martedì 25 aprile 2017

L'ACCADEMIA DELLA SCHERMA CERCA CASA

Da Il Mattino.it del 23 aprile 2017

(http://sport.ilmattino.it/altrisport/l’accademia della scherma cerca ancora una sede intanto Napoli non è più sede per gli esami da maestro 2399619.html)

L'Accademia della Scherma cerca
sede: «A Napoli niente esami»
di Pino Taormina
“L'Accademia Nazionale della Scherma cerca ancora casa. Fondato a Napoli nel 1861 (156 anni fa), dal 1880, in virtù di un regio decreto, ha il compito di esaminare e diplomare coloro che intendono conseguire il titolo di maestro di scherma, requisito indispensabile per “aprire” una sala e praticare l’insegnamento di tale sport. Tale prerogativa è sempre stata normativamente confermata negli anni successivi, fino ad una recente direttiva europea (recepita nel nostro ordinamento) che, richiamando il decreto del 1880, sancisce l’esclusivo ruolo dell’Ente per quel che riguarda il conferimento del titolo professionale.
Le sedute di esame (fino al marzo di quest’anno) si sono sempre svolte a Napoli. I candidati provengono da tutta Italia e anche dall’estero (Europa, ma anche USA, sud America ecc.).
"La Federazione Italiana Scherma (FIS) ha sempre riconosciuto la validità degli esami organizzati e gestiti dall’Accademia, tanto che – addirittura – anche nel suo statuto, tale compito è riservato al predetto ente", racconta il vice presidente dell'Accademia, il magistrato Maurizio Fumo. 
Tuttavia, nel marzo di questo anno, la FIS, ha deciso di organizzare in proprio gli esami, fissando come luogo di svolgimento Roma (e non più Napoli) e riservando all’Accademia un ruolo meramente formale, ruolo che è stato rifiutato. Il TAR Lazio, pronunziando sulla richiesta di sospensiva inoltrata dall’Accademia ha affermato che la potestà di svolgere esami non è esclusiva dell’Accademia (ma evidentemente concorrente). La conclusione è che si sono svolte due sedute di esami, una a Napoli, tenuta dall’Accademia e una a Roma, tenuta dalla FIS.
Naturalmente, dopo il giudizio cautelare, si svolgerà quello di merito, nel corso del quale la questione verrà riesaminata in maniera più approfondita e con una maggiore aderenza alle fonti normative.
"Nel frattempo, sono state presentate interrogazioni e interpellanze parlamentari su tale questione, oltre che sulla gestione interna della Federazione Italiana Scherma, anche alla luce di esposti presentati alla Prefettura di Roma dall’Accademia e da un legale siciliano", spiega il vice presidente dell'Accademia.
A seguito della presentazione di tali esposti la Prefettura non ha, allo stato, registrato il nuovo statuto FIS ed ha chiesto chiarimenti agli enti interessati (CONI, FIS, Accademia Nazionale di Scherma). È evidente che, se tali esposti dovessero essere accolti, ne conseguirebbe la illegittimità del nuovo assetto federale e, a cascata, la invalidità degli atti posti in essere nel frattempo dalla FIS, compresi, probabilmente, gli esami cancellati a Napoli e trasferiti a Roma, circostanza in relazione alla quale si spera anche in un incisivo intervento del Sindaco de Magistris.”
Questo l’articolo apparso su “il Mattino.it”, mentre in giro per il mondo vi è un testo di scherma scritto da Bill GAUGLER che fa promozione alla scuola italiana di scherma e per essa all’Accademia Nazionale, che rilascia i diplomi per maestri.

Bill Gaugler, morto qualche anno fa era uno de 5 capi Dipartimento dell’Università di San José, in California, e direttore del corso di specialistica in scherma. Il suo testo, tradotto in più di 30 lingue è il solo che si possa trovare ancora nelle librerie. Egli ha dedicato la sua vita alla scherma, per la quale spendeva tutti i suoi guadagni. Alcuni nostri maestri sono stati suoi ospiti a San José ed egli stesso è venuto in Italia per assistere a lezioni di scherma presso le Università Italiane. Si diplomò presso l’Accademia Nazionale di Scherma di Napoli, senza mai mancare occasione negli USA in cui non magnificasse la scuola schermistica italiana e l’Accademia in particolare. Mentre in Italia la FIS ha deciso di annullarla, in barba a quanto il suo stesso statuto regola.
Dell’Accademia si può dire tutto il bene o tutto il male di questo mondo, ma rimane una istituzione: non è certamente fatta di santi e molte decisioni assunte in passato potrebbero essere discutibili, ma chi non ha mai preso decisioni sbagliate? Può forse dirlo la FIS, che in quanto a decisioni sopra le righe ne ha prese tante? Basti pensare da ultimo alla modifica statutaria effettuata senza potere. Non per questo qualcuno ritiene che la federazione debba essere cancellata: modificata si, cancellata no. Lo stesso discorso vale per l’Accademia e prima si assimila questo assioma, prima si esce dalla crisi attuale tra F.I.S./A.N.S.
Ezio RINALDI

