lunedì 27 gennaio 2014

RISULTATI, CONTENZIOSO E C.R.L. LAZIO


Sono stato sollecitato a parlare degli ultimi risultati agonistici dei nostri ragazzi. Non voglio farlo. Credo che con coerenza, come ho già avuto modo di scrivere, bisogna dare il giusto tempo per valutare il lavoro svolto, quindi mi esprimerò sull’argomento dopo i mondiali giovani ed assoluti.

Non ci sono dubbi sul fatto che certe scelte siano ancora figlie di una cultura del passato, però i segnali di risveglio ci sono ed io mi voglio fermare a questo. Ai nostri ragazzi, dagli assoluti ai cadetti, che sono saliti sul podio, faccio i miei complimenti e li esorto a continuare sulla strada intrapresa, certo che agli appuntamenti importanti sapranno essere presenti: le polemiche al momento non servono.

Altri argomenti stanno occupando il blog e da quanto posso leggere siete in molti a cliccare per avere notizie, evidentemente quelle pubblicate sono di particolare interesse. Altre hanno invece occupato gli addetti ai lavori, nello specifico il contenzioso TORAN/AIMS e le dimissioni del Presidente del Comitato regionale Lazio della F.I.S.. Procediamo con ordine:

COTENZIOSO TORAN/AIMS

Come tutti sanno quando si accusa qualcuno i giornali strombazzano la notizia, sbattendola in prima pagina, poco importa se l’accusato sarà condannato o assolto; quando invece l’imputato dimostra la propria innocenza la medesima notizia viene relegata in terza, quarta se non addirittura in ultima pagina e data comunque in un trafiletto: è l’inqualificabile comportamento dei vari direttori di giornale.

Fatta questa premessa, voglio dare il giusto risalto a ciò che molti forse neanche sanno e cioè l’assoluzione piena, per non aver commesso il fatto, ovvero il fatto non sussiste, del Maestro Giovanni TORAN dall’accusa di appropriazione indebita. I fatti risalgono al 2009 quando il Maestro diede le dimissioni dalla Presidenza dell’AIMS e l’accusa gli fu mossa dall’attuale Presidente AIMS Maestro CRISCI. Mi complimento con TORAN per l’esito a lui favorevole e mi auguro che fatti del genere non accadano più: siamo nel mondo dello sport e dovremmo contraddistinguerci per comportamenti leali, chiari e rispettosi.  Purtroppo anche lo sport non è immune da peccati e si finisce in tribunale.

TORAN, in un suo post pone una serie di domande quali:

  • Nessuno vuole conoscere il conto delle spese sostenute dal Presidente AIMS: viaggi, vitto, alloggi e parcelle per gli avvocati?;
  • Dimissioni del Presidente AIMS per aver perso la causa;
  • Doverosa azione di controllo da parte della F.I.S. sui contributi, sull’utilizzo di locali CONI/FIS, telefono e denaro pubblico;
  • In un altro mondo e con altro stile, di questi fatti si sarebbe dovuto occuparne la Giustizia sportiva, alla quale si era rivolto a suo tempo;
  • Si ritiene la vicenda solo una bega da cortile tra i due interessati?

Domande legittime a cui qualcuno dovrebbe rispondere per dare soddisfazione a TORAN e soprattutto per fare chiarezza. Non sono la persona più idonea a dare riscontri alle predette domande, posso solo esprimere la mia personalissima opinione, che non ha nulla di pretenzioso.

