martedì 23 febbraio 2016

MAESTRO DI SCHERMA STABILITO

Sicuramente tutti sanno che con il D. lgs. n. 206/2007 l’Italia ha recepito una direttiva europea che consente a coloro che abbiano acquisito in uno dei paesi dell’Unione europea una qualifica professionale il cui esercizio è subordinato al possesso di uno specifico titolo di abilitazione, di svolgere quella medesima professione in uno qualsiasi dei paesi dell’Unione, grazie ad un meccanismo di equiparazione dei titoli professionali. La norma si applica a tutti i cittadini dell’UE, dei paesi del SEE non appartenenti all’UE e della Svizzera, che desiderano intraprendere una professione regolamentata, sia come lavoratori autonomi che come dipendenti, in un paese diverso da quello in cui hanno acquisito le loro qualifiche professionali.
La legge prevede un sistema di riconoscimento automatico quando il professionista si sposti sul territorio dello Stato per esercitare la professione in modo occasionale o temporaneo, limitando, nel caso di organizzazione stabile, il riconoscimento automatico soltanto ad alcune professioni individuate e demandando per le restanti ad un procedimento leggermente più complesso basato essenzialmente sulla condizione di reciprocità.
Nel gennaio 2016 il decreto legislativo n. 206/07 ha subito alcune modifiche e integrazioni, tra cui l’inserimento tra le qualifiche professionali “della professione di maestro di scherma, allenatore, preparatore atletico, direttore tecnico sportivo, dirigente sportivo e ufficiale di gara”. Per queste professioni la competenza a ricevere le domande e le dichiarazioni ai fini del riconoscimento è attribuita al CONI.
Dunque, se fino ad ieri un Maestro, per allenare in Italia era obbligato a conseguire il titolo magistrale presso l’Accademia Nazionale di Scherma, oggi non è più cosi. Sarà sufficiente avere conseguito il diritto di esercitare la professione di Maestro di scherma in uno dei Paesi della UE, del SEE o in Svizzera, per potere essere inserito, previa domanda al CONI, nelle liste tecniche federali.
E ciò vale  per qualunque cittadino di uno dei Paesi della UE, del SEE o della Svizzera, così come per i cittadini di Paesi terzi che abbiano conseguito il titolo nella Ue, nel SEE o in Svizzera.
In altre parole, chiunque, compresi gli italiani, potrà essere inserito nelle liste tecniche federali italiane avendo conseguito il titolo di Maestro in uno dei paesi sopra elencati diverso dall’Italia.
Infatti la norma vale per tutti i cittadini europei, compresi i cittadini italiani i quali, in questo modo, sono liberi di conseguire la qualifica professionale in uno qualsiasi dei paesi sopra elencati senza che possa essere loro inibito il diritto di esercitare la professione in Italia.
E’ un meccanismo che altre professioni hanno già sperimentato. Chi non ha visto quelle pubblicità che invitano i cittadini italiani a conseguire il titolo di avvocato in Spagna o in Romania per poi tornare ad esercitare in Italia?
Secondo alcune statistiche il 92% degli “avvocati stabiliti” è di nazionalità italiana e di costoro l’83% ha conseguito il titolo in Spagna ed il 4% in Romania ed è abbastanza facile immaginare le ragioni di tale andamento statistico.
Sarà così anche per i maestri di scherma, per gli ufficiali di gara e per gli altri soggetti introdotti dalla recente modifica normativa? Quali sono i criteri che consentono l’esercizio della professione di Maestro di scherma negli altri paesi dell’Unione? Saranno più o meno selettivi dei nostri? E’ ragionevole prevedere che la maggioranza dei “maestri di scherma stabiliti” sarà di nazionalità italiana?
Ritengo che i Maestri di scherma italiani abbiano diritto a conoscere sin d’ora quali siano i termini della “concorrenza” cui da oggi vanno incontro e come sarà garantita la qualità dei tecnici operanti in Italia.
Magari non il Presidente uscente, che in questo ultimo spicchio di mandato sarà interamente assorbito dalle asperità della strada per Rio, ma il prossimo Presidente dovrà fare i conti con la nuova disciplina e, con l’ausilio dell’AIMS e dell’Accademia, ottenere che sia assicurato il mantenimento del livello tecnico dei Maestri Italiani.
Paola PUGLISI