sabato 22 aprile 2017

CANDIDATURE AL CONI, IL SOTTOSCALA E LE POSIZIONI F.I.S.


Giorgio SCARSO
Il 20 aprile, giorno in cui scadevano i termini per la presentazione delle candidature alla Giunta (governo) del CONI è trascorso. Tra i candidati non figura l’attuale vice presidente vicario Giorgio Scarso. Quindi la scherma è fuori dai giochi. In Consiglio nazionale siederà Margherita Granbassi e lo stesso Scarso in quanto presidente di federazione. Da alcune voci di corridoio sembrerebbe che l’ex fiorettista sia stata voluta direttamente da Malagò, quindi non una scelta di Scarso.
Lo sport olimpico più medagliato sta perdendo sempre più posizioni nell’ambito dell’organizzazione sportiva. All’indomani della riconferma del presidente FIS nel Comitato Esecutivo della FIE mi congratulai con lui, certo che sarebbe stato riconfermato anche quale vice presidente: sono stato clamorosamente smentito. C’è di più, dei candidati alle presidenze delle varie commissioni solo il  Dr. FIORE è riuscito a farsi eleggere, probabilmente più per le sue capacità che non per un preciso progetto politico. Risulta anche che Scarso non abbia deleghe: ad essere buoni si potrebbe pensare che sia un jolly.
La F.I.S. ha inventato la Confederazione dei Paesi del Mediterraneo e Lioniero Del Maschio ne è stato il primo dirigente per diversi anni: ora il testimone è passato ad altre nazioni, pur avendo la FIS presentato il proprio candidato al rinnovo delle cariche elettive: una sconfitta.
sottoscala
Ora, come riporta Fulvio BIANCHI in Repubblica.it, nella rubrica “Spy calcio”: “non si sa nemmeno come andrà a finire la vicenda della Federscherma con la Prefettura di Roma” presso la quale pende un ricorso sulla iscrizione dello statuto nel registro delle persone giuridiche e che potrebbe portare all’assunzione di provvedimenti molto pesanti. A dire il vero la Prefettura ha già risposto agli esponenti, comunicando loro che, stando alle memorie inviate dalla FIS, le modifiche dello statuto sarebbero regolari, ma, nel contempo li ha invitati a produrre le loro controdeduzioni. Intanto la federazione continua a non avere un statuto approvato.
Fino ad oggi gli esponenti si erano limitati a segnalare i fatti, ma adesso quando avranno l’occasione di argomentare in diritto le proprie ragioni e smentire in fatto e in diritto le memorie della federazione, sarà abbastanza difficile che la prefettura possa procedere all’ annotazione dello statuto.
In ogni caso molto difficilmente la questione si fermerà alla decisione della prefettura perché ci sono diversi aspetti che esulano dalla competenza di questo organo, che gli esponenti sembrano intenzionati a segnalare nelle sedi opportune.  E certamente qualora la prefettura dovesse aderire alle motivazioni della federazione il provvedimento sarà impugnato al Tar.
Insomma una brutta vicenda che non avrà un epilogo a breve scadenza e che svilisce l’immagine della Federazione.

Certo, quando Scarso, durante il suo intervento in assemblea, affermò che aveva preso la federazione dal sottoscala riportandola alle posizioni che merita dimenticò di dire che tali posizioni si trovavano sottoterra.
Ezio RINALDI

