domenica 20 maggio 2018

CHIARIMENTI SU “SCHERMA E ARBITRAGGIO” del 12 maggio 2018.


Si sono svolti i Campionati Italiani del Gran Premio Giovanissimi a Riccione e sono corse rapidamente voci e deduzioni sul mio articolo circa l’arbitraggio del 12 maggio 2018. In particolare l’attenzione di molti si è soffermata su una frase (riporto una frase che ha fatto storcere il naso agli) ritenuta offensiva per gli arbitri e che vi riporto qui sotto per esteso:
“Mi preme concludere dicendo che la classe arbitrale italiana è all’avanguardia, ma, sempre a detta delle solite voci, che mi tocca selezionare per forza di cose, ve ne sono alcuni che sono prezzolati, che si vendono per piatti di lenticchie, e certe volte anche meno, cosa che dal celebre Byron Moreno a oggi si ripete con una certa costanza, ma che io personalmente ancora stento a credere. Non posso far altro che incoraggiare gli onesti e desistere gli altri, sperando che la Federazione sappia regolare il movimento in maniera adeguata.”.
È importante che io chiarisca in maniera inequivocabile il mio pensiero in quanto non è mia usanza mancare di rispetto a chicchessia e nella fattispecie men che meno alla classe arbitrale, anzi, chi mi conosce può testimoniare che ho sempre avuto un contegno riguardoso verso tutti, nel rispetto dei ruoli che vengono ricoperti nella società civile e ovviamente anche nella scherma.
L’intero paragrafo dell’articolo che ho riportato in calce va letto in tutta la sua interezza, e il senso che volevo esprimere è il seguente:
“Mi preme concludere dicendo che la classe arbitrale italiana è all’avanguardia, ma, sempre a detta delle solite voci –  [omissis ndr] – ve ne sono alcuni che sono prezzolati, che si vendono per piatti di lenticchie – [omissis ndr] – ma che io personalmente ancora stento a credere [cioè che io non credo che esistano]. Non posso far altro che incoraggiare gli onesti – [arbitri, a continuare a essere tali, cioè onesti ndr] – e desistere gli altri – [cioè chi li calunnia], sperando che la Federazione sappia regolare il movimento in maniera adeguata.[cioè, sia capace di tutelare il movimento].
Spero non me ne vorrete, se per chiarire ho eliminato dal fraseggio originale gli incisi letterari che nella prima versione servivano solo a fare da contrappeso all’incipit calcistico e ad arricchire la lettura con reminiscenze note a tutti, ma che nulla hanno a che vedere con la classe arbitrale schermistica.
Il chiarimento era dovuto nel rispetto dei ruoli e della mia opinione che sia ben chiaro ha un solo scopo, quello di migliorare sempre di più l’attività sportiva che pratico nell’interesse di tutto il movimento schermistico che io amo.
Purtroppo, talvolta gli interventi come il mio vengono letti con il pregiudizio che induce il lettore a credere che sia un attacco polemico o, peggio, offensivo nei confronti del sistema o di persone in particolare. Se si svuotasse la mente da inutili preconcetti e si leggessero le parole per come sono esattamente scritte, sono certo che si riuscirebbe a cogliere il reale messaggio che intendono offrire e cioè che la Federazione ha il dovere ascoltare quello che la base pensa e agire di conseguenza.
Infatti, se esistesse anche una sola persona che pensa che gli arbitri siano in qualche modo “influenzabili” il rimedio non è punire il malpensante, ma adoperarsi affinché la classe arbitrale non dia mai adito al ben che minimo sospetto su di sé. Soltanto così la Federazione potrà tutelare il movimento, cioè sé  stessa e i propri membri, a vantaggio di tutti.
Parallelamente, visto che aprivo con metafore calcistiche, mi preme concludere dicendo che non credo che la FIGC si sia mai preoccupata di deferire chi insulta gli arbitri, quanto piuttosto di rafforzare la classe arbitrale fino a renderla un organismo autonomo e perciò protetto e per certi versi inattaccabile, nel rispetto dei ruoli, con le regole dovute e definite assieme a tutto il movimento schermistico con l’aiuto delle figure dei suoi rappresentanti.
Perciò alla fine di questa schermaglia linguistica, mi sia concesso di salutare il compagno d’arme che mi legge, unito alla stretta di mano, pronto per un nuovo e sempre leale assalto.
Fabrizio Orsini

