martedì 25 aprile 2017

L'ACCADEMIA DELLA SCHERMA CERCA CASA

Da Il Mattino.it del 23 aprile 2017

(http://sport.ilmattino.it/altrisport/l’accademia della scherma cerca ancora una sede intanto Napoli non è più sede per gli esami da maestro 2399619.html)

L'Accademia della Scherma cerca
sede: «A Napoli niente esami»
di Pino Taormina
“L'Accademia Nazionale della Scherma cerca ancora casa. Fondato a Napoli nel 1861 (156 anni fa), dal 1880, in virtù di un regio decreto, ha il compito di esaminare e diplomare coloro che intendono conseguire il titolo di maestro di scherma, requisito indispensabile per “aprire” una sala e praticare l’insegnamento di tale sport. Tale prerogativa è sempre stata normativamente confermata negli anni successivi, fino ad una recente direttiva europea (recepita nel nostro ordinamento) che, richiamando il decreto del 1880, sancisce l’esclusivo ruolo dell’Ente per quel che riguarda il conferimento del titolo professionale.
Le sedute di esame (fino al marzo di quest’anno) si sono sempre svolte a Napoli. I candidati provengono da tutta Italia e anche dall’estero (Europa, ma anche USA, sud America ecc.).
"La Federazione Italiana Scherma (FIS) ha sempre riconosciuto la validità degli esami organizzati e gestiti dall’Accademia, tanto che – addirittura – anche nel suo statuto, tale compito è riservato al predetto ente", racconta il vice presidente dell'Accademia, il magistrato Maurizio Fumo. 
Tuttavia, nel marzo di questo anno, la FIS, ha deciso di organizzare in proprio gli esami, fissando come luogo di svolgimento Roma (e non più Napoli) e riservando all’Accademia un ruolo meramente formale, ruolo che è stato rifiutato. Il TAR Lazio, pronunziando sulla richiesta di sospensiva inoltrata dall’Accademia ha affermato che la potestà di svolgere esami non è esclusiva dell’Accademia (ma evidentemente concorrente). La conclusione è che si sono svolte due sedute di esami, una a Napoli, tenuta dall’Accademia e una a Roma, tenuta dalla FIS.
Naturalmente, dopo il giudizio cautelare, si svolgerà quello di merito, nel corso del quale la questione verrà riesaminata in maniera più approfondita e con una maggiore aderenza alle fonti normative.
"Nel frattempo, sono state presentate interrogazioni e interpellanze parlamentari su tale questione, oltre che sulla gestione interna della Federazione Italiana Scherma, anche alla luce di esposti presentati alla Prefettura di Roma dall’Accademia e da un legale siciliano", spiega il vice presidente dell'Accademia.
A seguito della presentazione di tali esposti la Prefettura non ha, allo stato, registrato il nuovo statuto FIS ed ha chiesto chiarimenti agli enti interessati (CONI, FIS, Accademia Nazionale di Scherma). È evidente che, se tali esposti dovessero essere accolti, ne conseguirebbe la illegittimità del nuovo assetto federale e, a cascata, la invalidità degli atti posti in essere nel frattempo dalla FIS, compresi, probabilmente, gli esami cancellati a Napoli e trasferiti a Roma, circostanza in relazione alla quale si spera anche in un incisivo intervento del Sindaco de Magistris.”
Questo l’articolo apparso su “il Mattino.it”, mentre in giro per il mondo vi è un testo di scherma scritto da Bill GAUGLER che fa promozione alla scuola italiana di scherma e per essa all’Accademia Nazionale, che rilascia i diplomi per maestri.

Bill Gaugler, morto qualche anno fa era uno de 5 capi Dipartimento dell’Università di San José, in California, e direttore del corso di specialistica in scherma. Il suo testo, tradotto in più di 30 lingue è il solo che si possa trovare ancora nelle librerie. Egli ha dedicato la sua vita alla scherma, per la quale spendeva tutti i suoi guadagni. Alcuni nostri maestri sono stati suoi ospiti a San José ed egli stesso è venuto in Italia per assistere a lezioni di scherma presso le Università Italiane. Si diplomò presso l’Accademia Nazionale di Scherma di Napoli, senza mai mancare occasione negli USA in cui non magnificasse la scuola schermistica italiana e l’Accademia in particolare. Mentre in Italia la FIS ha deciso di annullarla, in barba a quanto il suo stesso statuto regola.
Dell’Accademia si può dire tutto il bene o tutto il male di questo mondo, ma rimane una istituzione: non è certamente fatta di santi e molte decisioni assunte in passato potrebbero essere discutibili, ma chi non ha mai preso decisioni sbagliate? Può forse dirlo la FIS, che in quanto a decisioni sopra le righe ne ha prese tante? Basti pensare da ultimo alla modifica statutaria effettuata senza potere. Non per questo qualcuno ritiene che la federazione debba essere cancellata: modificata si, cancellata no. Lo stesso discorso vale per l’Accademia e prima si assimila questo assioma, prima si esce dalla crisi attuale tra F.I.S./A.N.S.
Ezio RINALDI

sabato 22 aprile 2017

CANDIDATURE AL CONI, IL SOTTOSCALA E LE POSIZIONI F.I.S.


Giorgio SCARSO
Il 20 aprile, giorno in cui scadevano i termini per la presentazione delle candidature alla Giunta (governo) del CONI è trascorso. Tra i candidati non figura l’attuale vice presidente vicario Giorgio Scarso. Quindi la scherma è fuori dai giochi. In Consiglio nazionale siederà Margherita Granbassi e lo stesso Scarso in quanto presidente di federazione. Da alcune voci di corridoio sembrerebbe che l’ex fiorettista sia stata voluta direttamente da Malagò, quindi non una scelta di Scarso.
Lo sport olimpico più medagliato sta perdendo sempre più posizioni nell’ambito dell’organizzazione sportiva. All’indomani della riconferma del presidente FIS nel Comitato Esecutivo della FIE mi congratulai con lui, certo che sarebbe stato riconfermato anche quale vice presidente: sono stato clamorosamente smentito. C’è di più, dei candidati alle presidenze delle varie commissioni solo il  Dr. FIORE è riuscito a farsi eleggere, probabilmente più per le sue capacità che non per un preciso progetto politico. Risulta anche che Scarso non abbia deleghe: ad essere buoni si potrebbe pensare che sia un jolly.
La F.I.S. ha inventato la Confederazione dei Paesi del Mediterraneo e Lioniero Del Maschio ne è stato il primo dirigente per diversi anni: ora il testimone è passato ad altre nazioni, pur avendo la FIS presentato il proprio candidato al rinnovo delle cariche elettive: una sconfitta.
sottoscala
Ora, come riporta Fulvio BIANCHI in Repubblica.it, nella rubrica “Spy calcio”: “non si sa nemmeno come andrà a finire la vicenda della Federscherma con la Prefettura di Roma” presso la quale pende un ricorso sulla iscrizione dello statuto nel registro delle persone giuridiche e che potrebbe portare all’assunzione di provvedimenti molto pesanti. A dire il vero la Prefettura ha già risposto agli esponenti, comunicando loro che, stando alle memorie inviate dalla FIS, le modifiche dello statuto sarebbero regolari, ma, nel contempo li ha invitati a produrre le loro controdeduzioni. Intanto la federazione continua a non avere un statuto approvato.
Fino ad oggi gli esponenti si erano limitati a segnalare i fatti, ma adesso quando avranno l’occasione di argomentare in diritto le proprie ragioni e smentire in fatto e in diritto le memorie della federazione, sarà abbastanza difficile che la prefettura possa procedere all’ annotazione dello statuto.
In ogni caso molto difficilmente la questione si fermerà alla decisione della prefettura perché ci sono diversi aspetti che esulano dalla competenza di questo organo, che gli esponenti sembrano intenzionati a segnalare nelle sedi opportune.  E certamente qualora la prefettura dovesse aderire alle motivazioni della federazione il provvedimento sarà impugnato al Tar.
Insomma una brutta vicenda che non avrà un epilogo a breve scadenza e che svilisce l’immagine della Federazione.