giovedì 20 aprile 2017

ILLUMINAZIONE

avv. Gaspare FARDELLA
Conoscenza – Gnosi – Saggezza – Sapienza – Ragione – Armonia – Unità – Estasi – Risveglio – Beatitudine – Purezza – Liberazione – Intuizione – Verità – Trascendenza – Trasformazione – Autorealizzazione – Illuminazione – Chiarezza – Pace interiore – Santità – Rivelazione – Pura Coscienza.
Nel corso della storia, diversi studiosi hanno utilizzato questi termini per definire e catturare l’essenza dell’Illuminazione.
Il grande filosofo Platone ci ha lasciato, nel suo «Mito della caverna», un’elegante metafora dell’Illuminazione con la «I» maiuscola e di quella con l’iniziale minuscola.
Il mito racconta di un gruppo di persone imprigionate,fin dall’infanzia, all'interno di una caverna, ove le persone sono incatenate in modo tale da poter vedere solo la parete di fronte a loro.
Dietro di essi c’è, però, un fuoco acceso, che proietta le loro ombre sulle pareti della caverna.
I prigionieri sono affascinati dalle ombre e si interrogano su cosa queste siano. Con il passare del tempo, non sapendo l'origine e la reale essenza di tali ombre, essi si creano diverse convinzioni riguardo alla natura delle stesse, tanto da arrivare a convincersi che le medesime ombre descrivano o, addirittura, siano la realtà.
Un giorno, uno dei prigionieri riesce a liberarsi e, voltatosi, vede il fuoco e le altre persone che producono le ombre. Inizialmente è scioccato e sorpreso; ma, poi, è intrigato dal fenomeno, perché capisce che le cose sono molto diverse da come credeva.
Questo rappresenta, però, l’illuminazione con la «i» minuscola, la folgorazione iniziale che inizia a cambiare la sua visione del mondo. Si volta per guardare di nuovo la parete della caverna, ma gli è impossibile tornare al suo vecchio modo di pensare. Si trova tra due mondi, perché ha intravisto una parziale verità.
Il racconto di Platone non termina qui.
Con grande trepidazione, l’uomo decide di uscire dall’oscurità della caverna. Quando i suoi occhi si adattano al sole, vede la profonda bellezza del mondo reale: i colori, le forme degli alberi, il villaggio che si vede in lontananza.
Ora, comprende l'enorme differenza tra la piccola luce del falò – la «i» minuscola – e la profonda luce dell’universo: l’Illuminazione con la «I» maiuscola. Capisce, finalmente, di essere testimone di una verità più grande.

La metafora è chiara.
Passiamo la maggior parte della nostra vita sperimentando solo delle ombre della realtà; se, però, riusciamo a liberarci dalle nostre supposizioni e credenze (la nostra caverna di ignoranza) possiamo diventare illuminati, prima in misura ridotta, poi, possibilmente, in un modo totale; a quel punto, la nostra vita non è più la stessa.
Per scorgere, dunque, una vera ed ILLUMINATA realtà, non basta una qualunque fioca fonte luminosa a squarciare il buio della tenebrosa caverna, ma occorre uscire all'aperto ed andare incontro alla luce.
Cordialmente.
Gaspare Fardella


martedì 18 aprile 2017

CAMPIONATI DEL MONDO U.17 e 20 di Plovdiv 2017: Generazione 2024? C'è da lavorare.