sabato 12 maggio 2018

SCHERMA ED ARBITRAGGIO


“Questi arbitri hanno un bidone di spazzatura nel cuore”, diceva Gianluigi Buffon all’indomani della partita persa contro il Real Madrid, valida per l’accesso alla finale di Champions League, lamentandosi di un arbitraggio che a suo dire doveva essere più consono agli standard ai quali è maggiormente abituato dove gioca di solito.
E nella scherma? Ci sono arbitri con l’oramai classico bidone nel cuore? C’è da chiederselo, anche a valle di avvenimenti già descritti in questo blog grazie ai quali invito il lettore a rinverdire la memoria.
Purtroppo mi è impossibile portare nomi e avvenimenti non solo di prima mano, ma nemmeno di seconda e terza, perché metterei in difficoltà le persone, che chi mi hanno fornito le notizie che sto per narrare, ma per l’amore che nutro verso questo magnifico sport, che ho il privilegio di praticare, non posso esimermi dall’esporre un pensiero condiviso con i miei informatori.
Se la spada gode del miglior arbitraggio possibile, in quanto non si può barare in nessun modo se non nelle rare situazioni di dubbio (rimessa, corpo a corpo, prima o dopo l’alt ecc…) nel fioretto e nella sciabola le cose cambiano faccia a seconda della gara e di altre sfaccettature che mi riferiscono, ma personalmente giudico con ampio margine di beneficio del dubbio.
Vediamo il Fioretto.
Praticamente i più frequenti casi di errore arbitrale sono più o meno relativi allo stabilire la differenza se l’attacco con il ferro esista ancora oppure no, unito anche al fatto che se l’avversario cava, mentre cerchi ferro, l’arbitro potrebbe sbagliarsi e dare un attacco con finta e cavazione. Anche io personalmente ho riscontrato che alcuni casi di attacco con il ferro, dove i ferri non si sono per nulla toccati, sono stati cambiati in attacco con finta e cavazione. Andrebbe chiarito una volta per tutte.
Passiamo a un altro caso. Per fortuna le battute effettuate con i vari gradi di lama, che da tali diventano parate dell’avversario non si vedono quasi più, a vantaggio del gesto dello schermitore cioè se lo schermitore batte il ferro immobile dell’avversario è battuta, a prescindere dal grado con il quale compie il gesto. Mi pare una grande conquista. Lo trovo corretto e sono felice che si sia arrivati a una chiarezza in merito.
Tocca ora alla Sciabola, che ha connessioni con l’arbitraggio del fioretto e fa sospirare moltissimo gli sciabolatori, ogni volta che vanno in pedana.
Le stoccate dubbie sono praticamente all’ordine del giorno e l’arbitro è chiamato quotidianamente a dirimere la casistica. Quando è dubbia, estrae il “tempo comune” e si riparte. Nessun commento.
Vediamo gli altri.
Attacco sulla preparazione. Guardando arbitrare, questa è l’idea che mi sono fatto, ma è giusto che gli specialisti del settore intervengano per chiarire. Se gli atleti partono assieme sull’A-voi, la stoccata va al primo dei due che riesce a fare l’affondo, perché in sostanza ha concluso l’attacco per primo e quindi l’altro è in ancora in preparazione. A questo si aggiunge anche la variabile del braccio, per alcuni arbitri se hai fatto l’affondo, ma il braccio non è disteso, l’attacco non è completo, per altri, se il braccio è disteso, e si sta facendo l’affondo, l’attacco è completo o quasi. Urge un chiarimento così da poter insegnare correttamente in sala scherma.
Altro caso la parata e risposta. Non è chiaro quanta debba essere l’intensità della parata. Se si para e quindi il suono fra le lame è intenso allora la parata è valida, se al contrario il suono è scarso allora è un “mal paré” (mi chiedo se esista ancora nel regolamento questa dicitura).
Per la verità ho anche visto dare stoccate a gente che si è presa la linea posta da atleti che nemmeno un muratore l’avrebbero potuti mettere in bolla talmente la linea era perfetta e solo per piccolissimi difetti chessò, della marcia dell’avversario, o di un tentennamento di chi metteva la linea, magari con la testa, veniva assegnata all’altro.
