23 dicembre 2013

AUGURI

   Dal più profondo del cuore 



per un felice Natale ed un 2014 spettacoloso

Ezio RINALDI

22 dicembre 2013

TRIBUTI ED ORGANIZZAZIONE

Ricevo la seguente e-mail, la quale espone un problematica che se corrispondesse al vero merita una adeguata risposta. Personalmente non ho dubbi sulla veridicità di quanto segnalato, ma trattandosi di lettera anonima il beneficio del dubbio e d’obbligo. Qualcuno potrebbe, ed anche legittimamente, chiedersi del perché pubblico una segnalazione anonima: la risposta sta nel contenuto della stessa. Peraltro la sua pubblicazione la intendo come un contributo al miglioramento del sistema. Per lo scrivente anonimo preciso che la missiva è stata corretta nei tratti da me ritenuti gratuitamente offensivi.
Ho letto l'ultima variazione del manuale Attività Agonistica di questa stagione. In questo passaggio l'ho trovata quantomeno divertente: "preso atto delle difficoltà segnalate dalle Società in occasione della partecipazione alle gare del Circuito Europeo Cadetti"............la difficoltà in questione non sta nel pagamento della "quota arbitri" sul luogo di gara, che in ogni nazione è cosa semplicissima: basta aprire il portafoglio e fare sgusciare fuori i biglietti da 10/20/50euro che rapidamente passeranno nelle mani dell'organizzatore (senza nemmeno una ricevuta), ma nel totale abbandono dei ragazzi e delle società per queste gare.
A Cabries, gara internazionale del circuito cadetti, per quanto concerne gli arbitri, che il regolamento impone di portare in base al numero di iscritti, nessuno si è preoccupato di coordinare i 40 ragazzi italiani concorrenti, cosicché i solerti amici francesi hanno potuto applicare la regolamentare multa di 500euro per ogni arbitro mancante. I giudici italiani erano solo due, portati da Pisa e Frascati con iniziativa personale, e pagati 350euro l'uno, + altri 4 di multa per un totale di 6 giudici. Il massimo che richiede il regolamento. Ora io mi chiedo : chiedere un contributo di 80euro a ragazzo/a mi pare eccessivo. Moltiplicando questa cifra per 40, ovvero il massimo di atleti iscrivibile, si ottiene un totale di 3.200euro. Se il massimo della multa è 500euro ed il massimo di giudici richiedibile dal regolamento è 6, si evince che il massimo pagabile è 3.000euro (la matematica non è un'opinione). Quindi i casi sono due :
a.la FIS sottovaluta queste gare, preoccupandosi solo di "girare" i soldi dai ragazzi (leggi: famiglie) alla Confederazione Europea, per le multe, trattenendosi un obolo di 200euro.
b.Convoca gli arbitri, per 350euro cadauno, trattenendosi 150euro per ognuno, che per x6 significa 900euro. Non male se si pensa a tutte le gare di questo circuito che ci sono ogni anno.
Questo atteggiamento penalizza oltremodo la passione dei ragazzi e delle famiglie, senza per questo assicurare un sia pur minimo appoggio logistico per l'organizzazione della gara. Sarebbe più utile impiegare il dazio con un servizio, anche ridotto, magari con la nomina di un responsabile per settore che si occupi di convocare gli arbitri e sia di riferimento per il COL della gara. Invece nulla, da adesso anzi sarà necessario giustificare l'iscrizione alla gara specificando che i 100euro complessivi andranno ripartiti in 20 euro per la competizione e 80 euro per gli arbitri.
Da notare che non sempre gli iscritti italiani raggiungono il massimo, e che quindi non sempre è necessario portare 6 arbitri. Nel caso, per esempio, che i ragazzi italiani siano 3 il regolamento non richiede che venga fornito alcun arbitro, anche in questo caso è obbligatorio versare l'obolo? Ed a quale titolo? Altro esempio, se i ragazzi sono 9 l'arbitro richiesto è 1 soltanto. Anche pagando la multa di 500euro, la spesa pro-capite sarebbe di 55euro. Siamo lontanucci dagli 80 euro richiesti. Ed anche in questo caso a che titolo, visto che nessuno si preoccupa di convocare un arbitro?
Già in passato la FIS cercò di "tassare" queste gare, ma allora il contributo fisso richiesto fu di 50 euro, e fu tolto prima di natale proprio sull'onda delle tantissime proteste sollevate per leragioni sopra esposte. Adesso non credo che le famiglie siano diventate più ricche, ne mi pare che da parte della Federazione sia richiesta una partecipazione per delle spese effettivamente sostenute dalla stessa, o per un servizio che viene offerto ai partecipanti. Per la cronaca a Cabries, dove tutto è stato lasciato al caso, se la sono cavata tutti con 62,50euro a testa.
La ragione di questa lettera sta nel fatto che voglio contribuire a migliorare il sistema e non essere solo critico e, soprattutto, non voglio minimamente pensare che delle lamentele, peraltro fondate (assenza della Federazione), siano state strumentalizzate in maniera generica al solo fine di "fare cassa". Se veramente c'è questa volontà di collaborare con famiglie e società per la migliore riuscita dell'organizzazione di queste trasferte, invece di fare pagare una tassa, che di per se è fatto sempre odioso, perché invece non fare pagare 20 euro di tesseramento alla Confederazione Europea in luogo dei 10 euro richiesti attualmente e girare la somma ad un responsabile che si occupi di coordinare il reperimento degli arbitri di volta in volta? Valuto la somma attorno ai 3.000euro annui, non male di questi tempi per fare qualche telefonata e mandare delle email. E daremmo anche un servizio tangibile in cambio di un piccolo contributo.
Da spiegare invece, sempre nell’ambito delle modifiche apportate alle regole dell’Attività agonistica, la parte riguardante il ranking da prendere in considerazione per i convocati a spese proprie lascia molte perplessità. Ciò rende proprio l'idea di quello che sarà il vero lavoro del futuro: il complicatore.
Prima la chiarissima, e priva di ogni equivoco, dicitura "ranking aggiornato a 15gg prima" era troppo facile, adesso abbiamo "il ranking attualizzato". Ok, ma a cosa?? ci sarà una data limite oppure possiamo "attualizzare" fino alla sera prima. Così i ragazzi dovranno dormire con la valigia a fianco del letto, pronti a scattare di corsa al termine dell'ultima "attualizzazione"
Pare ovvio che sarà l'ultimo ranking utile alla data limite per le iscrizioni, quindi sarà 15gg prima come da regolamento FIE.
Ma è possibile che chi è preposto al controllo delle regole non veda o legga queste cose?