lunedì 22 febbraio 2016

LA SCHERMA ITALIANA ALLE OLIMPIADI

Ieri 21.02.2016, in Belgio sono terminate le qualificazione olimpiche delle prove a squadre, e l’Italia porterà a Rio 2016 la spada maschile, il fioretto maschile e la sciabola femminile, mentre, come già scritto in altro articolo, la spada femminile guarderà le olimpiadi da casa, non essendo riuscita a strappare il pass a causa di una rapidissima caduta negli ultimi mesi. La squadra di sciabola femminile sarà ai Giochi Olimpici per la prima volta da quando l’arma è stata ammessa alla massima competizione sportiva planetaria (Pechino 2008). Per quanto riguarda il settore maschile, a MONTANO, già qualificato, potrebbe far compagnia uno tra OCCHIUZZI e CURATOLI. Un duello tutto napoletano che vede il primo (e più esperto) in leggerissimo vantaggio sul secondo (e più giovane).
Il CT Sirovich ha quasi compiuto la missione: qualificare la squadra femminile e portare i due individuali. Come accennato uno è MONTANO e l’altro verrà fuori tra i due contendenti napoletani. I complimenti sono d’obbligo e l’ in bocca al lupo anche.
Il fioretto maschile a squadre e quello femminile individuale - DI FRANCISCA e ERRIGO avevano staccato il pass già da tempo e mi spiace che non faccia notizia, però nulla toglie al valore dell’impresa. La spada maschile ha staccato il biglietto qualche settimana fa, con una impresa in cui pochi credevano, ma di loro ho già scritto.
BUON LAVORO A TUTTI!
Ezio RINALDI

martedì 16 febbraio 2016

OLIMPIADI: la spada femminile a squadre non ci sarà.

L'analisi della mancata qualificazione alle olimpiadi della squadra di spada femminile offre spunti di valutazione molto significativi.
inverosimile la sua discesa: due anni fa dominava il ranking mondiale dall'alto della sua prima posizione  e nell’ultima stagione ha sciupato una qualificazione che sembrava essere ormai sicura. Un vero e proprio tracollo, che ha avuto il suo epilogo a Buenos Aires, dove serviva una reazione ed invece è arrivata l’ennesima prestazione negativa, con la sconfitta nei quarti per mano della Russia.
Adesso è il momento della riflessione per capire cosa sia successo in questi ultimi due anni. Resta il grande dispiacere per una squadra che poteva salire sul podio a Rio e che invece vedrà le Olimpiadi da casa. In Brasile per la spada femminile, da regolamento, ci andrà la sola Rossella Fiamingo, con la speranza che la siciliana riesca ad uscire dalle difficoltà di questo brutto momento.
E' un dato di fatto che dal 2009, anno in cui l’attuale CT della spada prese il posto del compianto Carlo Carnevali, vincitore di due medaglie olimpiche con Tagliariol (oro individuale) e la squadra di spada maschile (bronzo), tutto il settore abbia ottenuto risultati altalenanti, culminati con una qualificazione olimpica data per sicura e fallita ed una incerta ed ottenuta, per la quale sembrerebbe abbia poco merito.
In questi anni il CT ha avuto piena fiducia dal Presidente federale ed una libertà di manovra che ha pochi riscontri nel passato. Quindi leggere sui social di accuse alle ragazze è un chiaro segno di rifiuto delle proprie responsabilità. Si è dilapidato tutto quello che di buono era stato creato, gestendo un gruppo di ragazze fortissime, con approssimazione e presunzione. In questo contesto non è difficile individuare gli artefici della disfatta: c’è bisogno di fare nomi? Non credo proprio.
La FIS ha osannato i risultati provenienti da gare e manifestazioni alle quali altre nazioni riservano poca importanza. Vale la pena ricordare che l’unico obiettivo cui una federazione deve perseguire  è il raggiungimento della qualificazione olimpica ed i risultati nella stessa. Per fare ciò vengono impiegate grandi risorse economiche, ivi compreso il lauto compenso per il responsabile tecnico, il quale, peraltro, percepisce già uno stipendio dallo stato essendo egli un uomo in divisa e su questo argomento bisognerebbe discutere con molta serietà. Quindi se si fallisce il traguardo finale bisogna trarne le dovute conseguenze.
Il fallimento è tanto più grave quanto per il fatto che alle olimpiadi del 2020 la spada femminile segnerà il passo e nel prossimo quadriennio si lavorerà per cercare la qualificazione individuale per due sole atlete e tutti sanno quanto possa essere difficile.
Sono state compiute scelte discutibili, e nonostante le continue segnalazioni e denunce fatte anche attraverso Piazza della Scherma, si è proseguito su una strada cieca. Si è cambiato la squadra, sono stati imposti allenamenti lunghi quando, invece, sarebbe stato sufficiente lasciare le atlete nel loro alveo naturale: la propria palestra e la propria casa.
Qualcuno potrà affermare che le ragazze hanno sofferto il caldo argentino, ma è una scusa che non regge poiché scandinave e russe avrebbero dovuto soffrire più delle nostre: non si dica che “Questo è lo sport”. Basta rileggere la storia di questi ultimi tre anni e mezzo per individuare le falle di una gestione discutibilissima, ma è un esercizio che non vorrà fare nessuno, men che meno ammettere i propri errori, come portare via gli atleti per un lungo periodo di tempo dalle loro abitudini, sia tecniche che sociali, e fare un serio mea culpa. Vanno bene gli allenamenti collegiali, se di breve durata e durante i quali si simulano le gare.
In Italia non si dimette mai nessuno, ma con dignità qualcuno dovrebbe prendere in seria considerazione tale atto, anche se crediamo che chi dovrebbe non lo farà mai.
Il quadro è chiaro, alle olimpiadi ci andremo con la spada maschile, il cui staff, va detto, ha operato in maniera sinergica e quindi produttiva: sarà merito del Maestro CHIADO’ o del dottor MAZZONE? Sembrerebbe che l’assenza del CT abbia prodotto una situazione positiva per i ragazzi.
Ora ci attende una guerra fratricida, poiché le possibilità di qualificazione individuale vedranno competere la FIAMINGO e la NAVARRIA per un pass olimpico. Le possibilità sono:
ROSSELLA FIAMINGO SI QUALIFICA A RIO 2016 SE: a Budapest raggiunge almeno i quarti di finale; a Budapest esce agli ottavi o al secondo turo e Mara Navarria non vince; a Budapest esce al primo turno e Mara Navarria non arriva prima o seconda.
MARA NAVARRIA SI QUALIFICA A RIO 2016 SE: a Budapest vince e Rossella Fiamingo non raggiunge i quarti di finale, a Budapest arriva seconda e Rossella Fiamingo esce al primo turno.
Per concludere, credo che un ringraziamento a queste ragazze sia dovuto. A mio avviso hanno dato l’anima per raggiungere l’obiettivo, ad esse nulla è imputabile ed auguro loro tutto il bene possibile. GRAZIE COMUNQUE!
Ezio RINALDI