Tipi di attacchi veri o presunti. Uno dei migliori è stato, a detta di chi mi ha riferito lo sfogo, “l’attacco di piede”. L’arbitro alle prime armi siccome vedeva sbattere il piede durante la marcia dell’atleta che attaccava, descriveva il moto di attacco come una serie di attacchi, tutti regolari, pur tenendo il braccio immobile, senza fare né finte né mosse di alcun tipo. Di cosa stiamo parlando? Cioè sbattere il piede corrisponde a un attacco? Cioè se uno avanza verso di me e io sbatto il piede allora è attacco comune? Qui più che chiarimenti servono iniezioni di logica.
Per concludere vi racconto la fantasiosa ricostruzione di un arbitro il quale pur di non dare interruzione di attacco a un atleta che faceva passo avanti e con il piede posteriore indietreggiava per riprendere l’attacco subito dopo, ricostruiva l’azione dicendo che nella sciabola non conta il movimento di piedi se è continuativo, pertanto quel “vizietto” era del tutto trascurabile. (di questo arbitro non solo mi è stato dato nome, cognome, club di appartenenza e gara in cui ha operato la sua prestazione, ma anche un filmato in cui si vede l’azione da me descritta e un audio in cui si riconosce la sua voce mentre ricostruisce quanto vi ho detto).
Per certi versi mi preme dire che quest’ultimo è certamente un caso isolato, in quanto non mi pare sia la regola e voglio credere che non esistano arbitri così fantasiosi, benché una certa quantità di sfoghi in merito io li riceva abbastanza di frequente e tutti di matrice “inspiegabile”.
Effetti collaterali. Se un arbitro di sciabola si trova ad arbitrare il fioretto, che succede? Vediamo un paio di casi.
Il primo. All’A-Voi, lo schermitore di destra saltella sul posto, il fiorettista di sinistra percorre un fulmineo attacco di non meno di quattro metri e toccano assieme senza che le armi nemmeo si sfiorino. L’arbitro tutto soddisfatto dà un bell’attacco da destra. Al “perché questo?”, la risposta è stata: “si è mosso prima”.
Il secondo. Va premesso che si incominciano a vedere gli attacchi sulla preparazione, così dati: spesso un fiorettista parte verso l’avversario con la sua progressione, l’avversario tira un bell’affondo e toccano assieme, senza che il primo che stava attaccando abbia fatto l’affondo; in questo caso magicamente viene dato l’attacco sulla preparazione.
Di questo come per gli altri è necessario che si chiarisca per evitare che in sala scherma si insegni una cosa e poi in gara se ne veda un’altra.
Sono però contento che arbitri e tecnici comincino a dialogare per non snaturare questo sport, tenendo conto che fioretto e sciabola hanno medesimo regolamento.
Mi preme concludere dicendo che la classe arbitrale italiana è all’avanguardia, ma, sempre a detta delle solite voci, che mi tocca selezionare per forza di cose, ve ne sono alcuni che sono prezzolati, che si vendono per piatti di lenticchie, e certe volte anche meno, cosa che dal celebre Byron Moreno  a oggi si ripete con una certa costanza, ma che io personalmente ancora stento a credere. Non posso far altro che incoraggiare gli onesti e desistere gli altri, sperando che la Federazione sappia regolare il movimento in maniera adeguata.
La nostra Federazione infatti, dovrà prima o poi decidere cosa fare di una figura che per forze di cose è sempre più proiettata verso il professionismo. E’ indubbio che in un mondo piccolo come quello della scherma le reclute che dovranno riempire i ranghi arbitrali debbano essere prese fra gli atleti, ma il fatto che molti arbitri siano anche atleti in attività ad alcuni, se non a molti, fa storcere il naso. È un settore che andrà regolamentato con estrema serietà e chiarezza.
Fabrizio Orsini