Fin qui la lettera,  personalmente segnalalo alla F.I.S.:
·          una maggiore sensibilità a problemi di questo genere;
·          in un momento di grave crisi economica, come quello attuale, una maggiore attenzione alla tasca dei genitori;
·         il probabile allontanamento dalla F.I.S. dei genitori e conseguentemente degli atleti per questioni economiche ed organizzative .
Auspico un significativo intervento della Federazione per la soluzione di tali problematiche.

Ezio RINALDI

17 dicembre 2013

COLLARE D'ORO E DIPLOMA D'ONORE


Dal sito federale:
17/12/2013 - 10:40ROMA - Saranno nove gli atleti della scherma azzurra che riceveranno il Collare d'Oro al merito sportivo ed il Diploma d'Onore, nel corso della cerimonia ufficiale di consegna in programma nel Salone d'Onore del CONI a Roma, giovedi 19 dicembre, alle ore 10.30.
Istituito nel 1995 il Collare d’Oro è la più alta onorificenza conferita dal CONI e può essere attribuito una sola volta. E’ conferito agli atleti vincitori della medaglia d'oro ai Giochi Olimpici o Paralimpici o ai Campionati Mondiali delle discipline olimpiche, nonché ai vincitori di alcune particolari manifestazioni internazionali e a personalità che per oltre 40 anni abbiano onorato lo sport italiano. I Diplomi d’Onore sono attribuiti ad atlete e atleti che hanno già ottenuto il Collare d’Oro in precedenza.
Tra i 37 atleti premiati, la scherma italiana sarà rappresentata da Valerio Aspromonte, Giorgio Avola e Carolina Erba, che riceveranno il Collare d'Oro, i primi due per il titolo olimpico conquistato a Londra2012, la terza per l'oro a squadre ai Mondiali di Budapest2013. Assieme a loro, a ricevere il Diploma d'Onore, in quanto hanno già ricevuto in precedenza il Collare d'Oro, ci saranno anche Andrea Baldini, Andrea Cassarà, Valentina Vezzali, Arianna Errigo, Elisa Di Francisca ed Ilaria Salvatori.
Inoltre, il CONI assegnerà anche la Palma d'Oro a Stefano Cerioni. SI tratta di un riconsocimento attribuito a quei tecnici che si sono particolarmente distinti nella loro attività, grazie al conseguimento di risultati di prestigio da parte dei loro atleti o delle loro squadre.
La premiazione sarà effettuata dal Ministro per lo Sport, Graziano Delrio, dal Presidente del CONI, Giovanni Malagò e dal Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli, e sarà trasmessa in diretta su RaiSport 1 a partire dalla 10.25.

COLLARE D'ORO AL MERITO SPORTIVO
SCHERMA
Valerio Aspromonte
Campione Olimpico 2012-Fioretto a Squadre
Giorgio Avola
Campione Olimpico 2012- Fioretto a Squadre
Carolina Erba
Campionessa Mondiale 2013-Fioretto a Squadre

DIPLOMA D'ONORE
SCHERMA
Valerio Aspromonte
Campione Mondiale 2013-Fioretto a Squadre
Giorgio Avola
Campione Mondiale 2013-Fioretto a Squadre
Andrea Baldini
Campione Olimpico 2012 - Fioretto a Squadre
Campione Mondiale 2013 - Fioretto a Squadre
Andrea Cassarà
Campione Olimpico 2012 - Fioretto a Squadre
Campione Mondiale 2013 - Fioretto a Squadre
Elisa Di Francisca
Campionessa Olimpica 2012 - Fioretto Individuale e a Squadre
Campionessa Mondiale 2013 - Fioretto a Squadre
Arianna Errigo
Campionessa Olimpica 2012 - Fioretto a Squadre
Campionessa Mondiale 2013 - Fioretto Individuale e a Squadre
Ilaria Salvatori
Campionessa Olimpica 2012-Fioretto a Squadre
Valentina Vezzali
Campionessa Olimpica 2012 - Fioretto a Squadre
Campionessa Mondiale 2013 - Fioretto a Squadre

PALMA D'ORO
Stefano Cerioni
Commissario Tecnico
 
A tutti i premiati i più vivi rallegramenti per il prestigioso riconoscimento.
Ezio RINALDI

12 dicembre 2013

BILANCIO DEL 2013

Il 2013 sta concludendo il suo percorso: sta arrivando alla fine, quindi è tempo di bilanci. Sono trascorsi 12 mesi dalla plebiscitaria rielezione di Giorgio SCARSO alla guida della Federazione Italiana Scherma ed in questo periodo molte cose sono accadute, quasi tutte positive. Il Presidente sicuramente farà un bilancio più dettagliato di questi ultimi 12 mesi, io mi limito a quelli, per me, più significativi.