Certo, quando Scarso, durante il suo intervento in assemblea, affermò che aveva preso la federazione dal sottoscala riportandola alle posizioni che merita dimenticò di dire che tali posizioni si trovavano sottoterra.
Ezio RINALDI

giovedì 20 aprile 2017

ILLUMINAZIONE

avv. Gaspare FARDELLA
Conoscenza – Gnosi – Saggezza – Sapienza – Ragione – Armonia – Unità – Estasi – Risveglio – Beatitudine – Purezza – Liberazione – Intuizione – Verità – Trascendenza – Trasformazione – Autorealizzazione – Illuminazione – Chiarezza – Pace interiore – Santità – Rivelazione – Pura Coscienza.
Nel corso della storia, diversi studiosi hanno utilizzato questi termini per definire e catturare l’essenza dell’Illuminazione.
Il grande filosofo Platone ci ha lasciato, nel suo «Mito della caverna», un’elegante metafora dell’Illuminazione con la «I» maiuscola e di quella con l’iniziale minuscola.
Il mito racconta di un gruppo di persone imprigionate,fin dall’infanzia, all'interno di una caverna, ove le persone sono incatenate in modo tale da poter vedere solo la parete di fronte a loro.
Dietro di essi c’è, però, un fuoco acceso, che proietta le loro ombre sulle pareti della caverna.
I prigionieri sono affascinati dalle ombre e si interrogano su cosa queste siano. Con il passare del tempo, non sapendo l'origine e la reale essenza di tali ombre, essi si creano diverse convinzioni riguardo alla natura delle stesse, tanto da arrivare a convincersi che le medesime ombre descrivano o, addirittura, siano la realtà.
Un giorno, uno dei prigionieri riesce a liberarsi e, voltatosi, vede il fuoco e le altre persone che producono le ombre. Inizialmente è scioccato e sorpreso; ma, poi, è intrigato dal fenomeno, perché capisce che le cose sono molto diverse da come credeva.
Questo rappresenta, però, l’illuminazione con la «i» minuscola, la folgorazione iniziale che inizia a cambiare la sua visione del mondo. Si volta per guardare di nuovo la parete della caverna, ma gli è impossibile tornare al suo vecchio modo di pensare. Si trova tra due mondi, perché ha intravisto una parziale verità.
Il racconto di Platone non termina qui.
Con grande trepidazione, l’uomo decide di uscire dall’oscurità della caverna. Quando i suoi occhi si adattano al sole, vede la profonda bellezza del mondo reale: i colori, le forme degli alberi, il villaggio che si vede in lontananza.
Ora, comprende l'enorme differenza tra la piccola luce del falò – la «i» minuscola – e la profonda luce dell’universo: l’Illuminazione con la «I» maiuscola. Capisce, finalmente, di essere testimone di una verità più grande.

La metafora è chiara.
Passiamo la maggior parte della nostra vita sperimentando solo delle ombre della realtà; se, però, riusciamo a liberarci dalle nostre supposizioni e credenze (la nostra caverna di ignoranza) possiamo diventare illuminati, prima in misura ridotta, poi, possibilmente, in un modo totale; a quel punto, la nostra vita non è più la stessa.
Per scorgere, dunque, una vera ed ILLUMINATA realtà, non basta una qualunque fioca fonte luminosa a squarciare il buio della tenebrosa caverna, ma occorre uscire all'aperto ed andare incontro alla luce.
Cordialmente.
Gaspare Fardella


martedì 18 aprile 2017

CAMPIONATI DEL MONDO U.17 e 20 di Plovdiv 2017: Generazione 2024? C'è da lavorare.

Panorama di Plovdiv
Si sono conclusi i Mondiali U17/U20, meglio conosciuti come Mondiali cadetti e giovani 2017 che si sono svolti in Bulgaria a Plodviv dal 1° al 10 aprile e il bilancio è d'obbligo. Si parla (per la verità ben poco) di generazione 2024, ma ancora non conosciamo il volto di quella del 2020 che rinnoverà molto l'attuale nazionale maggiore di scherma.
Chiariamo, questi mondiali mettevano in palio 53 medaglie, 42 individuali, 10 a squadre e una a squadre mista alle tre armi a staffetta con sei atleti per nazione. Giusto per toglierci il dente, questa gara i nostri giovani l'hanno conclusa al 7° posto, battuti dal Canada giunto 2° alle spalle della Russia. Questa prova infatti mette assieme atleti cadetti e giovani per un match che dovrebbe essere innovativo e spettacolare e che meriterebbe di essere maggiormente sperimentato ognuno a casa propria, ma passiamo ai fatti.
Di tutte le gare, l'Italia chiude con 12 medaglie, delle quali solo due sono d'oro, quella di Alessio Di Veroli nella spada individuale cadetti, e quella nella spada giovani a squadre, tutte le altre brillano meno, ma è giusto elogiare tutti per il grande impegno versato in ogni gara. Il miglior risultato statistico lo deduciamo dal fatto che su 19 gare totali solo in 7 gare l'Italia non è andata a podio. A prima vista potremmo affermare che il movimento schermistico italiano é ampiamente sano, come sempre pieno di campioni e di validissimi maestri, ma chi conosce i numeri in profondità sa che qualcosa non funziona, o non sta funzionando. Il fioretto porta a casa il più magro bottino della storia, 3 medaglie, Alessio Di Tommaso, bronzo cadetti come Guillaume Bianchi nei giovani e l'argento della Rossini anche lei giovane.
Le finali in totale sono state 5, di cui 4 perse (poco male), e ben 3 i terzi posti. Ben 12 podi colleziona la Russia, che con i suoi esigui numeri in patria evidentemente ha molta più determinazione di tutti i partecipanti, in quanto guida il medagliere con 7 ori, segue a ruota sì l'Italia, con 2 ori, ma se no fosse arrivata la stoccata vincente di Vismara e compagni, gli Usa con 8 podi di cui un oro, guarda un po' nel fioretto, nel fioretto maschile a squadre giovani, sarebbe al secondo posto.
Una parte della delegazione Italiana
L'arma italiana che soffre di più é certamente la sciabola e la spada femminile cadetti dove le atlete si sono fermate molto prima di vedere il podio, ma dati i numeri italiani nella sciabola, chiedere di più era quasi impossibile, mentre nella seconda, avremmo potuto fare meglio? A conti fatti sembrerebbe che per quasi ogni categoria, sia stata operata una precisa scelta politica: un solo atleta forte unito a un certo numero di atleti volutamente meno forti, lasciando a casa altri ben più performanti di loro, le cui ragioni non sono ad oggi del tutto chiare. Se vi fossero regole più chiare per le selezioni e le convocazioni, di certo potremmo dire che questi erano i migliori cadetti e giovani italiani da inviare a un mondiale, ma dati i risultati, ci sembra lecito avere forti dubbi in proposito, è la considerazione più insistente che si affaccia da questo mondiale è se sia veramente la generazione 2024 che ci aspettavamo oppure no.
Si vede che c'è molto da lavorare.
Fabrizio ORSINI


venerdì 14 aprile 2017

SPORT: centro di potere?

