sabato 22 ottobre 2016

L'ONESTA' DELLA "PIAZZA"

Cari frequentatori della "Piazza"
due anni fa ho ricevuto da vertici Federali una querela per diffamazione per la pubblicazione dell’articolo “Fiabe, balle e tasse” insieme al suo autore.
Il giorno 20 ottobre 2016, il GIP presso il Tribunale di Roma, su proposta del Pubblico Ministero e contro l’opposizione del querelante, ha archiviato il procedimento ritenendo la querela infondata.
Tale decisione conferma l’imparzialità con la quale viene gestito il Blog, che è aperto alle opinioni di tutti, purché non anonime e mantenute nei limiti di una critica rispettosa e obiettiva.
In udienza si è provato a far passare il Blog come uno strumento di aggressione continua e reiterata all’attuale dirigenza, utilizzato da un gruppo di oppositori nel tentativo di screditarla agli occhi degli elettori con informazioni false e menzognere. E devo dire che da un paio di anni, ormai, sento ripetere alle mie spalle, da più parti, questa solfa secondo cui io, animato da un rancore sordo verso l’attuale dirigenza, userei questo blog per cercare “vendetta” nei suoi confronti.
Il GIP di Roma ha rilevato che il querelante non ha neppure provato a mettere in discussione la storicità dei fatti narrati nell’articolo e che la sua personale visione dei motivi sottesi alla stesura e alla pubblicazione dell’articolo era puramente soggettiva.
Posso dichiarare senza tema di smentita che questa affermazione è valida per ognuno degli articoli pubblicati dall’apertura del Blog ad oggi.
È giunto il momento che io dica pubblicamente “basta” a questi continui attacchi alla mia persona; “basta” ai tentativi di screditare l’innegabile onestà intellettuale mia e degli autori degli articoli pubblicati su "Piazza della scherma"
Chi vuole contestare le mie osservazioni accetti il confronto su questo Blog, prenda in mano la penna e intervenga dando voce alla propria opinione in modo pubblico e democratico, così come ho sempre auspicato, su questa piazza che è sempre stata e sempre rimarrà aperta a tutti!
Ezio RINALDI

giovedì 13 ottobre 2016

Programma elettorale di Giorgio SCARSO

Giorgio Scarso
Il Presidente della Federazione Italiana scherma Giorgio SCARSO  ha pubblicato sul proprio sito http://www.giorgioscarso.it/ il programma elettorale per il prossimo quadriennio. Credo sia doveroso e sportivo darne pubblicazione sulla "Piazza", ma al momento non commento perché detto documento va letto con molta attenzione. Però saltano agli occhi due cose: 1. Innovazione nella continuità; 2. Ogni Consigliere espone le proprie idee per il prossimo quadriennio. E su questi due punti, a mio avviso vanno fatte serie ed approfondite riflessioni.

BUONA LETTURA
Ezio RINALDI

venerdì 7 ottobre 2016

VIZI ED IRREGOLARITA'

Dal numero dei contatti sul numeratore del blog si capisce che i lettori stessero aspettando qualcosa di interessante da parte della “Piazza”. Ebbene in tutti questi giorni il silenzio era d’obbligo poiché venuti a conoscenza di alcune situazioni non chiare in merito alle recenti votazioni per l’elezione dei “Grandi Elettori”, si è rimasti in attesa che fossero espletati i dovuti accertamenti, i quali hanno posto in evidenza tre punti meritevoli di approfondimenti:

1. Illegittima esclusione della candidatura del sig. Lucio Nugnes; violazione dell’art. 63, comma 8 Statuto Fis.
2. Illegittima inclusione nell’elenco dei tecnici aventi diritto al voto di soggetti non in possesso dei requisiti di cui all’art. 63, comma 3, Statuto Fis.
3. Indebita duplicazione del voto in violazione degli artt. 63 Statuto Fis, 16 d. lgs. n. 242/99 così come modificato dal D. L. n. 138/2002, 20, 21 e 22 Statuto Coni e 4 e 5 Principi fondamentali degli statuti delle federazioni sportive nazionali e delle discipline associate approvati con deliberazione del Consiglio Nazionale CONI n. 1523/2014 .
In pratica, come potete leggere, è stato escluso il M° NUGNES dalla candidatura a Grande Elettore nella categoria dei Tecnici; sono stati ammessi a votare tecnici non aventi diritto; è stato consentito ad alcuni tecnici di effettuare doppia votazione (Atleta/tecnico).
Da quanto è dato sapere, sarebbero circa un centinaio gli elettori che, a loro insaputa(!?) hanno esercitato il diritto di voto in maniera erronea.
E’ stato presentato un ricorso al TRIBUNALE FEDERALE – FEDERAZIONE ITALIANA SCHERMA, Reclamo ex artt. 63 Statuto FIS e 106 Nuovo Regolamento Organico FIS, con il quale viene chiesta l’illegittimità dell’esclusione del Maestro NUGNES e l’annullamento delle elezioni.
L’esperienza acquisita non permette di nutrire una assoluta fiducia nella Giustizia federale, ma la speranza che si voglia procedere ad un reale accertamento di quanto denunziato è l’ultima a morire.
Probabilmente l’inserimento di qualche elemento terzo nelle varie Commissioni verifica poteri avrebbe potuto evitare tutto questo, evidentemente la voglia di gestire il potere per far capire chi comanda è tanta e non ha permesso l’esercizio democratico di un evento importantissimo come una elezione. D’altra parte alcune situazioni a dir poco disdicevoli, quali la distribuzione di deleghe sul seggio elettorale da parte di personaggi a libro paga della FIS o la presenza di Dirigenti di enti estranei alla FIS stessa ma a libro paga della medesima, i quali distribuivano le schede elettorali, magari precompilate con le crocette a fianco di ogni nominativo, la dice lunga sui possibili vizi ed irregolarità delle elezioni.
Che dire? La “Piazza” ha detto la sua e voi lettori, affiliati e tesserati?
Ezio RINALDI


giovedì 6 ottobre 2016

PREMI ITAS E REGOLE PER LA SCIABOLA

Ho lasciato trascorrere qualche giorno prima di esporre le mie considerazioni circa la lettera di Scarso per i premi ad atleti, società e maestri meritevoli, provenienti dal gettito ITAS.
La scelta operata dalla F,I,S. usa un unico metodo di selezione e premio: il risultato agonistico.
Inutile dire che questo denota solo ed esclusivamente una visione arcaica legata al cosiddetto profitto sportivo, al pari della borsa di studio per meriti scolastici, che pur ci vuole, però va detto che non siamo a scuola e che lo sport, così come lo intende il CONI e le Federazioni, è sì agonistico, ma anche promozionale e di benessere. Capirete che tale metodologia premierà i soliti noti, cioè i club più forti e numericamente rilevanti, non a caso il Presidente Scarso ritiene quello di Modica un club importante per numeri e risultati. Nihil sub sole novi, niente di nuovo sotto il sole, giusto per rimarcare il fatto che a vincere la partita sono e saranno sempre gli stessi soggetti e sempre a mani basse.
Viene da chiedersi come mai non si siano adottati criteri per esempio legati al fattore promozione sul territorio da parte delle società, o al fattore crescita della società singole in rapporto all'anno di inizio, oppure, e qui mi fermo, premiare quegli atleti che sono fedeli a questo sport, regalando il tesseramento o addirittura l'affiliazione della società stessa? Un lavoro raffinato che si sarebbe potuto fare magari coinvolgendo i comitati regionali, anche se sembra che, sotto i mandati di Scarso, hanno perso troppa della loro autonomia decisionale.
Si sarebbe potuto fare moltissimo e di più in 4 anni, ma si fa tutto sempre all'ultimo momento e ciò per garantirsi la crocetta sulla scheda, mostrando tanta voglia di restare attaccati alla poltrona, come al solito.
Evidentemente garantire i soliti noti al posto di comando, di riflesso porta beneficio a chi li vota, nemmeno fosse stata promessa una piramide d'oro.
Dopo le Olimpiadi, la F.I.E. ha deciso, in via sperimentale e fino al 31.12.2016, di cambiare i tempi della sciabola e la distanza della messa in guardia degli atleti. Per fare ciò é necessario sostituire il microcip degli apparecchi di segnalazione, il quale, a quanto è dato sapere, verrebbe a costare, comprese le spese di spedizione, circa 100 euro: non era il caso di sostenere tale spesa a favore delle società praticanti la sciabola?
Per il caso della messa in guardia degli atleti, in queste ore sta emergendo una grande confusione sull’argomento, tanto che vengono emanate circolari a go go: prima si impone di accorciare la distanza della messa in guardia e poi si corregge il tiro, a tre giorni da una gara proprio di sciabola, perché la FIE ha cambiato idea. Presidente Scarso, ma sei ancora Vice Presidente FIE?
In merito ai premi anzidetti, invito a riflettere sulla lacunosità di uno sguardo più aperto e coerente per la gestione di una realtà che è sotto gli occhi di tutti, tale lacunosità è frutto di una mancanza di cultura umana e di una forza rinnovatrice che, va detto, se rimarrà questo gruppo di persone, non avverrà mai.
Infine, alcuni addetti ai lavori si chiedono come mai questi ricchi premi et cotillon non siano stati impiegati per migliorare l'ormai nota fonte di bestemmia che è il sito federale?