Egli ha portato la FIS ai massimi livelli politici nazionali ed internazionali, infatti è stata riconfermata all’Italia la carica di Vice Presidente della FIE e, cosa ancor più importante, è stata ottenuta la Vice Presidenza vicaria del CONI. Inutile nasconderlo, risultati che non si vedevano dai tempi di NOSTINI. A questo si aggiunga che Giampiero PASTORE lavora alla Preparazione Olimpica del CONI mentre in tutte le Commissioni della FIE vi è un rappresentante Italiano. E’ fresca la notizia dell’inserimento nelle commissioni della Confederazione Europea di Scherma di 7 rappresentanti italiani. Che dire? Onore al merito ed in bocca al lupo ai neo commissari.
La FIS e per essa SCARSO ha sottoscritto diversi accordi di collaborazione con vari comuni interessati a una cooperazione con la nostra Federazione: gli ultimi in ordine di tempo sono stati i comuni di ARICCIA, FORMIA, MEZZANA e LA VAL DI SOLE.
Sono stati festeggiati a Roma i 10 anni di vita della Confederazione dei Paesi del Mediterraneo, Associazione nata da una idea del Presidente FIS, nel quadro di una sempre più stretta amicizia e supporto con detti paesi.
I risultati nelle massime competizioni internazionali sono stati  altalenanti nel senso che ad alcune positive e prestigiose conferme si sono contrapposte delle negatività. Essendo io un ottimista ritengo che presto tutto il settore tecnico sarà sullo stesso livello di positività. D’altra parte le scelte del Presidente impongono il massimo impegno di tutti i settori, in particolar modo di quelli che hanno ottenuto una riconferma ed una fiducia a fronte di una latitanza non già di eccellenze ma semplicemente di risultati accettabili. Al di la dei nostri convincimenti, ritengo che tutti insieme dobbiamo cercare di aiutare il movimento evitando polemiche dannose, soprattutto perché  La FIE (Federazione Internazionale di Scherma) ha deciso che nei Giochi Olimpici del 2016 di Rio de Janeiro non ci saranno le prove a squadre del fioretto femminile e della sciabola maschile.

Causa la consueta rotazione quadriennale, dovranno fermarsi proprio le due squadre azzurre medagliate, il Dream Team del fioretto (oro a Londra), e il quartetto capitanato da Montano (bronzo). La decisione non è ancora ufficiale, ma non si nutrono molte speranze per un ripensamento. Pertanto abbiamo il dovere di stringerci attorno ai nostri atleti e tecnici, ivi compresi i Commissari. Conseguentemente il mio più sincero e convinto in bocca al lupo va alla spada ed esprimo la mia solidarietà alla sciabola maschile ed al fioretto femminile, certo che SCARSO porrà in essere ogni azione possibile per evitare in futuro queste stupide penalizzazioni, vittime del business connesso alle Olimpiadi.
Ho potuto notare che la base è assai sensibile alle notizie inerenti il settore tecnico, infatti un articolo tra i più letti riguardava proprio questo ambito. Mi auguro, ma lo auguro soprattutto ai vari operatori ed al Presidente in particolare, che le scelte operate si rivelino giuste e quindi foriere di notizie positive e conseguentemente di risultati all’altezza del prestigio della nostra Federazione.
Per quanto riguarda il Blog sono molto soddisfatto del successo ottenuto. I quasi 40.000 contatti in meno di 2 anni testimoniano la bontà del lavoro svolto. Ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà la voce chiara e cristallina della base. Non sto scrivendo corbellerie perché quando alcuni articoli sono letti oltre 600 volte vuol dire che la gente manifesta interesse a conoscere e poco importa se ci sono stati pochi commenti, sia positivi che negativi. In tal senso mi rifaccio ad un proverbio: “Chi tace acconsente”. Ciò significa che i miei scritti sono stati, per la maggior parte, condivisi.
Sono stati trattati i più disparati argomenti, sono state segnalate situazioni anomale, sono state riportate situazioni di disagio: credo sia stato dato un contributo a migliorare il nostro movimento e questa è la strada che continuerò a percorrere per il futuro, nella certezza che altri vorranno esporre le proprie idee, contribuendo sempre più al consolidamento di un dialogo propositivo, che potrà solo far bene al nostro movimento. Questo il grafico delle letture:
Italia
33687
Stati Uniti
1383
Giappone
747
Germania
681
Federazione Russa
488
Svizzera
259
Regno Unito
216
Francia
150
Ucraina
79
Ungheria
71

L’analisi riporta i primi 10 paesi della classifica per letture.
Colgo l'occasione per annunciare la rinascita di "Schermaonline.it": il sito sarà operativo nel 2014.
Mi è grato ringraziare quanti hanno voluto sostenermi in questa avventura: non li cito tutti per non fare torto a nessuno, ma coloro chi mi sono stati vicino sanno che mi rivolgo a loro.
Ezio RINALDI

 

09 dicembre 2013

UN GRANDE DIRIGENTE CI HA LASCIATO

Questo il comunicato della Federazione Italiana Lotta, Judo, Karate e Arti Marziali.
 