Il deputato Simone VALENTE del M5S ha rilasciato una intervista alla Gazzetta dello Sport (pubblicata in data 12 aprile 2017) ed in uno dei passi il giornalista gli chiede: “E i presidenti di federazione da chi sarebbero eletti?”, l’onorevole risponde: ”Su questo piano si potrebbe mantenere il modello attuale. Ma con dei paletti: un massimo di due e non tre mandati. A parte che è un po’ sospetto tutto questo tempo che si perde, chissà perché la legge sarà approvata solo dopo il rinnovo delle cariche federali. Insomma le federazioni non devono essere dei centri di potere. Ed evitare conflitti di interesse. L’abbiamo detto a Chimenti: si possono assommare le cariche di presidente della federgolf e di presidente della Coni Servizi?”
Simone VALENTE
Riporto un’’ANSA, sempre in data 12 aprile2017: Coni - M5S, no a norma ‘salva presidenti’ federazioni:
La legge sul limite dei mandati introduce un principio giusto ma è del tutto insufficiente: serve introdurre una norma più severe anche sugli attuali presidenti delle Federazioni che per colpa del Pd potranno conservare il proprio incarico per altri due mandati oltre a quelli già svolti.” Così il deputato M5S Simone VALENTE. “Questa legge è una vera e propria sanatoria ‘salva presidenti’, sono tanti i numeri uno delle federazioni che potranno essere confermati per altri otto anni, come lo stesso Malagò. Siamo davanti a quella che rischia di essere un’occasione persa per intervenire sul conflitto d’interessi e le incompatibilità, in particolari quelle dannose fra sport e politiche. A dimostrare questo rapporto malato sono gli ultimi due casi recenti: il senatore Sibilia in Lnd e la sottosegretaria De Micheli in Legavolley.”.
Finalmente anche la politica si è svegliata e comincia a prendere coscienza che siano necessari interventi non più procrastinabili. E’ il caso di dire: “Era ora”.
Ricordo bene quando sul finire del 2004 e febbraio 2005, in piena campagna elettorale, in accordo con Scarso, parlavamo di due mandati al fine di garantire un ricambio continuo, tanto è vero che il Presidente nel suo primo editoriale scriveva che non avrebbe mai voluto apparire come uno indissolubilmente legato alla poltrona e che i ricambi erano sinonimi di crescita. Potrei considerarmi un antesignano sulla problematica: ero convinto allora, quindi in tempi non sospetti, ed a maggior ragione ne sono convinto ora.

Condivido pienamente quanto dichiarato dall’On. VALENTE, soprattutto per ciò che riguarda l’introduzione di una norma più severa, al fine di non fare di questa legge una sanatoria ‘salva presidenti’ e di evitare che lo sport sia sinonimo di potere.
Ezio RINALDI

mercoledì 12 aprile 2017

ELEZIONI AL CONI

Michele MAFFEI
Margherita GRANBASSI
Due personaggi della scherma Italiana, e che personaggi, sono stati eletti al Consiglio Nazionale del CONI. Il grande campione del passato e oggi Presidente dell’Associazione benemerita AMOVA, Michele MAFFEI e l’ex fiorettista Margherita GRANBASSI, ex campionessa del mondo ed olimpica. Rappresenteranno rispettivamente le associazioni benemerite e gli atleti nel Consiglio Nazionale del CONI. Le elezioni si sono svolte il 10 e 11 aprile 2017. A loro Piazza della scherma esprime le più sentite felicitazioni e l’augurio di un proficuo lavoro per il raggiungimento di sempre maggiori successi per il movimento sportivo e di soddisfazioni personali. 
Ezio RINALDI


sabato 8 aprile 2017

LA POLITICA E LO SCHERMIDORE

Alla luce degli ultimi avvenimenti nella Federazione, molte cose stanno cambiando nell'animo degli schermitori italiani. È innegabile che molte opinioni che prima delle elezioni federali erano di un colore, ora siano cambiate, ma non di sfumatura. Ciò che prima era bianco o rosa pallido, ora possiamo dire sia diventato grigio e rosso.
Quando però si tocca il tema che comunemente chiamiamo "politica" federale gli schermitori si turano le orecchie e il naso, e picchiano i piedi per terra, gridano dicendo: "ah io non faccio politica, di queste cose io non me ne occupo".
Lo schermitore non ha capito che "la politica" sportiva, serve per far bene il lavoro in ogni palestra. La "politica" serve a garantire un equo avvicendarsi degli atleti meritevoli, con regole chiare. La "politica", è necessaria per dare le garanzie a ogni suo iscritto che le regole dei giochi vengano rispettate. Lo schermitore forse fa coincidere la politica federale con quella civile, dei partiti, dei senatori e deputati, che tanto ci amareggia quotidianamente. Invece non è così.
Caro schermitore, la scarsa attenzione ai problemi federali, lascia invariate le cose, perché le consolida senza che possano recare vantaggio a tutti, atleti e maestri. Impedisce che persone con visioni più attinenti ai tempi che stiamo vivendo, si possano avvicendare e far partire progetti innovativi per il futuro schermistico; in una sola frase, garantisce che la federazione sia gestita sempre dalle solite persone.
È giunto il momento che tutti gli schermitori parlino senza paura ed esprimano le loro opinioni senza alcun timore, e se non vogliono farlo in prima persona davanti a tutti, per lo meno non impediscano che chi lo voglia fare sia messo in condizione di farlo con la solidità di chi ha dietro un popolo che non teme avversari.
Fabrizio ORSINI

mercoledì 5 aprile 2017

IL CONI E LO STATUTO F.I.S.

La Giunta del CONI, nella riunione del 04.04,2017 al Foro Italico, ha, tra le altre questioni, trattato la situazione di alcune federazioni, tra le quali, Federpentathlon, Aeroclub, Federcanoa, Federbocce, Comitato Paralimpico e Federscherma. Per quanto riguarda il problema dello statuto della F.I.S., la Giunta ha preso atto che gli uffici si stanno attivando con la Prefettura di Roma per risolvere la questione.
Immagino una sorta di ottimismo nei corridoi di viale Tiziano 74 al piano federscherma, in quanto la Giunta non ha preso nessuna posizione, con ciò tutelando i vertici federali. Invece, a mio avviso, bisogna vedere il rovescio della medaglia: la Giunta non ha detto che lo statuto F.I.S. sia in regola e le iniziative del Presidente e del suo Consiglio siano state in linea con la legislazione in vigore (Decreto Melandri e Decreto Pescante). Anzi mi sembra di capire che il massimo ente sportivo italiano abbia preso tempo e d’altra parte non poteva essere altrimenti considerato che l’11 maggio ci sono le elezioni per il rinnovo della Giunta e del Presidente.
Non riesco ad immaginare quale possa essere il risultato finale del lavoro degli uffici con la Prefettura di Roma. Sulla questione è stato dimostrato di tutto e di più, non solo, adesso si sono aggiunti anche gli esposti alla Prefettura prodotti dall’Accademia Nazionale di Scherma ed inviati per conoscenza anche alla Procura della Repubblica.
Sicuramente è difficile ipotizzare una “soluzione della questione” se non dimostrando che l’approvazione delle modifiche del 2016 sia avvenuta nel rispetto della normativa vigente.
Ma tutti noi sappiamo che così non è, dato che non è mai stata convocata l’Assemblea e che il presidente Scarso ha affermato, e messo per iscritto, che le modifiche del 2016 sono il frutto di un lungo periodo di revisione e che l’assemblea non è stata convocata per ragioni di urgenza.
Dato che proprio il presidente federale ha confessato davanti a tutti di non avere rispettato la legge, mi chiedo proprio quale “soluzione della questione” possa mai venire fuori dal lavoro degli uffici del CONI.
Se una soluzione ci fosse stata, è ovvio che già sarebbe stata trovata e pubblicizzata. Ma così non è stato e, soprattutto, la Prefettura continua a non registrare le modifiche del 2016.
Ci saremmo aspettati dal massimo organo del CONI una maggiore attenzione alle regole. Non dimentichiamo infatti che il CONI è un ente pubblico la cui immagine continua a rimanere irrimediabilmente appannata.
In conclusione, non c’è nulla di cui essere ottimisti in quanto sia la Prefettura che la Procura non potranno che far rispettare la legge e per essa i regolamenti che consentono la gestione federale.
Ezio RINALDI

sabato 1 aprile 2017

BOTTA E RISPOSTA TRA F.I.S. ED A.N.S.