martedì 8 maggio 2018

DEMOCRAZIA E INFORMAZIONE


Miei Cari Lettori,
ormai da anni questo blog si occupa di dare voce a tutte le anime che compongono il mondo della scherma.
Sebbene io sia stato accusato più volte di pubblicare soltanto i commenti degli oppositori all’attuale dirigenza FIS, nella realtà dei fatti io pubblico tutto ciò che è pubblicabile, anche quando non ne condivido il contenuto.
Il mio intento è quello di creare un dibattito tra maggioranza ed opposizione in modo da fare crescere in democrazia il mondo della scherma. E per questo motivo ho scelto negli ultimi anni di dare spazio anche ai commenti anonimi volendo in questo modo dare voce a tutti coloro che, per paura o per la posizione rivestita, non ritengono di potere esprimersi in piena libertà se non in forma anonima.
Ma effettivamente è vero che io evito di pubblicare alcuni commenti.
Quelli che non pubblico sono testimonianze che a mio avviso possono essere considerate astrattamente lesive dell’onore e della reputazione dei soggetti ivi menzionati.
Dato che in questi giorni mi sono arrivati numerosi post che si prestano a tale censura, vorrei chiarire definitivamente le linee guida a cui mi attengo nella pubblicazione delle notizie e dei commenti quando questi non contengono mere opinioni su questo o quell’altro argomento bensì l’attribuzione di fatti determinati a soggetti individuabili.
In questi casi io mi preoccupo di verificare la veridicità delle notizie riportate reperendo documenti e testimonianze che ne attestino la plausibilità. Quando non ne trovo non pubblico.
Ovviamente questo non significa che quanto riferito in dette testimonianze sia falso, ma soltanto che io non sono in grado di verificarne la fondatezza. Spesso, infatti, si tratta di questioni note soltanto ai protagonisti, oppure di risonanza locale, rispetto alle quali per me è oggettivamente impossibile accertarne la fonte.
Poiché il mio desiderio rimane quello di dare voce a tutti, invito quindi chi intende intervenire sul blog raccontando fatti determinati riferibili a persone identificabili, ad inviarmi, sia pure in ulteriore forma anonima, gli articoli di giornale, i commenti facebook e ogni altro fonte che possa consentirmi la pubblicazione del commento.
Questo modus operandi mi ha consentito sino ad oggi di rendere un servizio alla democrazia superando senza conseguenze le querele di cui sono stato oggetto.
Mi piace riportare esattamente la frase utilizzata dal GUP di Roma nel provvedimento con cui è stata disposta l’archiviazione della querela presentata nei miei confronti dal Segretario Generale Marco Cannella in relazione all’articolo “Fiabe, balle e tasse”: “Nel caso di specie, va poi considerato che Rinaldi ha esposto da un lato meri fatti sulla cui veridicità storica non sono state esposte censure e, dall’altro, mere opinioni personali che seppure concretizzandosi in una critica molto aspra, almeno in certi tratti, non esorbitano dal diritto di critica e manifestazione del pensiero”.
Quindi cari lettori, continuate ad intervenire e mettendomi in condizione di pubblicare i vostri scritti!
E a tutti coloro, che continuano ad accusarmi di faziosità rinnovo l’invito a metterci la faccia, intervenendo sul blog e smentendo quello che pubblico.
Ezio Rinaldi