Roma, 9 dicembre 2013 - Con profondo dolore la Federazione comunica che il Presidente Matteo Pellicone ci ha lasciato nelle prime ore della mattina. La sua scomparsa lascia un grande vuoto nel mondo dello Sport che ha avuto nella sua figura, umanamente appassionata e sportivamente competente, un grande punto di riferimento.
Sarà possibile rivolgergli un ultimo saluto presso la sala Consiglio del Centro Olimpico di Ostia, nella quale sarà allestita la camera ardente. La sala sarà aperta al pubblico martedì 10 dalle ore 12.30 alle ore 17.00 e mercoledì 11 dalle ore 10.00 alle ore 17.00.
I funerali si terranno giovedì 12 dicembre presso la chiesa Regina Pacis di Ostia alle ore 14.00.
Parrocchia S.Maria Regina Pacis - Piazza Regina Pacis, 13  - 00122 Ostia Lido
 
Ero Presidente del Comitato Regionale Lazio della FIS quando, unitamente al Dr. MONAI, chiesi la disponibilità del Centro Olimpico di Ostia per lo svolgimento di alcune gare regionali e nazionali. Matteo PELLICONE non solo diede la disponibilità della struttura ma mise a disposizione anche i suoi collaboratori affinché le nostre gare avessero la massima visibilità, il tutto in forma assolutamente gratuita.
 
GRAZIE MATTEO ti ricorderò come uno dei più grandi Presidenti della storia dello sport.
 
Alla Federazione ed ai familiari del Presidente esprimo le mie più sentite condoglianze.
Ezio RINALDI

06 dicembre 2013

L'APPORTO DEL SETTORE MEDICO

La medicina dello sport  si occupa delle patologie derivanti dall’attività sportiva, anche a livello preventivo. Essa ha ormai assunto un ruolo indispensabile nella preparazione degli atleti professionisti che hanno spesso uno staff medico sofisticatissimo, composto oltre che dal medico dello sport, anche dietologi, psicologi, fisioterapisti ed ortopedici. In tale contesto è da rimarcare come nei momenti di esaltazione delle vittorie il settore è quasi sempre visto ai margini dei vari trionfi.
Dalla prevenzione alla preparazione atletica passando per la lotta al doping, l’apporto del settore medico della F.I.S. è stato sicuramente significativo ed indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi finali: le vittorie. L’articolo sottostante, ripreso dal periodico  LA SCHERMA organo ufficiale della F.I.S. – n.1 anno 2003 - a firma del Dr. FIORE, ne è la testimonianza e sono particolarmente felice di riproporlo poiché è a tutt’oggi attuale e potrebbe rappresentare uno strumento indicativo per gli operatori societari (dirigenti, tecnici, atleti).
LO SCHERMIDORE E LA CILINDRATA
La scherma è una disciplina molto complessa, sotto tutti i punti di vista. Abbiamo già detto in varie occasioni come le qualità fisiche, mentali, tecniche e tattiche si intreccino in ogni atleta in modo talora misterioso: da questo cocktail, la cui ricetta siamo ben lungi dall’aver compreso appieno, emerge lo schermidore di alto livello.
Il discorso sulla necessità di disporre di schermidori sempre più preparati, mi dà modo di affrontare proprio l’argomento della preparazione fisica nella scherma, ce di fatto rappresenta l’aspetto di gran lunga meglio inquadrabile scientificamente, forse l’unico al quale si può dare una valenza di oggettività.
Ho già accennato in svariate occasioni a quelli che rappresentano a mio avviso i principali problemi della scherma, in riferimento al discorso della preparazione fisica, o atletica che dir si voglia: la mancanza di studi sperimentali veramente definitivi, relativi al profilo funzionale dello schermidore.
E’ diffuso nel mondo della scherma un numero molto vasto di metodologie di allenamento estremamente diverse tra loro, utilizzate tuttavia da atleti comunque vincenti.
Un errore di fondo, che tuttora qualcuno commette nel definire la Scherma sotto il profilo funzionale, consiste nel prendere in considerazione solo i gesti tecnici più rilevanti, la maggioranza dei quali è caratterizzata  da movimenti il più rapidi ed esplosivi possibile.
Un esempio lampante in tal senso: l’affondo, gesto tecnico nel quale lo schermidore deve obbligatoriamente esprimere la sua massima esplosività muscolare.
Si tratta peraltro di un movimento che, sotto il profilo metabolico, è definibile come un’attività anaerobica alattacida, poiché il “carburante” utilizzato per la sua effettuazione è rappresentato dalla fosfocreatina muscolare, sostanza immagazzinata nei muscoli, la ci utilizzazione non determina la produzione del famoso e tossico acido lattico.
Ciò non significa tuttavia che la scherma in senso lato sia una disciplina anaerobica alattacida.
Un assalto di scherma e una gara nel suo complesso, sono infatti caratterizzati da numerosissime fasi nelle quali l’intensità dell’impegno metabolico muscolare è medio-bassa, o addirittura, come nelle pause, nulla: nel corso di queste fasi il meccanismo energetico predominante è dunque in prevalenza aerobico, quello cioè basato essenzialmente sulle qualità cardio-respiratorie dell’atleta.
Ciò condiziona il rendimento di uno schermidore, poiché l’efficienza del suo recupero, dopo azioni estremamente esplosive, è condizionata proprio dalle sue qualità aerobiche: in sostanza la sua “cilindrata”.
Questo discorso è tuttavia valido in modo variabile a seconda dell’arma che prendiamo in considerazione, perché la graduale ma costante evoluzione delle tre armi le sta differenziando sempre più sotto il profilo metabolico, complicando le cose non poco.
Spada, sciabola e fioretto sono per molti versi ancora discipline non perfettamente conosciute dal punto di vista fisiologico, poiché manca, ad esempio, uno studio aggiornato sui tempi di gara, che rappresenta il presupposto di partenza indispensabile per il corretto inquadramento funzionale di una attività sportiva.
Quel poco che c’è nella letteratura scientifica sull’argomento, evidenzia tuttavia come gli atleti delle tre armi si stiano progressivamente differenziando dal punto di vista funzionale e antropometrico.
Si va peraltro determinando, di fatto, anche un’evoluzione nelle metodologie di preparazione atletica, che stanno diventando sempre più specifiche per le tre armi.
La spada ad esempio, si configura come una specialità caratterizzata da tempi di azione più lunghi rispetto al fioretto e alla sciabola. Nel corso degli assalti, tuttavia, l’impegno muscolare è mediamente meno elevato e dunque sostenuto da meccanismi energetici più orientati in chiave aerobica.
E’ superfluo peraltro sottolineare come anche nella spada si presentino delle fasi assolutamente esplosive, in cui è determinante il ruolo svolto dai metabolismi energetici anaerobici, che a loro volta vanno allenati con cura.
Tuttavia, preparare la “cilindrata” dello spadista anche mediante sistemi di allenamento aerobici non rappresenta più, come in passato, un motivo di scandalo, sulla base dell’affermazione che tali lavori potessero in qualche modo “rallentare” uno schermidore.
Ciò non significa ovviamente che uno spadista debba impostare la propria preparazione come un maratoneta, ma nemmeno che debba boccheggiare dopo una mezz’oretta d corsa lenta.
Diverso è il discorso della sciabola, nella quale sono determinanti soprattutto l’esplosività muscolare e la capacità di ripetere più volte tali gesti esplosivi, ovvero la resistenza speciale.
Il prototipo di allenamento dello sciabolatore si avvicina sempre più a quello dello sprinter, così come peraltro l’insieme delle sue caratteristiche antropometriche. Lo sciabolatore deve lavorare anche sulla forza, dunque, per migliorare le sue qualità fisiche e le sue performances.
Il fioretto si colloca in questo discorso come una via di mezzo tra le due specialità: il fiorettista deve possedere in grado medio un po’ tutte le qualità sopra accennate, inserendo nei suoi programmi di preparazione sia lavori aerobici che lavori di forza, finalizzati al miglioramento delle sue prestazioni esplosive. Tutto ciò non deve ovviamente andare a scapito dell’agilità e della scioltezza dei movimenti, attributi indispensabili per un fiorettista.”
 