Il CONI recentemente ha scritto una lettera al Presidente del C.S.I., BOSIO Vittorio, comunicando che, su segnalazione della Federazione Italiana Scherma, sono state appurate alcune difformità dello statuto dell’Accademia Nazionale di Scherma, affiliata a detto Centro Sportivo, non risultando quindi idoneo per l’iscrizione della stessa nel registro del CONI. Ha intimato al Sig. BOSIO di trasmettere le proprie determinazioni, nel termine perentorio di gg.20, in merito alle carenze del requisito, accertato d’ufficio, unitamente all’elenco di tutti gli attuali tesserati. Nel contempo ha informato il Presidente dell’ANS l’avvio del procedimento amministrativo a carico dell’ente napoletano. Di fatto il CONI ha sospeso l’iscrizione dell’Accademia dal proprio registro.
La risposta dell’ANS non si è fatta attendere e nei termini stabiliti ha inviato una lettera indirizzata al Segretario Generale del CONI, al Responsabile del procedimento amministrativo, alla Prefettura di Roma ed infine alla Procura della Repubblica.
L’Accademia ha rappresentato che gli appunti avanzati appaiono di carattere meramente formale e rappresenta l’inconsistenza dei rilievi enunciati. Pone, inoltre, in evidenza le condotte contra legem poste in essere nell’adozione del (nuovo?) statuto da parte della F.I.S. e, in questo momento storico, fa notare che quest’ultima non ha una legislazione approvata dalla competente autorità amministrativa e difetta, conseguentemente, di Legale rappresentante, ma anche della cosiddetta “condizione dell’azione”, in assenza della quale, l’azione di sospensiva de qua prodotta dal CONI nei confronti dell’Accademia di Scherma sembra fortemente viziata, nonché connotata da palesi conflitti d’interessi. L’attuale Vice Presidente del CONI, infatti, è (apparentemente) Presidente della F.I.S., pur eletto, come si diceva, in assenza di uno statuto approvato dalla Prefettura di Roma.
La missiva, piuttosto lunga e ben articolata, prosegue rappresentando alla Prefettura di Roma ed alla Procura della Repubblica, alle quali è stata inviata per conoscenza, un punto di condotta della F.I.S.,che si potrebbe definire antigiuridica . Ai due Enti il Presidente dell’Accademia espone dettagliatamente la situazione statutaria della Federazione, con un invito a verificare eventuali infrazioni penali.
In sintesi la segnalazione della Federazione Italiana Scherma al CONI sarebbe viziata, non solo da conflitti di interesse ma anche dall’assenza di uno statuto approvato dalle competenti autorità, che priva la federazione stessa di un Legale Rappresentante.
Insomma un bel guazzabuglio dal quale ormai non se ne viene a capo se non con l’adozione di un provvedimento molto forte.

Ezio RINALDI

venerdì 31 marzo 2017

CONVOCAZIONI E RICHIESTE

La partecipazione alle gare all’estero, prevede un rigido protocollo per coloro i quali intendono partecipare a proprie spese. Infatti spirati i termini per effettuarne richiesta, la Federazione, a garanzia di tutti i richiedenti, pubblica sul sito un  apposito comunicato allegando  copia delle richieste di partecipazione pervenute tramite il “fantastico” programma tesseramento/iscrizioni.
Da questo sistema non vi è possibilità di derogare almeno così ci viene riferito dagli uffici Federali.
Stranamente però in occasione della prova di CDM U20 di Phoneix (USA) del 21 gennaio 2017, come da comunicato FIS, tra le iscrizioni pervenute non era presente il nome di Riccardi Federico (RMCC). Se ne desume, pertanto, che secondo le regole stabile e sino ad allora rigorosamente applicate,  il carabiniere non avrebbe potuto/dovuto partecipare, non essendo convocato ne risulta averne fatto richiesta, a meno che l'istanza di partecipazione a proprie spese, per una svista(!?) federale, non sia stata pubblicata.
Con sommo stupore nello scorrere la classifica della stessa competizione Riccardi risulta partecipante e classificatosi al 5^ posto.
Sorge il dubbio che non siano state rispettate le regole e come sempre per la F.I.S. figli e figliastri”.

 Ezio RINALDI

mercoledì 29 marzo 2017

ANCORA INTERROGAZIONI PARLAMENTARI: la scherma sempre protagonista!

Atto Camera
Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02910
presentato da
GUIDESI Guido
testo di
Martedì 28 marzo 2017, seduta n. 768
GUIDESI, FEDRIGA, GIANLUCA PINI, ALLASIA, ATTAGUILE, BORGHESI, BOSSI BUSIN, CAPARINI, CASTIELLO, GIANCARLO GIORGETTI, GRIMOLDI, INVERNIZZI, MOLTENI, PAGANO. PICCHI, RONDINI, SALTAMARTINI e SIMONETTI.
– Al Ministro per lo sport . – Per sapere – premesso che: 
la recente tornata elettorale nelle federazioni sportive ha visto l'elezione di 15 nuovi presidenti su 44, anche se un vero rinnovamento sembra avvenuto solo in sette casi, considerata l'opacità che circonda alcune rielezioni, in primis quelle dei due vicepresidenti del Coni, Luciano Buonfiglio alla guida di Federcanoa e Giorgio Scarso presidente di Federscherma, cui si aggiungono quelle di Ernfried Obrist, leader dell'Unione tiro a segno, e di Giuseppe Leoni presidente dell'Aeroclub, attualmente sospeso per 18 mesi; 
clamorosa la riconferma di Buonfiglio, avvenuta con schede prive di alcun timbro e/o vidimazione, come previsto dai regolamenti federali, ora oggetto di ricorso presso il collegio di garanzia del Coni; 
scarso addirittura risulterebbe incandidabile, poiché, con una semplice correzione di «refusi non sostanziali» all'articolo 64 dello statuto della FederScherma, ha superato l'ostacolo del limite di due mandati, senza convocare un'assemblea straordinaria e senza approvazione da parte di nessun organo; 
identico problema anche per la rielezione di Obrist, presidente dell'Unione tiro a segno dal 2008, il quale, ignorando il comma 1 dell'articolo 39 del suo statuto, che dispone la durata in carica per un quadriennio olimpico e la riconferma per un solo ulteriore mandato, si è fatto rieleggere per un terzo mandato non previsto dalla Carta federale;
più che di rinnovi delle cariche delle federazioni sportive, sembra essersi trattato, negli ultimi tre mesi, a parere degli interroganti di un vero e proprio «assalto alla diligenza» dello sport, con l'intento – come riportato a mezzo stampa – del presidente uscente Malagò di una legge che ridefinisca il numero dei mandati dei presidenti federali e dello stesso numero uno del Coni, così da arrivare a cinque mandati e 20 anni di presidenza Coni;
il Coni, si ricorda, è ancora oggi interamente finanziato dal Ministero dell'economia e delle finanze per un importo di poco superiore a 410 milioni di euro e la palese opacità nella gestione dei rinnovi dei vertici delle federazioni denota a giudizio degli interroganti la mancata vigilanza del Coni sulle federazioni sportive e del Ministro interrogato sul Coni, evidenziando il conflitto di interesse del vigilante sui vigilati, atteso che i presidenti federali vigilati sono elettori del presidente vigilante –:
se ed in che termini intenda adottare iniziative di competenza per garantire che lo svolgimento delle elezioni per il rinnovo del Coni, previste per l'11 maggio 2017, avvenga in un clima di regolarità e trasparenza, al momento non assicurato, a parere degli interroganti, dalla partecipazione di presidenti delle federazioni incandidabili o ineleggibili. (3-02910).
L'ennesima interrogazione parlamentare, che si aggiunge alle precedenti, presentate da esponenti di aree diverse. Fonti bene informate mi riferiscono che il Ministro LOTTI questo pomeriggio sarà alla camera per rispondere alle interpellanze degli onorevoli autori dell'iniziativa.
Non voglio aggiungere altro poichè il mio pensiero l'ho espresso, in più di una circostanza, molto chiaramente. Mi preme al momento evidenziare che la F.I.S. ha visto la sospensione della approvazione e registrazione dello statuto nel registro delle persone giuridiche da parte della Prefettura di Roma. Pertanto, per quanto ne sappia, lo statuto del 2016, quello modificato impropriamente dalla F.I.S., non è valido ed, in tal senso, mi piacerebbe conoscere quale sia la normativa vigente per la gestione della federazione. Lascio a voi i commenti.
Ezio RINALDI