Ezio RINALDI

mercoledì 5 ottobre 2016

Fioretto e sciabola, talento ed equivoci. Lo strano caso di Arianna Errigo

Arianna ERRIGO
La numero 1 azzurra del fioretto annuncia la scolta della doppia arma, punta a Tokyo 2020 anche nella sciabola. L’ultimo azzardo nella carriera di un talento fin troppo irrequieto.
Arianna Errigo ha annunciato un paio di giorni fa una scelta a suo modo dirompente e, per certi versi, controcorrente: a partire da quest’anno, la numero 1 azzurra (e mondiale) del fioretto si dedicherà anche alla sciabola, arma in cui già negli ultimi anni spesso si allena e che l’ha vista eccellere giusto nell’ultima stagione nei Campionati Italiani Assoluti a Roma, con la vittoria nella prova a squadre in divisa dei Carabinieri insieme a Rossella Gregorio e Livia Stagni. L’obiettivo, nemmeno troppo nascosto, è a dir poco ambizioso: la qualificazione alle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020 in entrambe le armi.
Senza entrare nel merito della decisione, e rispettando la regola sovrana secondo cui un atleta conosce sé stesso, la macchina del proprio corpo e, in ultima analisi, i propri limiti meglio di chiunque altro, le perplessità – per non dire le controindicazioni – sono molte e non di poco conto. A partire dalla scelta stessa della doppia arma: in un’epoca in cui la specializzazione nelle singole armi già in atto da decenni ha ormai preso il sopravvento più o meno su tutti gli altri fattori, far rivivere le gesta dei Nadi o dei Mangiarotti rischia di risultare un filo anacronistico.
In secondo luogo la scherma di oggi, tanto per il livello agonistico quanto per un calendario che ormai richiede trasferte a ogni angolo del globo, implica sforzi fisici notevoli, e per prima Arianna Errigo dovrebbe aver memoria recente di una stagione, la penultima a cavallo tra 2015 e 2016, dedicata a smaltire le scorie di una sindrome virale che a un certo punto pareva addirittura averne minato le certezze in chiave olimpica. Un ipotetico calendario completo di fioretto e sciabola vorrebbe dire un totale di 16 gare l’anno per i prossimi quattro, esclusi eventuali Europei e Mondiali: il gioco vale davvero la candela? Da ultimo, affacciarsi alla sciabola a 28 anni con una concorrenza agguerrita, e specializzata, già in ambito azzurro per non parlare delle nazioni oggi dominanti, rischia seriamente di compromettere la gestione di una seconda parte di carriera nel fioretto all’altezza della prima, già di per sé notevole.
La carriera, per l’appunto. Quella di Arianna Errigo, a un’attenta analisi, sembra caratterizzata da un sostanziale filo rosso, di cui questa scelta di affiancare la sciabola al fioretto è soltanto l’ultimo episodio, e in cui l’indubbio talento ha spesso sfidato l’azzardo. La quindicenne al fondo irrequieta che lascia la natia Monza per la Comense Scherma quasi senza rete e diventa in pochi anni l’astro nascente del fioretto azzurro; la campionessa dal fioretto esuberante che per prima pare non soffrire la personalità di Sua Maestà Valentina Vezzali ma a cui per due diversi blackout sfugge in altrettante occasioni (Londra 2012 e Rio 2016) l’oro olimpico individuale; una fra i numeri 1 dal palmarès già oggi tra i più ricchi di sempre (2 titoli mondiali e 1 europeo più 5 Coppe del Mondo, trofeo in cui nella storia solo la Vezzali può vantare più vittorie) che non le ha però mai mandate a dire ai propri (ex) Maestri - da Giovanni Bortolaso che seguì Stefano Cerioni nell’avventura russa dopo Londra 2012 fino a Giulio Tomassini che a suo dire non l’avrebbe seguita con la dovuta attenzione nella preparazione a Rio 2016 – al limite e talvolta oltre il cortocircuito in certe dichiarazioni, e ora i tagli e contro-tagli della sciabola che si affiancano quasi per un capriccio alla punta del fioretto.
Il talento è un dono, e Arianna Errigo ne ha da vendere, così come per certi versi si può dire altrettanto del gestire l’azzardo di una carriera, ma a un certo punto la sintesi appare necessaria perché l’azzardo, troppo solleticato, a lungo andare non arrivi ad oscurare il talento. Talvolta per essere davvero grandi, servirebbe prima dare un’idea definitiva di cosa voler fare, da grandi.
Mattia Boretti