Ezio RINALDI

02 dicembre 2013

G.S.A. : qualche suggerimento


Dopo questa prima parte della stagione agonistica, confrontandomi alle gare con parecchi miei colleghi, ho dovuto registrare anche quest'anno una certa parte di insoddisfazione avverso i giudizi degli arbitri, in particolare nelle gare di fioretto che sono quelle che frequento in maniera quasi esclusiva.
Il problema che maggiormente ho rilevato è stato certamente la carenza di giudizio su alcune tipologie di azione, tipiche dell'arma del fioretto, da parte dei giudici che provengono dal settore della sciabola.
Molto spesso le azioni composte vengono ricostruite come "primo attacco a vuoto e poi la rimessa", dando così ragione all'atleta che si limita a "tirare dentro" all'avversario, senza cercare una qualche azione in tempo. Questo perché la finta non viene percepita come tale, e più efficacemente è fatta più alte sono le probabilità di una ricostruzione negativa.
Altra problema gli "attacchi sulla preparazione", che troppo spesso noi tecnici vediamo attribuiti ad atleti che indietreggiano, contro ogni logica che vuole che un attacco sia portato avanzando verso l'avversario, e non indietreggiando sotto il suo incalzare.
Una questione più generale, e qui mi devo rammaricare nell'ammettere che è diffusa anche tra arbitri notoriamente specialisti del fioretto, è la conoscenza a volte confusa del regolamento. Soprattutto su regole che magari cambiano con una certa frequenza, come per esempio la questione della passività, ma non solo. Questo denota in alcuni un certo pressapochismo nell'affrontare l'aggiornamento, che porta poi a situazioni in pedana che, se non corrette dal direttorio, possono esporre il fianco a opposizioni tecniche. In quanto non si tratta di giudizi su azioni, ma bensì di regole che si devono solo applicare.
Penso che il giudizio sul GSA italiano non possa che essere complessivamente eccellente, ma questo non significa che non si possa migliorare qualcosina, al fine di venire incontro alle richieste sia della classe magistrale che degli atleti stessi, che spesso essendo molto giovani percepiscono l'errore dell'arbitro come un torto personale, che può anche pregiudicare la sua permanenza nella sala di scherma in futuro.
Per esempio si potrebbe pensare ad una serie di "licenze" da dare ai nostri presidenti di giuria, non più legate a due sole fasce nazionali quali "aspirante arbitro" ed "arbitro nazionale", ma bensì su specializzazioni e livelli. Un primo livello potrebbe essere il GPG, per poi passare al circuito Under20 e quindi agli Open, suddividendoli anche per arma. Quindi si potrebbe avere un arbitro di primo livello in spada e sciabola e di secondo in fioretto, e cosìvia. Rendendo anche più semplice il compito a chi deve convocare i presidenti per le varie gare, pescando da un bacino selezionato ad hoc per ogni livello di competizione. Ogni due anni (almeno) si dovrebbe fare una revisione di queste licenze, tramite un semplice test, al fine di avere sempre un gruppo aggiornato e pronto ad giudicare secondo le ultime modifiche regolamentari.
Naturalmente queste sono solo proposte, anche buttate giù in maniera grezza e superficiale, ma che potrebbero offrire uno spunto di discussione per magari creare un proposta maggiormente articolata per coadiuvare la Federazione ed il GSA nella gestione delle future competizioni.
Paolo CUCCU