sabato 25 marzo 2017

INTERROGAZIONI PARLAMENTARI: Il Presidente F.I.S. sotto tiro!

Stando a quanto si legge in giro, sembra che quella del “refuso statutario” sia una infezione virale che sta prendendo sempre più campo nel mondo schermistico italiano.
 Prendiamo ad esempio lo strano caso dell’A.I.M.S
 Qualche giorno fa ho dato un’occhiatina proprio all’art. 1 del vigente  Statuto AIMS, entrato in vigore il 2 aprile 2011:
Art. 1 – L’associazione
L’Associazione Italiana Maestri di Scherma, Associazione Sportiva Dilettantistica, sorta come Gruppo Schermistico Magistrale e Sezione Magistrale della F.I.S., già denominata “Accademia d’Italia dei Maestri di scherma”, che ha assunto nell’Assemblea del 19-20 dicembre del 1970 la denominazione di A.I.M.S., Associazione Italiana Maestri di Scherma A.S.D. è Associazione aconfessionale ed apartitica senza scopo di lucro.
La prima cosa che salta agli occhi del lettore è il fatto che, secondo quanto scritto, la trasformazione dell’AIMS in A.S.D. e, quindi, la modifica statutaria per la nuova denominazione associativa, sarebbe addirittura avvenuta nel lontano dicembre del 1970. Sennonché la versione statutaria del medesimo art. 1,  che precedeva quella  del 2011, così recitava:
Art. 1L’Associazione Italiana Maestri di Scherma, Associazione Sportiva dilettantistica, sorta come Gruppo Schermistico Magistrale e Sezione Magistrale della F.I.S., già denominata Accademia d’Italia dei Maestri di scherma, che ha assunto nell’Assemblea del 19-20 dicembre del 1970 la denominazione di A.I.M.S., Associazione Italiana Maestri di Scherma, è Associazione aconfessionale ed apartitica senza scopo di lucro.
A questo punto, viene da domandarsi dove sta la verità? Siamo certi che quello del “2011” sia solo un refuso non sostanziale?
Il problema è sempre lo stesso! Siamo certi che la nuova denominazione sociale in ASD sia mai stata deliberata dall’assemblea dell’AIMS? Chi può dirlo!
In realtà, la successione dei due statuti come sopra riportati dimostra in ogni caso che lo “Statuto” AIMS non contiene espressamente la denominazione sociale dilettantistica ma unicamente l’acronimo “ASD”  che è soltanto richiamato nei cenni storici e di fatto non sembra essere stato oggetto di apposita deliberazione.
In altri termini, la denominazione sociale dell’AIMS, non è quella di Associazione Sportiva Dilettantistica e tale circostanza fa sì che l’AIMS risulta iscritta nel registro CONI sebbene il suo statuto non sia idoneo, secondo gli standard del CONI, ai fini di tale iscrizione.
Come mai, allora, la FIS non se ne è mai accorta e non ha segnalato questa circostanza al CONI?
Forse perché avrà valutato tale contingenza quale sintomo di un mero refuso?
Una cosa però è certa: quando un’epidemia incomincia a diffondersi la migliore terapia è quella di somministrare una massiccia dose di anticorpi.
Ed è per questo che, nel frattempo, la storiella dei refusi FIS ha preso una bruttissima piega; è infatti di ieri la notizia della presentazione  di alcune interrogazioni parlamentari che hanno elevato il problema al più alto livello governativo.
BUONA LETTURA
 A. Fileccia

