domenica 31 marzo 2013

NEPOTISMO E CLIENTELISMO

Mi è stato chiesto se sono stato, in qualche modo, coinvolto in comportamenti che possono essere configurati in NEPOTISMO E CLIENTELISMO. Premesso che ognuno di noi nella vita è stato almeno una volta attore principale in raccomandazioni o atti di protezionismo nei confronti di persone care o conosciute, ritengo che ci sia una notevole differenza tra chi opera in tal senso come una ragione di vita per affermare la propria leaderchip  e chi lo ha fatto per filantropia, cioè per aiutare qualche bisognoso ancorchè meritevole.
Allora, per dare una adeguata risposta a chi mi ha posto la domanda, ho voluto documentarmi sull’argomento e la risposta gliela do attraverso il mio blog, sperando di essere esaustivo per il mio interlocutore e di offrirgli elementi che possano tornagli utili.
Con il termine nepotismo si indica la tendenza, da parte di detentori di autorità o di particolari poteri, a favorire i propri parenti,  indipendentemente dalle loro reali abilità e competenze. Il termine viene generalmente usato in senso spregiativo. Talvolta, specialmente in ambiente universitario, è utilizzato anche il sinonimo baronismo, derivante appunto dal titolo nobiliare di barone, con accezione ironica e ancor più negativa.
Ad esempio, se un dirigente assume o promuove un parente piuttosto che un estraneo alla famiglia più qualificato, quel dirigente sarà accusato di nepotismo. Alcuni sostengono che la tendenza al nepotismo sarebbe istintiva, una forma, a loro dire, diselezione parentale.
Il nepotismo in ogni campo è un pericolo perché determina una concentrazione di poteri nelle mani delle stesse persone o clan, e perché ostacola il necessario ricambio generazionale nelle varie istituzioni ed un accesso universale e meritocratico sia nel privato che nella pubblica amministrazione, tale concezione ha i suoi cardini in un  rapporto fiduciario anziché impersonale.
I legami personali possono compromettere l'indipendenza di un'istituzione e la sua credibilità morale. Se avviene ai più alti livelli delle varie organizzazioni, può trasformare il concetto di democrazia e meritocrazia in una specie di monarchia.
Oggi la parola nepotismo ha assunto anche il significato di favoritismo, raccomandazione che può intendersi come favoreggiamento di una persona rispetto ad altre.
Il nepotismo è un'accusa comune in qualunque settore, soprattutto nel pubblico, quando il parente o amico o protetto di un personaggio potente ascende a un livello o accede a posizioni di ingiustificato privilegio senza averne la qualifica.
 Il termine clientelismo deriva dal latino  "cliens". Il cliens in età romana era quel cittadino che, per la sua posizione svantaggiata all'interno della società, si trovava costretto a ricorrere alla protezione di un patronato al quale doveva restituire tale protezione con svariati favori, talvolta al limite della sudditanza fisica o psicologica.
La pratica del clientelismo tende a garantire il reciproco interesse o il mutuo vantaggio tra chi fornisce i benefici e chi ne ottiene il controcambio. Essa è finalizzata spesso, da parte di chi se ne avvantaggia, al mantenimento, con scopi lontani dal bene collettivo e dall'interesse stesso della società civile (ragion per cui assume le forme di un vero malcostume), di un posto di potere assegnato dalla carica pubblica.
L'assegnatore può occupare a sua volta la posizione di potere per effetto di simili pratiche indebite, ed è indotto a perpetuare il sistema nominando individui conosciuti che non tenteranno ad indebolirne la posizione. Il clientelismo si distingue dal familismo per l'attuazione di un complesso di favoritismi e protezioni limitatamente ad una cerchia familiare o in qualche modo confinata ai rapporti di parentela.
In linea di principio, il clientelismo si contrappone alla meritocrezia, in quanto prevede la nomina di conoscenti o personaggi influenti indipendentemente dalle effettive capacità e da doti meritorie.
Nei settori privato e pubblico esistono pratiche affini, come laraccomandazione. In tale ottica, è difficile delineare il confine tra clientelismo e normali conoscenze.
Inoltre, possono esistere rapporti personali e conoscenze nel settore privato, che possono portare allo scambio di informazioni o favori tra persone influenti. Tale pratica è una violazione etica dei principi di rispetto  della meritocrazia e della legalità e spesso è espressamente sanzionata. Questa pratica è ulteriormente favorita nel caso di organizzazioni, pubbliche e private, non controllate con la dovuta trasparenza da chi ne è preposto.
Ora non sto ad elencare le negative ricadute che possono comportare tali usanze nella società civile (in ogni settore compreso lo sport), ma lo potete immaginare se non addirittura vederli costantemente applicati in ogni settore della nostra vita.