lunedì 30 aprile 2018

wild card


Sovente i lettori intervengono con i loro commenti su articoli che niente hanno a che fare con il loro disquisire. Probabilmente non volendo rivolgersi in Federazione scrivono alla Piazza, sotto forma di commento, ponendo quesiti che, in quanto appunto commenti, non troverebbero adeguate risposte, soprattutto perché non attinenti al tema trattato. Nello specifico, a commento dell’articolo AMICIZIA E DELUSIONE  è giunta la seguente domanda:”Scusate... ma qualcuno sa se per le finali giovani e cadetti è prevista la Wild card?”, alla quale, comunque ho dato la mia risposta: “Certo che sì, viene concessa su richiesta di chi ne ha titolo.” Pronta contro risposta alla mia affermazione: “: “Assolutamente No, il regolamento prevede solo i 42 qualificati.” Successivamente arriva alla Piazza un commento molto ben articolato e ritenendolo di interesse generale, lo pubblico in prima pagina, affinché chi ne sa più di me possa fornire elementi di valutazione.
“Salve mi permetto di sottoporre il regolamento: Possono partecipare alla Coppa Italia Cadetti tutti i Cadetti che non siano già qualificati, al termine delle prove di qualificazione, ai Campionati Italiani di categoria.
Possono partecipare alla Coppa Italia Giovani tutti i Giovani che non siano già qualificati ai Campionati Italiani di categoria al termine delle prove di qualificazione. Possono altresì essere ammessi alla prima prova Giovani i Cadetti impossibilitati a partecipare alle prima prova della loro categoria per concomitanza con una gara di coppa del Mondo a cui siano stati convocati dalla FIS.
Possono essere ammessi alla seconda prova Giovani i Cadetti che abbiano partecipato alla prima prova Giovani, ma non abbiano conseguito punteggio sufficiente non avendo partecipato alla seconda per concomitanza con una gara di Coppa del Mondo a cui siano stati convocati dalla FIS. Alla fase finale del Campionato Italiano Cadetti possono partecipare 42 atleti così qualificati:
·      I primi 26 atleti della classifica finale dopo le prove nazionali cadetti;
·      I primi 16 atleti classificati della Coppa Italia Cadetti;
Alla fase finale del Campionato Italiano Giovani possono partecipare 42 atleti così qualificati:
·      I primi 26 atleti (sia Cadetti che Giovani) della classifica finale dopo le prove nazionali giovani;
·      I primi 16 atleti classificati della Coppa Italia Giovani (solo appartenenti alla cat. Giovani);
In entrambe i casi non è prevista la concessione di “wild card” (http:// www. federscherma.it/attivita-olimpica/disposizioni-attivit%C3%A0-sportiva/17428-disposizioni-per-l-attivit%C3%A0-agonistica-2017-2018/file.html).
Come chiaramente si legge, per il CAMPIONATO ITALIANO GIOVANI "NON SONO PREVISTE WILD CARD.
Inoltre, da regolamento non è prevista l'ammissione alla gara successiva se non per la partecipazione a Gare di Coppa del Mondo. Ora: pur trattandosi di un grande e prestigioso evento, ma una premiazione FIE per la consegna della Coppa del Mondo dell'anno precedente, non è una gara di Coppa. Quindi il solerte e attendo Consiglio Federale, dovrebbe far applicare esclusivamente le regole che egli stesso approva. Per evitare di prendere in giro e sbeffeggiare il regolamento a proprio piacimento, bastava approvarne una variazione.
In ogni caso, ci chiediamo, ma la premiazione anche per altri atleti, in passato, è stata fatta in occasione dei Campionati del Mondo, non avendo potuto partecipare gli interessati alla manifestazione ufficiale della FIE. Se non ricordo male, inoltre, la possibilità di partecipazione c'era considerando anche che a Ravenna la gara era in tre giorni. Gestendo bene i calendari.
In ogni caso anche la partecipazione alla Coppa Italia era ed è un obbligo per chi non ha i requisiti di accesso alla finale. Se poi da convocato sei all'estero, scegli automaticamente di non far parte della Finale. Non si parla di Coppa Italia nel regolamento sulla impossibilità di partecipare e altrettanto non si parla di extra autorizzazioni.
Ci si chiede anche, visto che il REGOLAMENTO cita: Alla fase finale del Campionato Italiano Cadetti possono partecipare 42. Deduciamo si tratti di 6gironi da 7 atleti. Con l'inserimento d'ufficio di qualcuno, si procede ad una nuova formula, ne inseriamo qualcuno già nella diretta contro ogni regolamento, cosa e come si modificherebbe il tutto? Ai Posteri...”
Rimango della mia opinione. La responsabilità dell’Area Tecnica è di esclusiva pertinenza del Presidente Federale, il quale, a mio avviso, ravvisandone i presupposti, con propria decisione può concedere la wild card. Poi possiamo fare esercizi di valutazione sulla opportunità, sul nominativo che fruisce del beneficio e su tante altre motivazioni, quindi volendomi fermare alla domanda:” Scusate... ma qualcuno sa se per le finali giovani e cadetti è prevista la Wild card?” ribadisco la mia risposta affermativa. Se, invece, la domanda sottende una chiara trasgressione del regolamento, la mia risposta è sempre affermativa, nel senso che i regolamenti vanno rispettati e non possono essere applicati a seconda dei casi. Le deroghe saranno sempre soggette alle critiche, poiché, normalmente, prestano il fianco a supposizioni maliziose.
Ezio RINALDI