Interrogazione a risposta scritta 4-16025
presentato da
PINI Gianluca
seduta n. 765
  GIANLUCA PINI. — Al Ministro per lo sport . — Per sapere – premesso che: la tornata di elezioni nelle Federazioni sportive appena conclusasi ha previsto la rielezione di chi non avrebbe potuto esserlo: Luciano Buonfiglio, numero uno della canoa nonché vicepresidente del Coni, Giorgio Scarso, capo della scherma e vicario di Malagò, Ernfried Obrist, leader del tiro a segno e Giuseppe Leoni presidente dell'Aeroclub; il bilancio delle elezioni federali conferma 15 nuovi presidenti su 44, ma sembra che soli in sette casi si possa parlare di vero rinnovamento, anche perché per alcune riconferme risulta esserci stata una forzatura; il Collegio di garanzia del Coni ha appena accolto i ricorsi contro la riconferma di Luciano Buonfiglio alla guida della FederCanoa (Fick), perché la rielezione, molto contestata dagli sfidanti, è dovuta al superamento del quorum del 55 per cento (necessario dopo il terzo mandato) con l'esclusione dal conteggio delle schede bianche e nulle; addirittura risulterebbe che le schede non siano state né vidimate, né timbrate o firmate, praticamente i delegati avevano votato su pezzi di carta bianca senza alcun valore giuridico, ed il Collegio di garanzia non ha potuto fare altro che prenderne atto;
altra questione è la riconferma di Giorgio Scarso, braccio destro e vicario di Giovanni Malagò al Coni, avvenuta lo scorso novembre con un voto «plebiscitario» (86 per cento di voti per il presidente uscente, appena l'11 per cento per lo sfidante Maurizio Seminara), che non avrebbe potuto ricandidarsi; lo statuto della FederScherma, fatto riscrivere dallo stesso Scarso nel 2014, prevedeva all'articolo 64 il limite di due mandati, in apparente contrasto con la normativa diffusa in tutte le Federazioni, che prevede un quorum maggiorato del 55 per cento per la rielezione dopo 8 anni, per cui per lo stesso Scarso, alla guida degli schermidori dal 2005, si sarebbe profilata l'incandidabilità;
risulta da fonti di stampa, invero, che il presidente Scarso, per eliminare ogni dubbio sulle modalità di rielezione, abbia eliminato il passaggio incriminato ma in maniera velata, inviandolo direttamente al Coni senza convocare un'assemblea straordinaria e senza approvazione da parte di nessun organo, spacciandolo come semplice correzione di «refusi non sostanziali presenti nel precedente»; il tutto però è finito al centro di un ricorso, con il Coni che deve ancora pronunciarsi e la prefettura di Roma che non ha ancora registrato il nuovo regolamento, in attesa di verificare se la procedura sia stata corretta; il problema del limite dei mandati sembra abbia investito anche Ernfried Obrist, presidente dell'Unione Tiro a segno italiano dal 2008 che, ignorando completamente il comma 1 dell'articolo 39 del suo statuto, secondo cui tutte le cariche dell'Uits «restano in carica per un quadriennio olimpico e possono essere confermate una sola volta per un solo ulteriore mandato», si è fatto rileggere con l'85 per cento dei voti per un terzo mandato non previsto dalla Carta federale –:
se e quali provvedimenti urgenti di propria competenza intenda adottare per garantire che le elezioni per il rinnovo del Coni, previste per il prossimo 11 maggio, si svolgano in un clima di regolarità e trasparenza, che non appare all'interrogante garantito dalla partecipazione dei presidenti delle federazioni, eletti o rinnovati, in candidabili o ineleggibili.
(Iniziative di competenza, anche di carattere normativo, in merito a situazioni di sostanziale incompatibilità e di conflitto di interessi con riguardo ad organi di vertice di federazioni sportive - n. 2-01723)
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza urgente Simone Valente n. 2-01723 (Vedi l'allegato A).
Mi sembra che l'onorevole Valente sia intenzionato ad illustrare la sua interpellanza, ma, prima di dargli la parola, salutiamo studenti ed insegnanti dell'Istituto comprensivo “De Finetti” di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori dalla tribuna.
Prego, onorevole Valente.
SIMONE VALENTE. Presidente, attualmente le federazioni sportive riconosciute dal CONI sono in tutto 45 e tutte devono essere disciplinate da un ordinamento statutario e regolamentate ispirandosi ai principi di rappresentatività e democrazia interna; tale principio di democrazia deve manifestarsi, in particolare, in occasione delle procedure di rinnovamento degli incarichi e dei vertici delle federazioni. La democrazia rappresentativa e la regolarità nelle procedure elettive che portano al rinnovo dei vertici federali rappresentano componenti imprescindibili che dovrebbero essere sempre scevre da meccanismi poco trasparenti o falsati…….
Queste svariate anomalie del sistema ne impediscono di fatto un sano rinnovamento e costituiscono un evidente segnale di come, negli ultimi anni, le federazioni, che dovrebbero avvicinare il cittadino alla pratica sportiva e alla cultura dello sport, sono in realtà diventati dei centri di potere o, peggio ancora, in alcuni casi, spartizioni di cariche tra politici……..
Alla luce dei fatti esposti, si ritiene indispensabile un intervento volto a sanare queste evidenti difformità e a riportare le federazioni sportive al loro ruolo primario, che consiste nella promozione dello sport in tutte le sue forme. Accurati controlli sono necessari, al fine di eliminare gli effetti di questo modusoperandi e di contrastare ogni forma di illegalità nello sport. In virtù del potere di vigilanza e controllo esercitato dal Governo sul CONI e dal CONI sulle federazioni sportive, chiedo in che modo il Ministro intenda vigilare sull'operato delle federazioni sportive, valutando la legittimità delle deliberazioni assunte e assicurando lo svolgimento di controlli nella gestione finanziaria.
Altro quesito è quali misure intenda adottare per garantire che gli statuti delle federazioni rispettino i princìpi di democraticità interna, arginando le anomalie sopraccitate, che privano le federazioni di adeguata rappresentanza e democrazia.
Chiediamo, inoltre, se non ritenga opportuno stabilire dei limiti al rinnovo dei mandati degli organi del Comitato olimpico nazionale e delle federazioni sportive, limitandoli a due mandati, garantendo così l'effettività del ricambio degli organi elettivi apicali e arginando il rischio di cristallizzazioni dell'assetto gestionale.
Infine, siamo a chiedere quali siano gli intendimenti del Ministro in merito alle diffuse situazioni di incompatibilità di cariche e di conflitto di interessi sopraccitati.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la Salute, Davide Faraone, ha facoltà di rispondere.
DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per la Salute. Presidente, con l'interpellanza sono state poste all'attenzione del Ministro per lo sport, onorevole Luca Lotti, vari episodi di irregolarità nel funzionamento di alcune federazioni sportive. In particolare, gli interpellanti chiedono al Ministro di illustrare quali iniziative, anche di carattere normativo, egli intenda assumere per contrastare i brogli nelle procedure elettive degli organi di governo, per ostacolare i conflitti d'interesse che, stando sempre all'interpellanza, coinvolgerebbero alcune figure apicali.
Tutte le questioni poste concernono, sia pure in termini parzialmente diversi l'uno dall'altro, il tema dei rapporti delle federazioni sportive, il CONI e il Ministro per lo sport. Come correttamente sottolineato dagli stessi interpellanti, il potere di vigilanza sulle federazioni sportive è assegnato non al Ministro per lo sport, ma al CONI, cui gli articoli 5 e 7 del decreto legislativo n. 242 del 1999 conferiscono il potere di controllo in caso di gravi irregolarità e di commissariamento delle federazioni sportive.
Il Ministro per lo sport, la cui funzione di vigilanza è limitata ai soli provvedimenti del CONI concernenti indirizzo e controllo, non ha nessun potere di intervento diretto suscettibile a rimuovere eventuali ostacoli che si frappongano al corretto svolgimento della vita democratica delle federazioni sportive. Si tratta di una prerogativa - si ripete - che l'ordinamento riconosce al Comitato olimpico nazionale. Questo, almeno, il diritto vigente.
Ciò nonostante, le questioni poste nell'interpellanza sono di primario interesse per il Ministro e investono, quanto meno sul piano politico, le sue attribuzioni. Per questa ragione, il Ministro intende approfondire i fatti riferiti nell'interpellanza e sollecitare il CONI ad effettuare verifiche di competenza, nonché ad esercitare i poteri che la legge gli conferisce, per rimediare ad eventuali irregolarità nelle procedure elettorali o eventuali incompatibilità dei vertici federali derivanti da situazioni di conflitto d'interesse.
Infine, per quanto in particolare attiene al ricambio delle posizioni di verifica delle federazioni sportive, il Ministro per lo sport conferma il proprio impegno, già rappresentato nell'audizione del 24 gennaio scorso davanti alle Commissioni cultura riunite, a far sì che si concluda nel più breve tempo possibile l'iter di approvazione della proposta di legge n. 3960, a firma degli onorevoli Ranucci e Puglisi, con la quale si propone, come suggerito dagli interpellanti, di limitare a due il numero di rinnovi dei mandati.
PRESIDENTE. L'onorevole Simone Valente ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
SIMONE VALENTE. …….Io devo dire che però il problema qua è della politica, del Governo, che non si è mai interessato, non ha mai vigilato, non ha mai portato avanti i propri compiti di vigilanza sullo sport. Lo abbiamo visto per più di un anno e mezzo, quando non c'era un referente politico a cui indirizzare tutte queste osservazioni o che prendesse delle decisioni, anche facendole notare al CONI. L'abbiamo visto quando l'ex Premier Matteo Renzi ha tenuto per sé la delega. Poi l'abbiamo visto con il Ministro Lotti, che attualmente non ha neanche ancora mosso un dito in campo sportivo.
Noi aspettiamo e prendiamo atto di quello che oggi ci viene riferito, ma sicuramente abbiamo molti, molti dubbi, che ciò venga applicato, perché politica e sport ormai sono la stessa cosa; diciamo che a essere scoraggiate sono sempre in realtà le persone che vogliono praticare sport, che vogliono portare avanti uno sport pulito.
Io oggi sono qua in Aula a denunciare alcuni fatti, a chiedere anche spiegazioni di alcuni fatti, in primis sulle elezioni dei presidenti federali, perché io in premessa ho citato tantissimi casi, ma ce ne sarebbero molti altri che sono stati oggetto di alcuni miei atti di sindacato ispettivo, che aspettano ancora risposta. Questo per dire che il problema della democrazia interna è un problema che va affrontato. Va affrontato a maggior ragione quando devono essere rinnovati gli organi federali, perché non è possibile che si arrivi all'elezione del presidente del CONI, che ci sarà a maggio, con dei presidenti federali su cui ci sono delle incertezze di legittimazione.
Allora io mi chiedo: se lo sport italiano ha eletto tutti i presidenti federali, in alcuni casi, con irregolarità, alcuni casi, con delle procedure incerte, come possiamo poi andare a legittimare l'elezione di un presidente del CONI? Questa è la prima domanda che pongo e in questo caso, secondo me, anche il Governo è arrivato assolutamente in ritardo, perché ha chiuso gli occhi davanti a tantissime situazioni che continuano a esserci ormai da anni all'interno delle federazioni.
Io ho parlato di centri di potere: ovviamente non è così in tutte le federazioni, perché ci sono federazioni sportive gestite molto bene, ma è così nella maggior parte dei casi, nelle federazioni che prendono e ricevono tantissimi soldi.
Voglio ricordare che lo Stato ogni anno dà al CONI più di 400 milioni di euro e il CONI alle federazioni sportive nazionali per il 2017 ha stanziato 145 milioni di euro e questo dovrebbe farci riflettere circa la vigilanza sui soldi pubblici, perché sono soldi di tutti i cittadini e quindi va capito come vengono spesi. Su questo devo dire che i centri di potere si sono creati anche con presidenti federali che, ahimè, ormai sono da tantissimi anni in carica, che ormai hanno acquisito un potere molto importante, hanno sicuramente avvicinato in alcuni casi amici, politici e conoscenti. Quindi, le federazioni diventano impermeabili anche a chi vorrebbe entrare, anche per lavorare nel mondo sportivo, ma che, in realtà, trova una barriera.
Su questo devo dire che il rinnovo della classe dirigente è uno dei primi punti che andrebbe affrontato, perché le nostre università italiane sfornano tantissimi studenti, tantissime persone che si occupano anche di gestione dello sport, non solo tecnici o allenatori, che vorrebbero entrare nel mondo sportivo e trovano assolutamente un ambiente che non è meritocratico.
Io vi voglio leggere alcune situazioni presenti nelle federazioni. Ho parlato di tantissimi mandati, allora: nella Federazione pattinaggio il presidente è da più di vent'anni ed è stato rinnovato; nella Federazione tiro al volo, il presidente è lì dal 1993; nella Federazione golf, il suo presidente è dal 2002 ed è stato rieletto; nella Federazione nuoto, il presidente ha fatto cinque mandati, così come il presidente della Federazione tennis; il presidente della Federazione bocce è lì da ventiquattro anni (apro una parentesi, abbiamo visto anche cosa sta succedendo nella Federazione bocce e come ci siano stretti contatti con il Comitato paraolimpico e su questo io chiederei anche delle delucidazioni in futuro); il presidente della Federazione pallavolo è dal 1995; il presidente della Federazione motonautica è al quinto mandato; il presidente della Federazione scherma è dal 2005, così come il presidente della Federazione del ciclismo.
Questi sono semplicemente alcuni casi eclatanti, ma, se poi andiamo a prendere anche i presidenti regionali, allora qui apriamo il vaso di Pandora. C'è un sistema incancrenito ed è per questo che noi chiediamo che venga messo un limite di mandati, ma non è che lo chiediamo adesso, noi lo chiediamo da tempo e infatti, se adesso voi vi esponete dicendo che lo farete, noi abbiamo molti dubbi su questo, perché andava fatto prima, prima che venissero rieletti tantissimi presidenti. Invece, voi avete aspettato le elezioni dei presidenti federali per non andare a toccare gli interessi di qualcuno e adesso vi fate belli dicendo che forse la proposta di legge andrà avanti. Io me lo auguro per trovare una soluzione definitiva, ma su questo non potete avere la fiducia del mondo sportivo.
Ho parlato anche di conflitti di interessi, certo, perché, come avviene spesso, ci sono alcuni buchi normativi che permettono delle situazioni anche di legalità, ma che sono totalmente inopportune, perché abbiamo delle situazioni in cui il controllore è anche il controllato e nel campo sportivo questo sistema è evidente. Ho già citato casi di duplici cariche tra CONI Servizi e alcune federazioni, ma non sono i soli, non sono i soli, e andrebbero affrontati anche con una seria legge sul conflitto di interessi che tocchi anche l'aspetto sportivo. In questo caso devo dire anche che i doppi incarichi sono inaccettabili.
Noi abbiamo sempre portato avanti una politica di contrasto ai doppi incarichi, perché non è accettabile che al giorno d'oggi un senatore possa fare anche il presidente di una federazione, perché sono due incarichi molto importanti, che richiedono tempo e impegno e che soprattutto non devono sommarsi, perché andrebbero a creare il conflitto di interessi di cui parlavo prima. Anche qui ho citato alcuni casi che abbiamo anche già denunciato in passato, ma io penso che la politica non debba entrare in questo modo nel mondo sportivo. Dovrebbe stare al di fuori di queste logiche, perché, se noi iniziamo a pensare al mondo dello sport come alla politica, come a dei centri di potere, come una distribuzione di poltrone, come un utilizzo di soldi pubblici in maniera scriteriata o un posto dove sistemare amici degli amici, ecco lì che allora non parliamo più di sport, ma parliamo di tutt'altra cosa.
Vengo ad un altro punto, quello di alcuni presidenti condannati. Ho citato il caso del presidente Aracu, condannato per corruzione. Allora, io mi chiedo come mai è da inizio legislatura che il MoVimento 5 Stelle denuncia questa situazione e nessuno ha mai, se non altro, fatto una dichiarazione, preso una posizione su questo caso. Che esempio date ai giovani che si avvicinano al pattinaggio, ai giovani che vogliono praticare sport? È questo il messaggio che volete dare? Quantomeno prendete una posizione, muovetevi dal punto di vista normativo, se proprio non potete incidere sulle dinamiche del CONI e delle Federazioni.
Tutto questo va a incidere negativamente sul mondo sportivo e vi dico che, parlando con tantissimi persone del settore, ci sono anche persone che ogni giorno lavorano nelle federazioni, nel CONI, nelle associazioni sportive, che vorrebbero un vero rinnovamento, un vero cambiamento, perché non possono più portare avanti questa politica che voi ormai avete portato avanti da anni. Tutto ciò lo trovo totalmente irrispettoso e io mi auguro che tutte queste situazioni un giorno cessino, cessino davvero, perché è bene che anche noi parlamentari dobbiamo fare vigilanza, ma noi dovremmo in realtà proporre delle soluzioni per migliorare il mondo sportivo, ci dovremmo occupare di prospettive, di innovazione, di uno sguardo al futuro a lungo termine, una programmazione a lungo termine, non di continui casi di questo tipo che alla fine vanno a inficiare tutto il lavoro che fanno le federazioni, che fa il CONI, che anche vuole portare avanti la politica.
Allora in tutto questo marasma di situazioni, pongo sempre una domanda, quando le vedo e le affronto: ma in questo Paese quand'è che si parlerà di sport.