  • Il Maestro CRISCI prima di intraprendere l’azione legale, dovrebbe aver sottoposto all’attenzione del suo Consiglio la questione per riceverne l’eventuale autorizzazione, ed è chiaro che una volta ottenuta le spese sono a carico dell’Associazione. Poiché presumo che egli abbia operato in rappresentanza dell’organismo presieduto, le eventuali dimissioni dovrebbero coinvolgere l’intero Consiglio;
  • Mi risulta che l’Associazione non percepisca più i contributi da parte della F.I.S., la quale ritenendo l’organismo una specie di agenzie di servizi, commissiona all’AIMS progetti per i quali, una volta approvati e finanziati, dovrà rendicontare alla Federazione le spese sostenute. Quindi quest’ultima può e deve esercitare l’azione di controllo sul servizio commissionato. Diverso il discorso sui locali messi a disposizione. Questi sono stati oggetto di opportuna convenzione (almeno così mi pare) approvata dalla F.I.S. e sicuramente condivisa anche dal CONI;
  • La Giustizia sportiva non può entrare in argomento poiché l’Associazione è si riconosciuta dalla FIS ma come ente autonomo e come tale non è assoggettata alle normative della Federazione, peraltro, se non ricordo male, non è necessario chiedere la deroga alla clausola compromissoria per adire le vie legali. Cosa diversa, sempre a mio avviso, se il CRISCI inserito nella lista tecnica, quindi tesserato FIS, avesse agito per conto proprio;
  • Purtroppo alla luce dello status dell’Associazione (autonoma) la vicenda non può riguardare la Federazione.

Questo il mio pensiero sull’argomento, e può essere che abbia scritto una serie di fesserie, se cosi fosse mi rimane la consolazione di aver espresso ciò che penso con molta chiarezza e senza nascondermi. E qui mi rifaccio ad alcuni commenti di autorevoli (!!!???) personaggi del modo della scherma, i quali nascondendosi dietro commenti postati su un blog, che non tutti leggono (come il mio), utilizzano termini come infamia o infamanti, rifacendosi evidentemente al denunciante, verso il quale c’è la recidiva in tal senso, non hanno il coraggio dirle in faccia certe cose e, magari pubblicamente, con grande falsità, abbraccia, bacia e manifesta amicizia nei suoi confronti.

CRISCI, quindi l’AIMS, ha fatto una denuncia, sull’esito della quale si assumerà le responsabilità morali che da essa discendono, non si è nascosto e tra i mille e più difetti che ha sicuramente non gli appartiene la pusillanimità nei rapporti con altre persone.

Sulla vicenda politica non esprimo pareri: è un campo che non mi appartiene. Saranno i suoi soci a giudicarlo.

COMITATO REGIONALE LAZIO

L’altra vicenda di cui voglio parlare sono le dimissione di Stefano SALVATORE dalla carica di Presidente del Comitato Regionale Lazio della F.I.S..

Sembra che a determinarne la volontà sia stata la incompatibilità attuale tra l’impegno della sua professione e quello per il Comitato. Il lavoro, che lo porta ad essere assente dall’Italia per lunghi periodi mensili, non gli consente di assicurare la funzionalità amministrativa ed organizzativa dell’organismo. In tale quadro, sembra, che abbia chiesto un supporto alla Federazione, supporto in un primo momento assicurato e poi venuto meno. L’atto delle dimissioni pare sia stato dichiarato venerdi 17 e da quel momento hanno preso inizio le danze con vari colloqui, incontri etc. Tutte cose che conosco perfettamente. Ciò che non mi è chiaro è il supporto che Stefano avrebbe chiesto alla F.I.S.. Mi domando: di che genere? Amministrativo? Operativo? La F.I.S. a mio avviso non poteva garantirgli l’aiuto chiesto per la semplice ragione che non può svolgere il doppio ruolo di controllore/controllato. Pertanto egli doveva rivolgersi ai componenti del suo Consiglio e tra questi trovare qualcuno che avesse più tempo per dedicarsi all’Organismo, assicurando la sua piena attività. Ormai non si può tornare indietro. Sembra che la Federazione abbia nominato un Commissario nella persona del Dr. GASPERINI – componente del Collegio dei Revisori dei Conti della F.I.S.. E’ evidente che con il Commissario il periodo per l’elezione sarà più lungo del normale, anche se lo Statuto ed il Regolamento Organico impongono tempi già stabiliti. Il problema adesso è trovare una persona autorevole e capace di essere a capo del Comitato più importante d‘Italia. Tante sono state le voci in questo senso ed una di queste recitava: non abbiamo una persona d spicco. Pertanto la soluzione dovrà essere interna ed immagino che ci sarà un solo posto disponibile per l’entrata di un nuovo Consigliere. Mi farebbe piacere che fosse scelto non già in base all’amicizia o alla simpatia, ma per i meriti acquisiti sul campo e francamente qualcuno c’è. Che si evitino personaggi in cerca di poltrone, sarebbero dannosi per la vita del Comitato stesso. I tempi ormai sono maturi, i delegati si scelgano il loro rappresentante senza l’indicazione o la pressione di questo o quel cardinale. E’ un Comitato che io ho diretto, quindi so quale importanza riveste: IN BOCCA AL LUPO.