Ezio RINALDI

 

 

mercoledì 27 marzo 2013

Matteo TAGLIARIOL trionfa a VANCOUVER



25/3/2013 - VANCOUVER
trionfo al Grand Prix FIE di spada maschile svoltosi a Vancouver.
Ben tornato Matteo!
Dopo Un lungo periodo di stop dovuto ad infortunio alla mano armata è arrivata l'affermazione che tutti aspettavamo.
Sei stato splendido ed auguro a te ed alla spada italiana di continuare su questa strada.
Ezio RINALDI


CONDOGLIANZE ALLA FAMIGLIA CUOMO


Dal Sito federale :
26/3/2013 - 19:27
NAPOLI - Un grave lutto ha colpito oggi la scherma italiana e napoletana in particolare. E' morta infatti, con l'aggravarsi di una malattia, la signora Imma Cuomo, madre del Commissario tecnico della Nazionale di spada, Sandro, oltre che del vicepresidente dell'Accademia Nazionale di Scherma, Aldo e di Bruno, componente la Commissione Impianti federale.
Le esequie saranno celebrate domani, 27 marzo, alle ore 11.00, nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, in via Villanova a Napoli.
Il Presidente della Federazione Italiana Scherma, il Consiglio federale, la Segreteria e tutto il mondo della scherma italiana, si associa al dolore della famiglia Cuomo esprimendo un sincero sentimento di cordoglio.
 
Esprimo alla famiglia CUOMO sincere e sentite condoglianze.
Ezio RINALDI


venerdì 22 marzo 2013

Il mio saluto a Stefano SIMONCELLI

Caro Stefano,
oggi ti è stato reso l’ultimo saluto. Te ne sei andato con la classe che contrassegnava il tuo modo di essere ed hai lasciato un vuoto che, forse, solo il tempo potrà rendere tollerabile.
Oggi è facile esprimersi in termini positivi nei tuoi riguardi, nessuno ricorda o vuole ricordare i torti che ti sono stati fatti, ma soprattutto nessuno vuole ricordare ciò che si diceva di te quando eri Vice Presidente della Federazione: sostenevano, e potrei fare anche i nomi, che pensavi esclusivamente alla tua palestra. In realtà eri un Dirigente illuminato dal quale c’era sempre da imparare:Io sono il testimone della tua linearità, onestà e generosità.
Durante il decorso della tua malattia ti sono venuto a trovare, abbiamo parlato di scherma e di altro ma soprattutto dello sport che condividevamo. Nei nostri rapporti non siamo stati sempre sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda, ma le nostre divergenze, soprattutto politico/sportive, non hanno mai intaccato il rispetto e la stima reciproca, stima che mi hai dimostrato quando a seguito di una feroce discussione in Consiglio lasciai l’assise, in forte contrasto con il resto dei consiglieri, deciso a dimettermi. Ebbene proprio tu mi chiamasti al telefono pregandomi di ritornare e continuare a contribuire alla gestione federale: non lo fece nessun altro.
Durante quel quadriennio, in occasione delle convocazioni per i campionati del mondo, non esitasti un solo momento nel prendere una precisa posizione a favore di una atleta che meritava i mondiali ma che il C.T. aveva deciso di non convocare più. Lo facesti con la competenza che solo un grande dirigente ed un vero conoscitore della scherma poteva fare: dimostrasti in quella circostanza come un C.T. possa sbagliare. Quell’atleta si chiamava Silvia RINALDI.
Ti ringraziai più volte di quel tuo gesto ma non me lo facesti mai pesare, tantomeno mi chiedesti mai di ricambiarlo.
Questi cono i ricordi che porterò sempre nel mio cuore.
Grazie Stefano
 