29 novembre 2013

GRAN PRIX DI LUCCA: qualche lamentela

Caro Ezio,
è sempre un piacere incontrarmi con te  e avere la possibilità di confrontarci sugli aspetti di questa nostra disciplina che tanto dà all’Italia in termini sportivi. Tante cose positive ci sono all’interno del circuito schermistico ma tante altre vanno migliorate e ridiscusse al fine di rendere il lavoro delle tante piccole realtà schermistiche, esistenti nel territorio nazionale, proficuo e soddisfacente.

Approfitto della tua disponibilità nell’ascoltare la voce di ogni singola Accademia volendo evidenziare la difficoltà riscontrata, da tutti i nostri atleti ed accompagnatori (genitori compresi), nell’affrontare e gestire la trasferta di Lucca in occasione della Prima Prova GPG Under 14.

Da un confronto avuto con il mio Staff Tecnico e con i genitori presenti alla gara, è emersa la cattiva organizzazione che, per certi versi, ha caratterizzato questa prova. Premetto che siamo tutti coscienti degli sforzi e dell’impegno che ci vuole per poter organizzare e realizzare una prova nazionale di questa portata ma è doveroso far notare ciò che di sbagliato c’è stato, non per fare una critica distruttiva ma al contrario per cercare di migliorare in futuro.

Di seguito ti elenco i punti che per noi sono stati indici di cattiva organizzazione  e che hanno arrecato disagi a noi, ai nostri atleti in gara e ai genitori in termini economici e di logistica.

STRUTTURA NON IDONEA

1)   la struttura non era un palazzetto dello Sport adeguato e logisticamente strutturato per ospitare  54 pedane e  1500 atleti. La mancanza di tribune o spalti  ha fatto si che si ammassassero a bordo pedana, in corridoi molto stretti, sia i tecnici che i genitori (vogliosi, come è giusto, di immortalare i propri figli) ma con i quali bisognava condividere lo spazio nel tentativo di dare il supporto adeguato ai propri atleti in gara;
2)   gli spogliatoi, ricavati in degli spazi divisi da pareti provvisorie, non erano adeguati al numero degli atleti presenti, molti partecipanti si sono adeguati cambiandosi sulle sedie all’ingresso della struttura creando molta confusione e mettendo l’attrezzatura a rischio smarrimento o guasto;
3)   la gran parte delle pedane installate sul parterre erano delle pedane tappeto alcune delle quali ubicate in una tenso-struttura ricavata nel parcheggio del Polo Fiere e quindi sull’asfalto. Sistemazione di certo non ottimale per l’incolumità  degli atleti, oltre ad essere chiaramente non idonee e regolamentari per lo svolgimento di una prova nazionale di scherma.

ECCESSIVI RITARDI PER LE CHIAMATE IN PEDANA

Troppo tempo è passato ,dalle 2 alle 4 ore, fra la fine dei gironi e l’inizio delle dirette per alcune categorie con conseguente ritardo nell’orario di fine gara. Una gara con inizio alle 8.30 del mattino ha visto il suo termine alle19.00 circa.

Tutto questo, naturalmente, a discapito dei giovani atleti  presenti che non hanno le capacità psico-tecniche e tattiche di un adulto. Quindi fattori essenziale quali concentrazione, tenuta fisica, riscaldamento corporeo e mantenimento calorico dell’organismo, sono risultati deficitari caratterizzando, a volte, in maniera negativa la prestazione sportiva.

Disagi anche per molti genitori che, causa i forti ritardi, hanno subito la  perdita del volo di rientro con ulteriori gravi economici per la riorganizzazione del viaggio di ritorno. Inoltre questo tipo di esperienze potrebbe indurre i genitori, che per la prima volta affrontano una gara nazionale, a non far ripetere ai propri figli altre prove, con grossi disagi per gli atleti e l’Accademia di appartenenza.
ERRATA GESTIONE DEL CALENDARIO DI GARA

Negli anni il numero di atleti under 14 preseti alle prove nazionali di fioretto e sciabola è cresciuto in maniera esponenziale. Si continua così con l’errato accoppiamento delle categorie delle due armi nelle stesse giornate, causa dello slittamento e allungamento di ogni singola prova.

Non so se altre Accademie o altri Maestri ti abbiano segnalato, via mail o a voce, le stesse considerazioni sopracitate, certo è che la cattiva organizzazione logistica della prova nazionale  ha caratterizzato negativamente l’esperienza dei nostri atleti condizionandone in parte la propria prestazione sportiva in senso fisico, psichico e tecnico-tattico. Il disagio avvertito dai genitori, invece, si è riversato anche sul piano economico dovendo, alcuni di  essi, rinunciare ai voli di ritorno già prenotati e rifacendo i biglietti ex-novo ad un prezzo decisamente alto.
Il gravo quindi non tocca solo il livello tecnico della nostra Società e degli atleti, ma anche il livello economico dei nostri associati.