Panorama di Plovdiv
Si sono conclusi i Mondiali U17/U20, meglio conosciuti come Mondiali cadetti e giovani 2017 che si sono svolti in Bulgaria a Plodviv dal 1° al 10 aprile e il bilancio è d'obbligo. Si parla (per la verità ben poco) di generazione 2024, ma ancora non conosciamo il volto di quella del 2020 che rinnoverà molto l'attuale nazionale maggiore di scherma.
Chiariamo, questi mondiali mettevano in palio 53 medaglie, 42 individuali, 10 a squadre e una a squadre mista alle tre armi a staffetta con sei atleti per nazione. Giusto per toglierci il dente, questa gara i nostri giovani l'hanno conclusa al 7° posto, battuti dal Canada giunto 2° alle spalle della Russia. Questa prova infatti mette assieme atleti cadetti e giovani per un match che dovrebbe essere innovativo e spettacolare e che meriterebbe di essere maggiormente sperimentato ognuno a casa propria, ma passiamo ai fatti.
Di tutte le gare, l'Italia chiude con 12 medaglie, delle quali solo due sono d'oro, quella di Alessio Di Veroli nella spada individuale cadetti, e quella nella spada giovani a squadre, tutte le altre brillano meno, ma è giusto elogiare tutti per il grande impegno versato in ogni gara. Il miglior risultato statistico lo deduciamo dal fatto che su 19 gare totali solo in 7 gare l'Italia non è andata a podio. A prima vista potremmo affermare che il movimento schermistico italiano é ampiamente sano, come sempre pieno di campioni e di validissimi maestri, ma chi conosce i numeri in profondità sa che qualcosa non funziona, o non sta funzionando. Il fioretto porta a casa il più magro bottino della storia, 3 medaglie, Alessio Di Tommaso, bronzo cadetti come Guillaume Bianchi nei giovani e l'argento della Rossini anche lei giovane.
Le finali in totale sono state 5, di cui 4 perse (poco male), e ben 3 i terzi posti. Ben 12 podi colleziona la Russia, che con i suoi esigui numeri in patria evidentemente ha molta più determinazione di tutti i partecipanti, in quanto guida il medagliere con 7 ori, segue a ruota sì l'Italia, con 2 ori, ma se no fosse arrivata la stoccata vincente di Vismara e compagni, gli Usa con 8 podi di cui un oro, guarda un po' nel fioretto, nel fioretto maschile a squadre giovani, sarebbe al secondo posto.
Una parte della delegazione Italiana
L'arma italiana che soffre di più é certamente la sciabola e la spada femminile cadetti dove le atlete si sono fermate molto prima di vedere il podio, ma dati i numeri italiani nella sciabola, chiedere di più era quasi impossibile, mentre nella seconda, avremmo potuto fare meglio? A conti fatti sembrerebbe che per quasi ogni categoria, sia stata operata una precisa scelta politica: un solo atleta forte unito a un certo numero di atleti volutamente meno forti, lasciando a casa altri ben più performanti di loro, le cui ragioni non sono ad oggi del tutto chiare. Se vi fossero regole più chiare per le selezioni e le convocazioni, di certo potremmo dire che questi erano i migliori cadetti e giovani italiani da inviare a un mondiale, ma dati i risultati, ci sembra lecito avere forti dubbi in proposito, è la considerazione più insistente che si affaccia da questo mondiale è se sia veramente la generazione 2024 che ci aspettavamo oppure no.
Si vede che c'è molto da lavorare.
Fabrizio ORSINI


venerdì 14 aprile 2017

SPORT: centro di potere?

Il deputato Simone VALENTE del M5S ha rilasciato una intervista alla Gazzetta dello Sport (pubblicata in data 12 aprile 2017) ed in uno dei passi il giornalista gli chiede: “E i presidenti di federazione da chi sarebbero eletti?”, l’onorevole risponde: ”Su questo piano si potrebbe mantenere il modello attuale. Ma con dei paletti: un massimo di due e non tre mandati. A parte che è un po’ sospetto tutto questo tempo che si perde, chissà perché la legge sarà approvata solo dopo il rinnovo delle cariche federali. Insomma le federazioni non devono essere dei centri di potere. Ed evitare conflitti di interesse. L’abbiamo detto a Chimenti: si possono assommare le cariche di presidente della federgolf e di presidente della Coni Servizi?”
Simone VALENTE
Riporto un’’ANSA, sempre in data 12 aprile2017: Coni - M5S, no a norma ‘salva presidenti’ federazioni:
La legge sul limite dei mandati introduce un principio giusto ma è del tutto insufficiente: serve introdurre una norma più severe anche sugli attuali presidenti delle Federazioni che per colpa del Pd potranno conservare il proprio incarico per altri due mandati oltre a quelli già svolti.” Così il deputato M5S Simone VALENTE. “Questa legge è una vera e propria sanatoria ‘salva presidenti’, sono tanti i numeri uno delle federazioni che potranno essere confermati per altri otto anni, come lo stesso Malagò. Siamo davanti a quella che rischia di essere un’occasione persa per intervenire sul conflitto d’interessi e le incompatibilità, in particolari quelle dannose fra sport e politiche. A dimostrare questo rapporto malato sono gli ultimi due casi recenti: il senatore Sibilia in Lnd e la sottosegretaria De Micheli in Legavolley.”.
Finalmente anche la politica si è svegliata e comincia a prendere coscienza che siano necessari interventi non più procrastinabili. E’ il caso di dire: “Era ora”.
Ricordo bene quando sul finire del 2004 e febbraio 2005, in piena campagna elettorale, in accordo con Scarso, parlavamo di due mandati al fine di garantire un ricambio continuo, tanto è vero che il Presidente nel suo primo editoriale scriveva che non avrebbe mai voluto apparire come uno indissolubilmente legato alla poltrona e che i ricambi erano sinonimi di crescita. Potrei considerarmi un antesignano sulla problematica: ero convinto allora, quindi in tempi non sospetti, ed a maggior ragione ne sono convinto ora.