Ezio RINALDI

 

venerdì 24 gennaio 2014

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA F.I.S.

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE ITALIANA SCHERMA SIG. GIORGIO SCARSO

 

Al Presidente della Federazione Italiana Scherma, sig. Giorgio Scarso

Al Presidente del CONI, dott. Giovanni Malagò

Al blog Piazza della scherma

 

Ill.mo presidente Giorgio Scarso,

da qualche mese, su incarico del Presidente di Sala d’armi Trinacria, gestisco il sito internet dell’associazione.

Ieri pomeriggio ho ricevuto dal Presidente la richiesta di eliminare dal sito una foto che ritrae l’arbitro Maria Andrè Simone Vullo mentre arbitra un incontro nell’ambito della 1a gara regionale g.p.g. svoltasi il 2/3 novembre 2013 a Santa Venerina.

L’invito segue ad una richiesta della sig.ra Simone Vullo che sostiene che dalla pubblicazione della sua foto sul sito potrebbe derivare un’incompatibilità a suo danno.

Nella giornata odierna, avendo riferito il fatto al Presidente del Comitato regionale Sicilia e ad altri componenti dello stesso, il Presidente di Sala d’armi Trinacria è stato contattato telefonicamente dal delegato regionale GSA sig. Marco Barrera, il quale ha chiarito di avere lui invitato l’arbitro Simone Vullo a fare levare la foto dal sito, poiché, a suo dire, questo insinuerebbe nel pubblico il dubbio di una preferenza dell’arbitro verso gli atleti di Sala d’armi Trinacria.

Ho, ovviamente, accolto la richiesta del dott. Gioacchino Seminara e ho tolto la foto dal sito, tuttavia ritengo necessario chiedere a lei, sia quale rappresentate della Federazione Italiana Scherma che, in qualche misura, del Coni, un doveroso chiarimento.

Premetto che, come le sarà certamente noto, in parecchi siti o pagine facebook di associazioni schermistiche italiane sono pubblicate fotografie simili a quella da me rimossa. Si tratta tutte di fotografie scattate durante manifestazioni pubbliche in luoghi aperti al pubblico.

Solo per fare un esempio:


Gaspare Faugiana sulla pagina facebook di Accademia Scherma Palermo (associazione fondata da Anna Sciortino moglie del Presidente del GSA Pietro Ingargiola,che notoriamente vi svolge attività magistrale) https://www.facebook.com/photo.php?fbid=258304900983316&set=a.258303380983468.1073741830.152051014942039&type=1&theater


Gaspare Faugiana sempre sulla pagina facebook di Accademia Scherma Palermo https://www.facebook.com/photo.php?fbid=258303590983447&set=a.258303380983468.1073741830.152051014942039&type=1&theater

 


Gaspare Faugiana sempre sulla pagina facebook di Accademia Scherma Palermo

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=258304714316668&set=a.258303380983468.1073741830.152051014942039&type=1&theater


Gaspare Faugiana e Maria Andrè Simone Vullo sempre sulla pagina facebook di Accademia Scherma  Palermo

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=258303454316794&set=a.258303380983468.1073741830.152051014942039&type=1&theater


L’arbitro internazionale Emanuele Bucca intervistato sul sito di Mazara Scherma (http://www.mazarascherma.it/347/videogallery/video-intervista--1-prova-regionale-gran-premio-giovanissimi-a-mazara-del-vallo quest’ultimo anche su pinterest).