Mi auguro che questa mail possa essere per te spunto per un articolo sul blog da te gestito e che possa aiutare il mondo schermistico giovanile a migliorare sempre più l’organizzazione di eventi che, nella loro essenza, devono essere puro divertimento per questi giovani schermidori pieni di entusiasmo e voglia di crescere.

Queste considerazioni le condivido con te non solo come amico ma anche, in maniera ufficiale, come Maestro e Presidente dell' ASD Scherma Ragusa

Un caro saluto
Roberto Molina

Ringrazio il Maestro Molina per avermi scritto e, come egli ben sa, l'unica cosa che posso fare è dare pubblicità alla sua missiva pubblicandola sul blog, certo di dargli soddisfazione rendendo partecipe il nostro movimento del suo pensiero. Ero presente a Lucca e posso confermare che quanto scritto risponde al vero. Molte persone si sono, per così dire, amabilmente lamentate. Credo che quanto riportato non debba essere preso come una critica agli organizzatori, ai quali va sempre il nostro ringraziamento per quanto fanno, ma semplicemente un contributo costruttivo per migliorare quanto di buono già c'è.
Ezio RINALDI

25 novembre 2013

PROVOCAZIONI E CHIARIMENTI

Negli ultimi due fine settimana sono stato presente alle gare di Lucca e Foggia. In entrambe le occasioni sono stato oggetto di domande inerenti l’avvenire, in particolar modo quello riguardante gli assetti futuri della F.I.S., ritenendo con ciò che l’attuale Presidente lascerà l’incarico.
Sono rimasto un po’ meravigliato da tutto ciò, intanto perché non è trascorso nemmeno 1 anno dalla Assemblea elettiva ed ho inoltre percepito la sensazione di una provocazione, quasi a voler farmi esporre con dichiarazioni di guerra. Pertanto ritengo di dover chiarire a tutto il mondo schermistico un paio di cose:
1.      Partendo dal presupposto “mai dire mai”, l’ Assemblea elettiva ha detto chiaramente che RINALDI non è gradito, quindi ritenendomi una persona intelligente nessuna prospettiva in questo senso per me, né ho voglia di propormi. Credo debbano farsi avanti altri pretendenti. Altra cosa sarà collaborare con una lista, cercando di portarla al successo.

2.      Invito coloro i quali ritengono che il Presidente possa lasciare l’incarico, ovvero non potrà ricandidarsi, a rileggersi con attenzione lo statuto federale e quello del CONI. Egli potrà sicuramente concorrere ed essere rieletto sempre che in prima battuta superi il 55% dei voti validamente espressi ed in caso di raggiungimento solo del 50%+1, in presenza di altro candidato, potrà concorrere al ballottaggio.
Con questo spero di essere stato chiaro in tutto.
Ezio RINALDI

19 novembre 2013

LA PAURA

Sono stato a Lucca nella mia veste di Nonno al seguito della propria nipotina, la quale affrontava una gara nazionale per la prima volta. Stazionando nel parterre ho incontrato diverse persone, che mi hanno salutato con grande affetto e calore, e con le medesime ho scambiato qualche parola, soprattutto sui risultati dei ragazzi/e e bambini/e. Ebbene da una di queste persone, alla mia domanda:” Come è andata?” mi sono sentito rispondere: “il mio allievo ha avuto paura di vincere”. Una affermazione che per me non ha senso poiché, a mio avviso, non si ha mai paura di vincere, perché lpaura è un'intensa emozione,  derivata dalla percezione di un pericolo, reale o supposto, pertanto l’allievo, non sentendosi sicuro dei propri mezzi e pressato dall’avversario, ha paura di non riuscire a batterlo e non di vincere l’assalto.

La paura vera e propria attiene alle persone adulte e chi di noi non conosce la paura? Essa è un’emozione che abbiamo certamente  sperimentato nelle sue varie sfaccettature e in relazione a diversi eventi o cose.

La paura è un allarme che scatta di fronte a rischi dai quali fuggire o difendersi, oppure davanti a ciò che ci sembra a prima vista estraneo, sconosciuto.

Essa si manifesta attraverso una sensazione di allarme, di forte ansia, anche se è soprattutto il corpo che reagisce nella maniera più intensa: tachicardia, respiro corto e spezzato, senso di debolezza, o nei casi estremi, brividi, tremori, scariche di diarrea, fin quasi a raggiungere la perdita dei sensi.

Spiegare la paura non è semplice, ci sono meccanismi mentali, quindi psicologici, che a seconda del nostro comportamento, delle nostre azioni, ne determinano l’intensità.

Le paure possono essere infinite, per quanto infiniti possono essere gli oggetti o le situazioni che ci troviamo ad affrontare nella vita di tutti i giorni.

La paura è un sentimento del tutto soggettivo, che nasce profondamente dentro di noi, dal nostro modo di affrontare la vita e di attribuire significati a ciò che ci circonda.

Dietro ad una nostra paura, per quanto inoffensiva o incontenibile sia, si nasconde una sua ragione d’essere: la paura svolge una precisa funzione che affonda le sue origini nella storia personale di ognuno di noi, o meglio ancora nel suo inconscio.

E’ utile chiederci: ma come si fa a vincere una paura? Vincere una paura non vuol dire cancellarla ignorandola e neppure arrendersi impotenti ad essa. Anche assumere atteggiamenti del tipo “dichiarazione di guerra” non portano a nessun risultato. Piuttosto è certamente vantaggioso disporsi con uno stato d’animo aperto ed incontrare la paura sul suo stesso terreno, avvicinandola e guardandola con meno diffidenza e più interesse e curiosità.