Condivido pienamente quanto dichiarato dall’On. VALENTE, soprattutto per ciò che riguarda l’introduzione di una norma più severa, al fine di non fare di questa legge una sanatoria ‘salva presidenti’ e di evitare che lo sport sia sinonimo di potere.
Ezio RINALDI

mercoledì 12 aprile 2017

ELEZIONI AL CONI

Michele MAFFEI
Margherita GRANBASSI
Due personaggi della scherma Italiana, e che personaggi, sono stati eletti al Consiglio Nazionale del CONI. Il grande campione del passato e oggi Presidente dell’Associazione benemerita AMOVA, Michele MAFFEI e l’ex fiorettista Margherita GRANBASSI, ex campionessa del mondo ed olimpica. Rappresenteranno rispettivamente le associazioni benemerite e gli atleti nel Consiglio Nazionale del CONI. Le elezioni si sono svolte il 10 e 11 aprile 2017. A loro Piazza della scherma esprime le più sentite felicitazioni e l’augurio di un proficuo lavoro per il raggiungimento di sempre maggiori successi per il movimento sportivo e di soddisfazioni personali. 
Ezio RINALDI


sabato 8 aprile 2017

LA POLITICA E LO SCHERMIDORE

Alla luce degli ultimi avvenimenti nella Federazione, molte cose stanno cambiando nell'animo degli schermitori italiani. È innegabile che molte opinioni che prima delle elezioni federali erano di un colore, ora siano cambiate, ma non di sfumatura. Ciò che prima era bianco o rosa pallido, ora possiamo dire sia diventato grigio e rosso.
Quando però si tocca il tema che comunemente chiamiamo "politica" federale gli schermitori si turano le orecchie e il naso, e picchiano i piedi per terra, gridano dicendo: "ah io non faccio politica, di queste cose io non me ne occupo".
Lo schermitore non ha capito che "la politica" sportiva, serve per far bene il lavoro in ogni palestra. La "politica" serve a garantire un equo avvicendarsi degli atleti meritevoli, con regole chiare. La "politica", è necessaria per dare le garanzie a ogni suo iscritto che le regole dei giochi vengano rispettate. Lo schermitore forse fa coincidere la politica federale con quella civile, dei partiti, dei senatori e deputati, che tanto ci amareggia quotidianamente. Invece non è così.
Caro schermitore, la scarsa attenzione ai problemi federali, lascia invariate le cose, perché le consolida senza che possano recare vantaggio a tutti, atleti e maestri. Impedisce che persone con visioni più attinenti ai tempi che stiamo vivendo, si possano avvicendare e far partire progetti innovativi per il futuro schermistico; in una sola frase, garantisce che la federazione sia gestita sempre dalle solite persone.
È giunto il momento che tutti gli schermitori parlino senza paura ed esprimano le loro opinioni senza alcun timore, e se non vogliono farlo in prima persona davanti a tutti, per lo meno non impediscano che chi lo voglia fare sia messo in condizione di farlo con la solidità di chi ha dietro un popolo che non teme avversari.
Fabrizio ORSINI

mercoledì 5 aprile 2017

IL CONI E LO STATUTO F.I.S.