 

Atteso, dunque, che si tratta di una prassi diffusa e legittima (secondo i regolamenti federali e a norma di legge) e che la Federazione da lei rappresentata ha addirittura espresso il principio secondo cui gli arbitri fis sono imparziali per il semplice fatto di essere arbitri, e che il GSA è organo della F.I.S. e dunque ogni suo provvedimento è imputabile direttamente alla Federazione, a meno di non ritenerlo indipendente e/o fuori controllo, le chiedo di chiarire formalmente se l’iniziativa intrapresa dal sig. Marco Barrera è frutto d’iniziativa personale oppure segua ad un’indicazione federale.

In tale ultimo caso, analogo invito avrebbe dovuto essere rivolto anche alle altre associazioni schermistiche italiane, questa volta per non indurre in noi genitori e negli atleti di Sala d’armi Trinacria l’idea che si tratti di deliberata persecuzione nei confronti di quest’ultima associazione.

Nel momento in cui le scrivo le foto degli arbitri sono ovviamente presenti sui siti di numerose associazioni schermistiche italiane.

Trovo peraltro singolare che il delegato regionale GSA Sicilia abbia investito della questione direttamente l’arbitro Simone Vullo, il quale non può essere ritenuto responsabile della pubblicazione di una sua foto tratta durante una manifestazione pubblica. Forse sarebbe stato più opportuno che codesta federazione divulgasse una propria comunicazione ufficiale invitando tutte le associazioni affiliate a rimuovere dai propri siti le foto degli arbitri, magari indicando i motivi logico giuridici sui quali dovrebbe trovare fondamento quella che, per il momento, appare essere un’iniziativa isolata del sig. Marco Barrera.

Restando attesa di suo riscontro a questo e agli altri quesiti già portati all’attenzione del consiglio federale, porgo cordiali saluti.

avv. Paola Puglisi

Mi esimo da ogni commento ed ospito la presente lettera perché l'avv. Puglisi mi ha espressamente chiesto di farlo. Auspico una pronta risposta.
Ezio RINALDI

 

 

lunedì 20 gennaio 2014

RISPOSTA DEL DOTT. FILECCCIA AL PROF. VULLO

Così come ho ospitato in prima pagina la lettera del Prof. VULLO, altrettanto faccio con la risposta del Dott. FILECCIA.
Informo che i commenti devono contenere al massimo 4.000 caratteri per essere postati come tali, viceversa sono costretto a pubblicarli come articoli e questo fa perdere l'efficacia del dibattito. Per la pubblicazione di articoli e commenti ci si deve registrare al blog. Seguendo la procedura tutto diventa più semplice. Grazie per la collaborazione. 

Gent.  Prof. Vullo,
innanzitutto non posso che ringraziarla per aver trovato il coraggio di esternare e rendere pubblico il suo pensiero  senza alcuna remora ed alcun timore.

La premessa è importante considerato che il tema da me sottoposto alla valutazione del  Consiglio Federale non è certo nuovo poiché, avendo approfondito la tematica che ci occupa, ho appreso che già alcuni anni fa  soggetti certamente più autorevoli del sottoscritto avevano sollevato l’annosa questione che,  solo oggi,  sembra risolta alla luce della presa di posizione manifestata dall’Organo Federale.
Tralasciando, in questa sede e solo per il momento, il giudizio sulla  fondatezza  o meno dell’interpretazione normativa  esplicitata  dai vertici della Federazione, mi preme evidenziare come dalla lettura di un breve commento, pubblicato  dalla redazione di “SchermaonLine”  il 9.01.2008 (
http://www.schermaonline.org/ site/editoriale/un-silenzio-assordante.html) emerga chiaramente come il problema dell’incompatibilità arbitrale,  tanto commentato e condiviso nella realtà schermistica associativa italiana (v. http://www.schermaonline.org/, strasfiguri in un vero e proprio  tabù nel momento in cui  si chieda di commentarlo in contraddittorio con  quella che l’editorialista definisce << la massima autorità della F.I.S.>>. Pertanto La ringrazio ancora per aver avuto il coraggio di lasciar rasparire,
fin dalle prime righe del suo scritto, il suo particolare stato d’animo, risultando parecchio eloquente la descrizione che offre di se stesso definendosi <<...maestro che a fondo pedana, quando segue i suoi allievi, rumoreggia parecchio, tanto rumore appunto, per tutelare i suoi allievi su presunti errori arbitrali, (commessi non solo)in buona o ( ma anche) in  cattiva fede>>.