lunedì 8 febbraio 2016

DISONESTA' MORALE = OPPORTUNISMO

Risultati immagini per persona opportunistaNella giornata del 7 feb. u.s. sono stato a Norcia ove si svolgevano i Campionati Italiani U.23. Francamente non sono andato lì per assistere alle gare, ancorché interessanti, ma per farmi vedere e cercare di capire chi possa o possano essere il/gli individuo/i che, in un modo o nell’altro, sfruttano la mia persona quale mezzo di contrattazione per ottenere una qualche prebenda. Perché dico questo? Semplice. Non più tardi di qualche settimana fa una persona aveva manifestato ad un mio amico il proposito di chiamarmi, chiedendo allo stesso di verificare la mia disponibilità. Quando mi è stato riferito tale proposito mi sono dimostrato riottoso. Il motivo è molto semplice: la persona che intendeva chiamarmi era stata diffidata, in modo garbato ed amichevole, a non avere contatti con il sottoscritto, poiché ciò gli avrebbe precluso la possibilità di interagire con le alte sfere federali. Il soggetto in questione, nonostante avesse aderito all’invito, non ha ottenuto le attese attenzioni e ciò gli ha fatto affermare:” E’ arrivato il momento di telefonare a RINALDI”.
Ebbene questi giochetti con me non funzionano, non sono il raccoglitore delle insofferenze degli opportunisti, i quali osannano il Presidente quando ottengono qualcosa ma pronti a dirne di tutti i colori non appena le loro aspettative segnano il passo. Sono disponibile ad ascoltare chiunque abbia voglia di parlarmi con serietà e la serietà non la intendo come un consenso alle mie idee, bensì un contributo al movimento, anche in un contesto di contrapposizione ideologica.
Non dovrei stupirmi più di tanto, anche se un Consigliere federale mi ha detto: “ Mi meraviglio del fatto che ancora ti sorprendi di tali comportamenti. ” Come faccio a non stupirmi? Posso capire che una simile condotta appartenga ai meno giovani, a quelli che hanno meno esperienza ma non lo posso accettare dai 60enni. Da gente matura che dovrebbe essere d’esempio ai più giovani. No! Non ci potrò mai fare l’abitudine. La credibilità degli esseri umani si manifesta attraverso la loro onestà morale, intellettuale e materiale e, purtroppo, devo constatare che nel nostro mondo siffatte qualità sono latitanti per diversi individui. Costoro ritengono conveniente rinunciare a principi o ideali e scendono spregiudicatamente a compromessi per tornaconto o comunque per trarre il massimo vantaggio dalle condizioni e dalle opportunità del momento, anche se ciò è a danno di altre persone o di un intero movimento.
Finché ciò sarà il livello in cui viviamo ritengo che perseguire uno sviluppo migliorativo sia molto difficile e in questo contesto il nostro Presidente si muove a proprio agio.
Non dispero e da inguaribile ottimista credo nel futuro e nei cambiamenti perché è la storia a dircelo: il mondo non si ferma.
Ezio RINALDI