La Giunta del CONI, nella riunione del 04.04,2017 al Foro Italico, ha, tra le altre questioni, trattato la situazione di alcune federazioni, tra le quali, Federpentathlon, Aeroclub, Federcanoa, Federbocce, Comitato Paralimpico e Federscherma. Per quanto riguarda il problema dello statuto della F.I.S., la Giunta ha preso atto che gli uffici si stanno attivando con la Prefettura di Roma per risolvere la questione.
Immagino una sorta di ottimismo nei corridoi di viale Tiziano 74 al piano federscherma, in quanto la Giunta non ha preso nessuna posizione, con ciò tutelando i vertici federali. Invece, a mio avviso, bisogna vedere il rovescio della medaglia: la Giunta non ha detto che lo statuto F.I.S. sia in regola e le iniziative del Presidente e del suo Consiglio siano state in linea con la legislazione in vigore (Decreto Melandri e Decreto Pescante). Anzi mi sembra di capire che il massimo ente sportivo italiano abbia preso tempo e d’altra parte non poteva essere altrimenti considerato che l’11 maggio ci sono le elezioni per il rinnovo della Giunta e del Presidente.
Non riesco ad immaginare quale possa essere il risultato finale del lavoro degli uffici con la Prefettura di Roma. Sulla questione è stato dimostrato di tutto e di più, non solo, adesso si sono aggiunti anche gli esposti alla Prefettura prodotti dall’Accademia Nazionale di Scherma ed inviati per conoscenza anche alla Procura della Repubblica.
Sicuramente è difficile ipotizzare una “soluzione della questione” se non dimostrando che l’approvazione delle modifiche del 2016 sia avvenuta nel rispetto della normativa vigente.
Ma tutti noi sappiamo che così non è, dato che non è mai stata convocata l’Assemblea e che il presidente Scarso ha affermato, e messo per iscritto, che le modifiche del 2016 sono il frutto di un lungo periodo di revisione e che l’assemblea non è stata convocata per ragioni di urgenza.
Dato che proprio il presidente federale ha confessato davanti a tutti di non avere rispettato la legge, mi chiedo proprio quale “soluzione della questione” possa mai venire fuori dal lavoro degli uffici del CONI.
Se una soluzione ci fosse stata, è ovvio che già sarebbe stata trovata e pubblicizzata. Ma così non è stato e, soprattutto, la Prefettura continua a non registrare le modifiche del 2016.
Ci saremmo aspettati dal massimo organo del CONI una maggiore attenzione alle regole. Non dimentichiamo infatti che il CONI è un ente pubblico la cui immagine continua a rimanere irrimediabilmente appannata.
In conclusione, non c’è nulla di cui essere ottimisti in quanto sia la Prefettura che la Procura non potranno che far rispettare la legge e per essa i regolamenti che consentono la gestione federale.
Ezio RINALDI

sabato 1 aprile 2017

BOTTA E RISPOSTA TRA F.I.S. ED A.N.S.

Il CONI recentemente ha scritto una lettera al Presidente del C.S.I., BOSIO Vittorio, comunicando che, su segnalazione della Federazione Italiana Scherma, sono state appurate alcune difformità dello statuto dell’Accademia Nazionale di Scherma, affiliata a detto Centro Sportivo, non risultando quindi idoneo per l’iscrizione della stessa nel registro del CONI. Ha intimato al Sig. BOSIO di trasmettere le proprie determinazioni, nel termine perentorio di gg.20, in merito alle carenze del requisito, accertato d’ufficio, unitamente all’elenco di tutti gli attuali tesserati. Nel contempo ha informato il Presidente dell’ANS l’avvio del procedimento amministrativo a carico dell’ente napoletano. Di fatto il CONI ha sospeso l’iscrizione dell’Accademia dal proprio registro.
La risposta dell’ANS non si è fatta attendere e nei termini stabiliti ha inviato una lettera indirizzata al Segretario Generale del CONI, al Responsabile del procedimento amministrativo, alla Prefettura di Roma ed infine alla Procura della Repubblica.
L’Accademia ha rappresentato che gli appunti avanzati appaiono di carattere meramente formale e rappresenta l’inconsistenza dei rilievi enunciati. Pone, inoltre, in evidenza le condotte contra legem poste in essere nell’adozione del (nuovo?) statuto da parte della F.I.S. e, in questo momento storico, fa notare che quest’ultima non ha una legislazione approvata dalla competente autorità amministrativa e difetta, conseguentemente, di Legale rappresentante, ma anche della cosiddetta “condizione dell’azione”, in assenza della quale, l’azione di sospensiva de qua prodotta dal CONI nei confronti dell’Accademia di Scherma sembra fortemente viziata, nonché connotata da palesi conflitti d’interessi. L’attuale Vice Presidente del CONI, infatti, è (apparentemente) Presidente della F.I.S., pur eletto, come si diceva, in assenza di uno statuto approvato dalla Prefettura di Roma.
La missiva, piuttosto lunga e ben articolata, prosegue rappresentando alla Prefettura di Roma ed alla Procura della Repubblica, alle quali è stata inviata per conoscenza, un punto di condotta della F.I.S.,che si potrebbe definire antigiuridica . Ai due Enti il Presidente dell’Accademia espone dettagliatamente la situazione statutaria della Federazione, con un invito a verificare eventuali infrazioni penali.
In sintesi la segnalazione della Federazione Italiana Scherma al CONI sarebbe viziata, non solo da conflitti di interesse ma anche dall’assenza di uno statuto approvato dalle competenti autorità, che priva la federazione stessa di un Legale Rappresentante.
Insomma un bel guazzabuglio dal quale ormai non se ne viene a capo se non con l’adozione di un provvedimento molto forte.

Ezio RINALDI