mercoledì 25 aprile 2018

AMICIZIA E DELUSIONE

Risultati immagini per immagini di tradimentoQualche tempo fa, precisamente IL 13 luglio 2013, scrissi una articolo sull’amicizia, riportando una riflessione fatta da un’altra persona: ” sembra banale, ma solo pochi dei nostri “amici” si possono considerare tali. Molti ai nostri occhi potrebbero esserlo ma solo pochi lo sono realmente. Certo l’amico, come si dice, si riconosce nel momento del bisogno, ma secondo me il vero amico è quel qualcuno in grado anche di sgridarti, di tirarti uno schiaffo...L’amicizia o è sincera o non esiste, purtroppo molte volte e' fondata solo su interessi e, appena questi finiscono, anche l'amicizia svanisce!”
Riflessione che mi trovava pienamente concorde e nel contempo mi posi una domanda:” Esiste l'amicizia nel mondo sportivo contemporaneo?” La risposta a me stesso fu: ”Analizzando quanto affermato credo che la risposta vada più in senso negativo che positivo, infatti anche la mia esperienza mi induce a qualche dubbio perché il mondo dello sport, che dovrebbe essere un’isola di pulizia, trasparenza, lealtà, sincerità e di tutti quei valori morali sui quali, in teoria, poggia o dovrebbe poggiare tutta la sua impalcatura, è invece dominato anch’esso dagli interessi e dall’utile che se ne può ricavare.”
A distanza di quasi 5 anni mi ritrovo a riflettere ancora una volta sul tema poiché nonostante l’età e la conseguente esperienza faccio ancora gli stessi errori, cioè credere alla befana. Vado a spiegarmi.
Personalmente quando do amicizia lo faccio a 360° e quasi sempre in forma unilaterale: l’amicizia ricambiata la posso contare sulle dita di una mano. Spesso sono stato rinnegato dai cosiddetti “AMICI”: mi è successo nell’ambito della mia professione ed in quello dello sport. Sono molte le persone che hanno approfittato della mia amicizia, spesso per fini discutibili. Mi sono sentito tradito, in quei valori di lealtà, correttezza e sincerità che nel mondo sportivo sono o dovrebbero essere pilastri portanti.   Mi è accaduto anche di recente e da persone dalle quali mai mi sarei aspettato una cosa del genere.
Tutto questo perché? Semplice la voglia di occupare una poltrona o l’aspirazione a raggiungere un obiettivo sono gli elementi che inducono a non avere rispetto per quegli uomini e donne che, in nome dell’amicizia, sacrificano gli interessi personali.
Incredulità, disorientamento, e persino rabbia, ma soprattutto, delusione: sono questi i principali stati d'animo che provo di fronte al voltafaccia di persone che, fino a un giorno prima, condividevano con me tempo, progetti, amicizia.
Mi sono visto voltare le spalle e senza una spiegazione valida del cambiamento e con in più una profonda tristezza per l' amicizia calpestata. Le persone in questione non hanno recepito la mia delusione per aver creduto nella loro lealtà. Non cercherò spiegazioni, perché non so se sentirmi tradito o se ho fatto qualcosa di male. Resto attonito e subisco la delusione. In un modo o nell’altro, convinto della mia buona fede, non mi scoraggio e metto da parte la frustrazione per l'assurdità  di un modo di fare che è lontano dalla mia cultura. Di sicuro, questi soggetti, hanno perso molta della credibilità in loro possesso, e in nome di cosa poi?
Non si può essere amico di tutti e ricevere da tutti amicizia, quindi ognuno per la sua strada, nella certezza che delusione, amarezza e, perché no, frustrazione non prenderanno il sopravvento lungo il mio cammino, ma avrò sempre la consapevolezza che persone migliori già bussano alla mia porta.
Ogni riferimento a persone e fatti è puramente casuale, però ciascun lettore può immaginare ciò che la sua fantasia gli suggerisce.
Ezio RINALDI