In effetti seppure  Lei non mi conosce personalmente, essendo  uno fra centinaia di genitori che affollano i palazzetti dello sport in occasione delle gare dei propri figli,  io conosco Lei per averla notata, fin dal primo giorno in cui ho avuto occasione di accedervi, proprio a causa del suo eclatante rumoreggiare.
In quella occasione, ma anche nelle gare successive,  non ho potuto fare a meno di stigmatizzare la sua condotta ritenendoLa semplicemente un’attaccabrighe, probabilmente a causa delle mia assoluta ignoranza tecnica.

Alla luce della mia personale esperienza, purtroppo maturata solo nell’anno appena trascorso,  mi sento in dovere di rivedere il mio originario giudizio dovendo interpretare, oggi, la sua riottosa condotta come effetto di un più profondo malessere, sviluppato a causa di una prassi del settore arbitrale che certamente disorienta.

La scherma purtroppo è uno sport che per sua stessa natura rimette nelle mani di un arbitro la più ampia discrezionalità di giudizio. Tuttavia, sebbene chiunque troverebbe bizzarro che il “Collina” di turno partecipasse al campionato anche in veste di allenatore, ciò è  paradossalmente ritenuto del tutto normale nell’ambito della scherma.

Fatta questa premessa,  mi sembra che Lei mi accusi di “dire e non dire”, ma soprattutto di non “avere detto” o meglio di non aver sollevato il problema a tempo debito, restando complice di una situazione che avrei dovuto denunciare fin dall’inizio. Devo darle ancora una volta ragione, precisando, però, che all’
inizio la questione mi aveva coinvolto molto poco come genitore, dato che i miei figli praticamente non gareggiavano, uno a causa dell’età e l’altro per l’insufficiente grado di preparazione; mentre nell’anno 2012  solo il più grande dei due, finalmente convocato, è stato affidato all’Istruttore in forza alla medesima società.
Diversamente, quando, con un altro gruppo di genitori ho deciso di fondare Accademia Scherma Palermo: ci sono rimasto dal 14 gennaio al 13 marzo 2013, il tempo di toccare con mano l’insostenibile incongruenza di un contesto associativo caratterizzato soltanto dall’irreversibile dissenso  alla mia ferma intenzione di risolverla. Sicché non potendo più condividere la situazione che avevo, mio malgrado, contribuito a creare, al termine dell'anno agonistico ho portato via anche i miei figli.

Il ricorso al Consiglio Federale, ex post, costituisce uno degli ultimi tentativi per chiarire efinitivamente  una delicatissima questione che, a mio parere, non poteva restare sospesa.

Detto questo, ribadisco di non pretendere di avere ragione, errori ne commettiamo tutti, l’importante è saperli riconoscere quanto prima possibile, avere il coraggio di ammetterli e tentare di porvi rimedio. Io ci sto provando con umiltà e decisione.

Dall’esperienza di quei due mesi, dubbi me ne sono sorti molti,  alcuni li ho già sottoposti alla valutazione del Consiglio Federale. Quella che ho diffuso è l’unica risposta sin qui ottenuta,  ma resto in paziente attesa delle altre.

Cordiali saluti

Dott. Antonello Fileccia