lunedì 22 giugno 2015

CAMPIONATO ITALIANO A SQUADRE DI A1 E COPPA ITALIA: sciabola femminile


Risultati immagini per immagini di gara a squadre di schermaAgli ultimi campionati assoluti a squadre A1 di Torino ha partecipato, con la compagine di sciabola femminile delle Fiamme Gialle, l'atleta Beatrice Monaco che, poco tempo prima, ad Ancona, aveva preso parte, con la squadra del CUS Siena, alla gara a squadre di sciabola femminile A2. 

Il regolamento per le gare cita testualmente (art. 6 Formula di gara per i campionati a squadre): "... E’ data facoltà ai Gruppi sportivi militari di concedere nulla osta ai propri atleti per la partecipazione alle gare a squadre nelle file delle società di provenienza o di allenamento degli stessi, purché la squadra del Gruppo militare non partecipi a quella competizioneL’atleta al quale verrà concesso il nulla osta non potrà essere successivamente impiegato, nel corso della stessa stagione agonistica, in altre serie dei Campionati a squadre dalla società militare nella medesima arma, ad eccezione dei Campionati Giovani a squadre miste. Analogamente, l’atleta già impiegato nei Campionati a squadre dalla Società militare non potrà essere utilizzato in altra serie, nella medesima arma, dalla società civile. ...".

Quasi sicuramente la FIS aprirà un’inchiesta tramite la Procura federale, ma contro chi? Verso le Fiamme Gialle, ree di aver iscritto alla gara la precitata atleta? Da quello che ho potuto appurare, l’atleta in questione non è stata schierata, cioè non ha tirato nemmeno un assalto. Sono altresì certo che le FF.GG. hanno commesso una leggerezza, non oso pensare che si sia trattato di un comportamento colposamente cosciente, per la quale, sono certo, gli organi di giustizia adotteranno i previsti provvedimenti. Ciò che mi lascia sgomento è invece la superficialità con cui la FIS controlla ciò che è di sua competenza. Mentre sono convinto che un tesserato possa, in qualche modo, ignorare o dimenticare una parte dei regolamenti, ma non è una scusante, la Federazione dovrebbe invece operare affinché le disposizioni vengano preventivamente rispettate e non aspettare che si compia la trasgressione, per poi cercare i colpevoli. Impiegati, collaboratori, dirigenti e quant’altro cosa fanno? Come è possibile che possano capitare certe cose?

L’ultima in ordine di tempo è ciò che è successo a Napoli: come noto nella giornata del 19.06.2015 si sarebbe dovuto svolgere l’incontro di coppa Italia a squadre (ad Ariccia ha avuto luogo la semifinale di sciabola maschile tra SS. Lazio Scherma Ariccia e A.S. Frascati, con quest’ultima vincitrice dell’incontro di andata), dico si sarebbe perché la squadra di sciabola femminile del C.S. Roma presentatasi sul luogo di gara ha trovato chiuso l’impianto. L’accompagnatore/istruttore ha immediatamente provveduto a chiamare il responsabile tecnico della sala di scherma del C.S. Napoli e si è sentito rispondere che la società ospitante in data 09.06.2015 aveva comunicato alla FIS la propria indisponibilità ad organizzare l’evento perché una delle componenti la squadra napoletana era stata convocata dalla FIS per altro evento (Giochi Olimpici Europei). In dieci giorni nulla si è fatto per avvertire gli aventi causa, in primis la società romana, di un cambiamento di programma. Questo il commento di Claudio CECI, tratto da facebook:” Di solito non faccio mai polemica su fb, ma sta volta mi sento di condividere questo pensiero: Voglio ringraziare vivamente mamma federazione che ha "omesso"/"dimenticato" di avvisare il C.S.Roma che il C.S.Napoli avrebbe dato forfait per la semifinale della coppa Italia...grazie per avermi fatto svegliare e mettere in macchina, dopo aver preso le ragazze della squadra, per fare una bella scampagnata a 250 km da casa (al ritorno non immaginate la pioggia).

Che dire...grazie davvero!!”
Che dire!? Beh, dalle mie parti si dice che non è mai la coda a comandare.

Ezio RINALDI

domenica 21 giugno 2015

IL PODIO DEL FUMO



Salve,
qualche considerazione sull’azione comunicativa o di informazione da parte della Federazione.
Sovente si pongono in evidenza le positività dell’attività federale e poco si dice di argomenti assai importanti, che stanno molto a cuore ai genitori. Sarebbe quanto mai utile che l’attività informativa fosse svolta in maniera più istituzionale. Mi spiego meglio: se è lecito e giusto porre in evidenza i successi, sarebbe altrettanto corretto informare su altri interessanti temi.
A molti genitori ed in particolare le mamme, farebbe piacere sapere che gli atleti della scherma hanno conquistato anche il PODIO(!?) per numero di fumatori, secondi solo ai calciatori dilettanti
Ci si vanta di tanti risultati e non si evidenzia questo grande “PODIO”, conquistato dalla Scherma italiana. Grazie per l’attenzione che ponete in questo settore: veramente un buon esempio!
Dalla relazione dell’Istituto Superiore della Sanità e riportata da molte Radio Nazionali, si evidenzia come, dagli esami delle urine nelle analisi antidoping, i nostri 'atleti' siano grandi fumatori. Il dato è ancor più preoccupante perché sappiamo che nella scherma le analisi antidoping non avvengono certo nelle gare amatoriali o in ogni competizione nazionale, ma interessa solo chi accede in finale in gare di un certo livello. Si potrebbe, quindi, dedurre che il numero di atleti fumatori sia limitato. Ritengo tale considerazione fuorviante in quanto l’antidoping viene effettuato solo su alcuni atleti, per la maggior parte quelli di 1^ fascia, i quali rappresentano un riferimento ed un modello da seguire per i più giovani.
Il CONI ha imposto le interviste senza sigaretta, ma la FIS non ha imposto lo stop acapannelli di atleti fumatori, accompagnati da arbitri e maestri, fuori dai palazzetti o sui luoghi di allenamento della nazionale. Infatti, sono sempre in bella evidenza e in 'odore' di fumo, prima che di medaglie.
Non ha imposto sanzioni per quegli atleti che pubblicano foto con pacchetti di sigarette in bella vista. Due anni fa qualche atleta si è risentito perché gli fu fatto notare, su Facebook, che ad un ritiro di spada in “quota” per ossigenarsi, non era il massimo il pacchetto di sigarette sul tavolo, con dietro tutti gli atleti in posa.
Parliamo di Codice Etico ma a chi viene applicato? Forse a quelli che non fanno parte di una certa congrega. Perché non prevedere qualcosa nel Codice Etico ed in quello di Giustizia, anche relativo al fumo? Soprattutto per quegli atleti che rappresenterebbero un punto di riferimento per i giovanissimi? Gli insegnanti a Scuola sono responsabili degli alunni fino 500metri da essa. Gli atleti dovrebbero avere il divieto di fumare fino a 1km dai luoghi di allenamento o competizione. Mi risulta che ci siano intere “armi” dove il fumo è quasi un obbligo, uno 'status'.
Presidente Scarso, dia disposizioni per una comunicazione vera a 360° e si apra anche lei al vero confronto che non è scontro e neppure ostracismo.
P.S. Di tutti gli atleti e tecnici facenti parte delle varie nazionali, quanti fumano?
Bianca Iannuzzi