lunedì 11 marzo 2013

L'ORCHESTRA ED I DIRETTORI




Questo l'articolo della Gazzetta dello Sport di oggi 11.03.2013.
Posso sicuramente affermare che cambiando i direttori d'orchestra e restando gli orchestrali gli stessi la musica non cambia. Ergo, sostituito Cerioni i risultati sono gli stessi.
Devo fare due precisazioni:
la prima riguarda la disponibilità per gli allenamenti collegiali dei maestri che hanno deciso di prestare la loro opera presso altre Federazioni. In tal senso ebbi modo di affermare che sarebbe stato alquanto complicato una siffatta collaborazione. Infatti mettiamo che Bortolaso fosse stato disponibile e quindi presente ad un programmato allenamento della squadra femminile di fioretto come si sarebbe comportato con le atlete russe? Le avrebbe messe sulla strada giusta per battere le italiane? Ritengo che l'onestà, prima ancora degli obblighi contrattuali, avrebbe avuto il sopravvento, suggerendo alle atlete russe come battere le rivali italiane. A questo mi riferivo quando affermavo che una collaborazione, al di la delle parole di circostanza, sarebbe stata problematica;
la seconda considerazione è che sulla base di tali risultati rappresento a coloro che in qualche modo, anche attraverso questo blog, avevano manifestato perplessità sulla fuoriuscita dei nostri migliori tecnici, che il patrimonio magistrale dell'Italia è talmente consistente che può permettersi il lusso di lasciare andare i propri maestri per la strada che hanno scelto, senza per questo subire involuzioni o penalizzazioni di risultati. Ho sempre affermato che gran parte del merito dei successi che i nostri ragazzi e ragazze portano a casa appartenga ai nostri maestri. Quindi sembrerebbe incoerente ciò che scrivo ora con quanto affermai in campagna elettorale, in realta se andate a rileggere ciò che scrissi vi accorgerete che nel mio pensiero nulla è cambiato.
Ciò detto bisogna riconoscere, piaccia o non piaccia, che la nostra è una Federazione vincente ed il Presidente, seguendo una logica dettata dal suo pensiero, che riesce a trasferire al Consiglio drettivo, continua a portare a casa risultati in linea con i consolidato prestigio del nostro movimento.
Si badi bene la mia non è piaggeria ma semplicemente il riconoscimento di una realta inconfutabile, ma sarò altrettanto sollecito nel criticare, anche aspramente, qualora le varie situazioni lo richiederanno. Intanto complimenti alle nostre fiorettiste.
Un pò diverso è il discorso sulla spada, maschile e femminile. Mi pervengono continuamente segnalazioni sul comportamento del CT di settore, soprattutto in merito a convocazioni, CAF ed allenamenti. Ho segnalato la cosa al Presidente Scarso, non volendo pubblicare sul blog articoli anonimi. Però, essendo all'inizio del nuovo quadriennio, non si può criticare per partito preso, quindi attendo i primi veri impegni (Mondiali) per fare una analisi corretta e scevra da pregiudizi. Di questi ultimi, posso affermare, senza ombra di smentita, che il CT della spada ne ha tanti nei miei riguardi. A me interessa poco, se dovrò criticarlo lo farò sulla base del metodo, delle scelte e, conseguentemente, dei risultati del suo lavoro.
Colgo l'occasione per formulare i miei "In bocca al lupo" ai fiorettisti impegnati il prossimo fine settimana a Venezia. FORZA RAGAZZI!

Ezio RINALDI