Interrogazione a risposta in commissione 5-10887
presentato da
VALENTE Simone
seduta n. 763
SIMONE VALENTE, COLONNESE, SIBILIA e SILVIA GIORDANO. — Al Ministro per lo sport . — Per sapere – premesso che:
per effetto del decreto Reale 21 novembre 1880, l'Accademia nazionale di Scherma di Napoli, costituita nel 1861, è l'unico ente riconosciuto dallo Stato italiano per il rilascio dei diplomi magistrali abilitanti all'insegnamento della scherma in ogni sua forma, sia nell'originario contesto militare che civile; tale prerogativa è stata sempre ribadita dai competenti organi statali e recentemente riaffermata e rafforzata dal decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 2016, che ha dato attuazione alla direttiva europea 2005/36/EC concernente il regime di riconoscimento delle qualifiche professionali; la Federazione italiana scherma, sorta quasi metà secolo dopo l'Accademia Nazionale di Scherma, ha continuato a riconoscere esclusivamente l'Accademia nazionale di Napoli quale ente titolare del rilascio dei diplomi magistrali abilitanti all'insegnamento della scherma, in virtù del suo stesso statuto che all'articolo 1, comma 12 recita testualmente che «L'Accademia Nazionale di Scherma con sede a Napoli, è Membro d'Onore della F.I.S.; essa è riconosciuta dalla F.I.S. al fine del rilascio di diplomi magistrali»;
l'Accademia, quindi, non svolge attività schermistica ma è persona giuridica che opera nel settore della formazione professionale dei maestri e degli istruttori di scherma;
in data 22 gennaio 2017, la suddetta federazione ha assunto una delibera di approvazione di un nuovo Regolamento federale, attuativo del proprio statuto, col quale ha ridefinito le proprie attività in materia di rilascio dei diplomi e ha indetto un bando per sessioni di esami; con tale modifica del regolamento attuativo del «Sistema Nazionale di Qualifica dei Tecnici Sportivi» definito SNaQ, la federazione ha eliminato le esclusive prerogative al rilascio di titoli e diplomi da parte dell'Accademia; inoltre, emerge come il bando della federazione, nella sua prima formulazione, avrebbe addirittura riportato impropriamente il logo dell'Accademia pur non avendo dalla stessa ricevuto espressa autorizzazione; tali atti federali sarebbero stati assunti dalla federazione senza il preventivo assenso del Coni e senza l'approvazione della Giunta nazionale del Coni, prevista dal legislatore per i regolamenti federali attuativi degli statuti;
negli ultimi tempi, si sarebbero inoltre verificate ulteriori anomalie all'interno della federazione concernenti la governance e i poteri ad essa conferiti; innanzitutto si rileva facoltà in capo alla federazione di scherma di bandire autonomamente sessioni di esami e designare componenti della commissione esaminatrice, che appare agli interroganti di dubbia legittimità; si rileva inoltre come siano state apportate modifiche allo statuto della federazione approvate dapprima con delibera n. 324 del 16 settembre 2014 della Giunta nazionale Coni e successivamente, a seguito di richiesta della Federazione medesima che riscontrava dei refusi nel testo, con delibera n. 417 del 23 settembre 2016, Della vicenda è stata informata la prefettura di Roma;