Se desideriamo veramente superare una paura, qualsiasi essa sia, dobbiamo inevitabilmente accoglierla come si farebbe con un ospite fastidioso ma necessario. L’accettazione è il primo passo. Questo vuol dire ammettere intanto di avere una paura, ma anche cercare di comprenderla, che non significa cercare di capirla con la mente, ossia razionalmente. Comprendere vuol dire prenderla dentro di noi, dando alla paura la possibilità di esserci, di esistere. Sento quella paura e le faccio spazio dentro di me, così da consentirle di svolgere la sua funzione, ma allo stesso tempo la conosco per capire meglio chi sono io, perché la paura rivela aspetti di noi di cui spesso non siamo consapevoli.

Essa va quindi affrontata e non elusa e per affrontarla bisogna conoscerla bene. Se tale sentimento deriva da possibili ritorsioni a nostre azioni allora basta controllare queste ultime; se invece deriva dalle nostre espressioni o dall’incapacità di esprimersi liberamente su vari argomenti poiché ciò farebbe adirare qualcuno, allora questa non è più paura ma vigliaccheria e la nascondiamo sotto varie forme, tra le quali: “non mi esprimo, altrimenti verrei penalizzato negli incarichi che mi sono stati affidati”.

Ciò avviene tutti i giorni, in tutti gli ambienti, ed è causa di regresso: come si può migliorare se si ha paura di esprimersi?
Rinunciare a se stessi, rinunciare alle proprie idee è da codardi.

“I codardi muoiono molte volte prima di morire, mentre i valorosi provano il gusto della morte una volta sola. William Shakespeare.

“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una sola volta“. Paolo Borsellino.
 
Sono partito da una considerazione sulla paura di vincere e sono finito per esprime il mio pensiero sull'argomento, che spesso ci accompagna: forse ho voluto esorcizzare le mie paure.

Ezio RINALDI

08 novembre 2013

RICAMBIO GENERAZIONALE: RUMORE NEL G.S.A

Ho ricevuto dall’amico Piero la lettera sottostante ed avuta l’autorizzazione dall’autore la pubblico sul blog.
Come si evince, la missiva è stata inviata a tutto il mondo schermistico toscano ed ai vertici FIS.
Sia chiaro che per migliorare il funzionamento dell’intera organizzazione,  la Federazione può e deve procedere ai ricambi che ritiene più opportuno, in particolar modo quelli generazionali. Però a mio avviso è il modo che non convince e cioè la sostituzione di un elemento deve essere sempre motivata, soprattutto quando attiene a persone che, con serietà ed abnegazione, hanno servito per oltre un trentennio ed in forma assolutamente gratuita l’organizzazione di cui fanno parte. Se è stato realmente un provvedimento di ricambio generazionale non si capisce per quale motivo il soggetto sostituito rimane idoneo per essere impiegato quale semplice operatore del settore. Di conseguenza è d’obbligo pensare che la sostituzione ha altre motivazioni, ma se così fosse perché non assumersi la responsabilità di una chiarezza che, per quanto possa essere dura da digerire,  manifesti rispetto e considerazione per chi la subisce? Mi associo a Piero nel porre l'interrogativo sul "perché il ricambio generazionale inizia dal basso?".
Quando si è dirigenti bisogna sapersi assumersi l’onore ma soprattutto l’onere della dirigenza.

" Al            Vice Pres. Della FIS Dott. Paolo Azzi
  Al            Presidente del GSA Sig. Pietro Ingargiola

   E/pc      al Presidente della FIS Sig. Giorgio Scarso
                 Presidente Comitato Regionale Toscano Sig. Edoardo Morini
                A tutte le società schermistiche della Toscana

Oggetto: rinnovo tesseramento GSA

Cari Signori, ho aspettato tanto anzi troppo tempo a scrivere queste poche righe, non ho intenzione  di rinnovare il tesseramento al GSA in quanto ritengo che il comportamento tenuto nei miei confronti da entrambi sia stato poco corretto e psicologicamente lesivo.

Sono stato sostituito dall’incarico di Delegato regionale e l’ho saputo tramite una telefonata da parte del sig. Ingargiola; chiedendo spiegazioni al Dot.. Azzi, in occasione di varie gare, la motivazione era la seguente: ricambio generazionale però come Direttore di Torneo continuerai ad operare.

Infatti, nonostante gare in Toscana ( sono stato convocato una sola volta) ho visto convocare D.T. di altre regioni, anche lontane.

Durante un colloquio con il Dott. Azzi ho domandato: SONO STATO ROTTAMATO PERCHE’ OBSOLETO O PER LA MIA AMICIZIA FRATERNA CON IL DIRETTORE SPORTIVO DEL C.S. NAVACCHIO?

Come risposta la solita tiritera: ricambio generazionale.

Vi giuro dopo 39 anni che vivo l’ambiente della scherma questa è la delusione più grossa che ho avuto.

Ho partecipato a 3 Camp. Europei, 2 Camp. Del Mondo e 2 Paraolimpiadi come Direttore di torneo. Ho il brevetto di formatore nazionale per la scherma in carrozzina ma, e lo sapevate, nessuna considerazione nei miei confronti. Non ho mai vissuto con la scherma ma, per la scherma si.
Cordiali saluti
Pardini Pierangelo
Cascina 14 ottobre 2013-

P.S. PERCHE’ IL RICAMBIO GENERAZIONALE E’ STATO FATTO SOLO ALLA BASE E NON AI VERTICI? "
 
Ezio RINALDI