una selezione naturale ben definita e controllata, anche sul settore arbitrale, da chi mette in gioco la moneta sonante!
      Niente più figliocci né padrini! Nessuna vacca da mungere!
      Unico principio guida: meritocrazia assoluta!
      Pecunia impetrat omnia, anche i campioni.

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  7. Ci sono alcune cose nel suo pensiero che condivido, altre decisamente no. Non condivido l'assistenzialismo statale che lei invoca anche per atleti di ‘seconda schiera’. Non è assolutamente vero che il numero degli atleti arruolati oggi rispetto al 1983 sia diminuito, anzi: è ovviamente aumentato con l'aumento delle possibilità. Nel 1983 cera solo Polizia e Carabinieri che arruolavano in modo permanete atleti, Esercito ed Aeronautica avevano gruppi sportivi utili solo per l'anno di leva. Oggi tutte e quattro gli apparati militari hanno squadre permanenti, ed assieme a loro ci sono anche GdF, Vigili del Fuoco, Fiamme Azzurre che hanno ulteriormente aumentato i numeri. Oggi in classifica ci sono 106 atleti inseriti nei gruppi militari, non credo che nel 1983 fossero 200!! Bisognerebbe allora ritornare al motivo che ha originato questo arruolamento di atleti. Si arrivava dagli anni 60/70 dove i paesi dell'est avevano preso il sopravvento in ogni disciplina sportiva, scherma compresa. il nostro sistema, basato sull'assoluto dilettantismo, e quindi sull'autofinanziamento, aveva impoverito il nostro parco atleti, nel quale oltre le categorie giovanili resistevano solo quelli che potevano permettersi di fare scherma perchè benestanti. Ricordiamoci Delfino che vinse la medaglia d'oro a Roma '60 grazie all'utilizzo delle sue ferie, che terminarono proprio il giorno della gara, impedendogli di essere presente alla festa in suo onore il giorno dopo! Serviva dare uno stipendio ai ragazzi più promettenti, per consentire loro di fare sport ad alto livello, cioè tutto i giorni, avendo in tasca i soldi per poterselo permettere. Era appunto un sostegno alle giovani promesse, ed anche a quegli atleti che da promesse divennero certezze (e medaglie!). Oggi andrebbe forse rivisto questo concetto, quello di "promessa". Fino a che età si può ancora essere considerati tali? Dei 106 sopracitati ne abbiamo 16 nella categoria U20 e 22 Over 30. Si può ancora considerare una promessa un atleta ultratrentenne che non è nel quartetto olimpico? Ha senso continuare a stipendiarlo per fare scherma a scapito magari di qualche U20 in più? Credo che risolvendo questo equivoco avremo di colpo un maggiore equilibrio di possibilità tra gli atleti affermati e quelli che cercano di emergere. Dare uno spartiacque tra il titolo di "promessa" e quello di "atleta di seconda fascia". Lo stato, ovvero i gruppi militari, dovrebbero sostenere il CONI nella ricerca del primo, mentre offrire altre possibilità al di fuori dello sport ai secondi.

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    1. Ho i capelli bianchi e condivido quanto scritto sugli schermidori militari degli anni ’80 e sull’attuale militarizzazione della Federscherma.
      Chi ha vissuto quel periodo ricorda il Totocalcio e la ricchezza del CONI. Però esperti di economia sostengono che le Federazioni oggi abbiano bilanci altrettanto ricchi ma con minore spese, perché le famiglie sostengono interamente le attività dei ragazzi e i militari quelle di alta prestazione.
      Ricordo che negli anni ’80 gli uomini iniziavano tutti col fioretto e potevano praticare anche la sciabola o la spada; le donne potevano praticare soltanto il fioretto.
      Solo gli uomini potevano essere arruolati e potevano prolungare la leva soltanto nei Carabinieri e nella Polizia. Rispetto ad oggi Carabinieri e Polizia avevano nelle tre armi più atleti arruolati e anche negli anni ’80 diversi schermitori militari non erano di altissimo livello. Le donne non potevano essere arruolate, ma vincevano medaglie in ogni Campionato. C’erano anche tanti campioni maschi in nazionale che non erano militari. Questo dimostra che la Federscherma sosteneva economicamente tutti: militari, donne e gli atleti non militari, perché senza finanziamenti federali anche all’epoca non si poteva continuare a gareggiare a livello internazionale.
      Nel 1982 le fiorettiste Cicconetti, Mochi, Sparaciari, Vaccaroni e Zalaffi vinsero l'oro a squadre. Nessuna era militare: oggi è pensabile avere una nazionale femminile senza atlete militari?
      Per confrontare gli anni ’80 con oggi è sufficiente vedere gli arruolamenti in Polizia.
      Nel 2017 la Polizia ha 5 fiorettisti: Luperi, Ingargiola, Lari, Franco, Del Macchia.
      Nel 1988 ne ha avuti sino a 12, più del doppio: Arpino, Borella, Bortolaso, Cerioni, Cipressa, Montanari, Nelli, Paragallo, Rossi, Villa, Vitalesta, Zomparelli.
      Alle Olimpiadi di Los Angeles andò un olimpionico di fioretto che non era militare: Scuri. Oggi è pensabile?
      Nel 2017 la Polizia ha 5 sciabolatori: Affede, Bonsanto, Curatoli, Nuccio, Scepi.
      Nel 1988 ne ha avuti sino a 10, il doppio: Cavaliere, Dalla Barba, Di Lauro, Franzini, Marin, Morretta, Paragallo, Rubino, Scalzo, Terenzi.
      Alle Olimpiadi di Los Angeles andarono 2 olimpionici di sciabola che non erano militari: Arcidiacono e Meglio. Oggi è pensabile?
      Nel 2017 la Polizia ha 2 spadisti: Fichera, Santarelli.
      Nel 1988 ne ha avuti almeno 7: Cuomo, Milanoli, Pantano, Pantoni, Randazzo, Resegotti, Scavolini.
      Alle Olimpiadi di Los Angeles andarono 3 olimpionici di spada che non erano militari: Bellone, Ferro e Manzi. Oggi è pensabile?
      Negli anni '80 c'era Fini che era commissario tecnico unico e non era maestro. Oggi è pensabile?
      Negli anni '80 i migliori maestri della nazionale non erano militari: Chicca e Zub nella sciabola, Di Naro, Di Rosa, Frank e Triccoli nel fioretto, Muzio e Volpini nella spada. Oggi è pensabile?

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