il testo dello statuto, nella prima e nella seconda formulazione, riporta differenze tali da incidere in modo sostanziale sull'organizzazione dell'ente e in particolare sulla nomina del presidente della federazione;
per dirimere controversie legate alle relative potestà e prerogative sarebbe stata indispensabile una convenzione tra i due enti che avrebbe garantito un assetto definitivo nei loro rapporti e una definizione delle competenze; convenzione che era stata abbozzata, presumibilmente condivisa ma mai definitivamente sottoscritta e approvata –: se non intenda acquisire elementi, tramite il CONI, nella vicenda, in particolare in ordine alla legittimità delle modifiche statutarie di cui in premessa. 

martedì 21 marzo 2017

ESAMI A.N.S. e SITUAZIONE STATUTARIA

Negli ultimi 10 giorni due situazioni mi hanno particolarmente colpito: la dichiarazione della FIS di non riconoscere gli esami svolti dall’Accademia Nazionale di Scherma (ANS) e il comunicato apparso sul sito federale, relativamente alla visita di due parlamentari del Movimento 5 Stelle, con il quale si annunciava l’avvenuta informazione al CONI circa la situazione statutaria (variazioni/modifiche effettuate senza il passaggio assembleare).
Ebbene, per quanto attiene la dichiarazione circa il disconoscimento degli esami effettuati dall’ANS, ancora una volta la Federazione in barba a ciò che prevede lo statuto ha assunto iniziative e provvedimenti in contrasto con lo stesso. Vale la pena ricordare che l’art.1 comma 12 recita :” L’Accademia Nazionale di Scherma con sede a Napoli, è Membro d’Onore della F.I.S.; essa è riconoscita dalla F.I.S. al fine del rilascio di diplomi magistrali.”;
l’art. 52 recita: “L’Accademia Nazionale di Scherma di cui al comma 12 dell’art.1 è ente autonomo riconosciuto dalla F.I.S., regolato da uno statuto approvato dalla F.I.S. ed opera in collaborazione con essa sulla base di apposite convenzioni.
Mi domando:” Forse non è stato approvato lo statuto dell’Accademia?; forse non esiste apposita convenzione con la F.I.S.?”. Per la prima domanda mi piacerebbe conoscere la data o il periodo in cui non è stato approvato lo statuto dell’ANS , poichè prima del 22 gennaio 2017 l’ente napoletano risultava essere indicato nel regolamento dello SnAQ quale soggetto deputato dalla F.I.S. ad indire il bando d’esame per Istruttori Nazionali e Maestri di Scherma. Se lo statuto non era stato approvato e se non era stata stipulata alcuna convenzione perché era inserito nel regolamento dello SNaQ?
Personalmente condivido il pensiero del Maestro TORAN, che sulla pagina facebook di “La frase schermistica”, ad una mia domanda ha così risposto: Ho una mia idea precisa sulla genesi di questa situazione, e devo aver anche scritto qualcosa in proposito. Mi soffermo solo sui fatti che citi. Credo che la delibera federale che ha sottratto ruolo ed esami all’Accademia di Napoli sia stata un grave errore, tecnico, storico e politico. Penso che con quella delibera sia stato aperto il vaso di Pandora: sottovalutando le prevedibili reazioni di chi vuole difendere la propria esistenza. Reazioni che hanno portato ormai la questione ben al di fuori dell’ambito più domestico della giustizia sportiva: con conseguenze che è difficile prevedere in tutta la loro portata.
Bisognerà attendere la fine di questa crisi, che a me appare grave, e capire quale nuovo ordine ne sortirà. Idee ne avrei, a partire dalla rimozione delle cause dei conflitti, ma non credo che oggi sarebbero prese in considerazione.”
Per  quel che è il mio pensiero ritengo che gli esami di Napoli siano assolutamente validi e che la FIS non possa disconoscerli: per farlo dovrebbe prima modificare lo statuto. Ah! Dimenticavo, le basta dire che negli articoli riguardanti l’Accademia ci siano dei refusi non sostanziali per modificarlo o cambiarlo.
In merito alla visita dei 5 stelle, risulta che i componenti la delegazione stiano facendo un giro di tutte le federazioni al fine di rendersi conto del sistema organizzativo/gestionale del mondo dello sport, che, a sentire i loro portavoce, vorrebbero riformare con una apposita legge. In tale quadro il Presidente federale ha fatto accenno alla situazione statutaria esponendo di aver fornito le necessarie informazioni al CONI e che  con lo stesso ci sia una assoluta convergenza di opinioni. Ha anche riferito di una lettera che il massimo ente sportivo avrebbe inviato alla Prefettura di Roma, chiarendo la questione statuto F.I.S..  Ma perché la F.I.S. non ha reso pubblica l’informativa che ha inviato al CONI?
Sarebbe stata l’occasione per fare chiarezza, ma, purtroppo, la situazione non è di facile gestione, la definirei abbastanza grave, e le conseguenze per la F.I.S. potrebbero essere devastanti.

Al momento non rimane che attendere le determinazioni della Prefettura di Roma.
Ezio RINALDI