martedì 10 aprile 2018

INDAGINI GIUDIZIARIE 2.0

Era nell’aria già da un po’ di tempo e proprio alcuni commenti ai post precedenti lasciavano poco spazio all’immaginazione per ciò che sarebbe successo.
E così è stato.
Ho appreso in queste ore che alcune società siciliane hanno sporto denuncia all’autorità giudiziaria per  “l’affaire” relativo ai contributi siciliani.
Se ne era già parlato e numerose  erano state le critiche dei lettori di questo blog sul fatto che il Comitato Sicilia  non avesse dato conto dei criteri di ripartizione del contributo 2017.
A quanto pare, la denuncia  sembra riguardare anche i contributi regionali degli anni precedenti e, secondo quel poco che mi è dato sapere, parrebbe che alcune società, (una in particolare), siano state ripetutamente favorite in danno di altre.
La vicenda appare già da queste prime battute abbastanza seria, tanto che sarebbe auspicabile un intervento immediato del CONI.
Insomma, ce n’è per tutti i gusti.
Non sono in grado di dirvi se la denuncia sia ad personam e se e quanti consiglieri regionali  possano essere rimasti coinvolti o se la denuncia coinvolga anche  soggetti estranei al Comitato.
L’unica cosa certa è che, di fronte a tale circostanza, la FIS non può più continuare a tacere, anche perché, è doveroso ricordarlo, la Federazione ha l’onere di verificare e ratificare le modalità di utilizzo delle entrate ricevute a qualunque titolo  dai Comitati regionali. Lo avrà fatto?
Come sempre vi terrò informati.
Ezio RINALDI

CAMPIONATI DEL MONDO U.20 DI VERONA: generazione 2024


Si sono conclusi i Campionati mondiali di scherma cadetti e giovani a Verona da poche ore, e palpita ancora l’emozione per i giovani italiani che si sono confrontati con il resto del mondo sempre con grandi risultati.

Se negli Europei di Sochi ci siamo contesi la testa della classifica con la Russia, da questa competizione veronese abbiamo visto entrare con una certa prepotenza gli Stati Uniti nel medagliere. Li abbiamo visti forti fisicamente e dotati tecnicamente e se non fosse che a bordo pedana c’erano solo americani, avremmo potuto dire che c’era un italiano dietro al loro miracolo schermistico. Invece dobbiamo dire che la storia è tutt’altra. Organizzazione e “investimenti all’americana” hanno portato frutti e va detto che sarebbe meglio imparare a qualsiasi livello.

Nella spada abbiamo visto la conferma di Davide Di Veroli che ha dimostrato carattere e bravura da vendere. Alla sua età perdoniamo qualsiasi calo di tensione, perché vediamo la stoffa del campione che ci fa ben sperare per il futuro, così come per Martina Favaretto, che non ha deluso, benchè sognasse l’oro almeno nella sua categoria, ma che purtroppo ha pagato la fatica della finale con la giapponese Ueno, ostica sia nei giovani che nei cadetti. In affanno la sciabola che lascia intravvedere spiragli, ma non grandi luci, il bronzo del bolognese Neri è comunque un grande risultato. Le sciabolatrici sono state di bronzo nella prova a squadre, battendo la Corea, mentre i maschi sono stati d’oro di fronte ai russi, che conferma la dote degli italiani in questa prova estenuante, come se ci volessero dire che sanno fare squadra.

Il dato preoccupante però è il distacco dei primi italiani dalle seconde linee dei connazionali, più o meno in tutte le discipline, cosa che fa molto pensare. Le malelingue dicono che il senso di tutto ciò sta nelle convocazioni: si scelgono uno o due forti per arma per vincere e tutti gli altri convocati sono amici degli amici. Niente di più falso, di certo le convocazioni sono state considerate sotto più aspetti e secondo molteplici criteri.

Se tralasciamo il podio eccezionale della Spada Cadetti, con Di Veroli, Armaleo e Greco, praticamente l’Italia individuale non ha vinto nessun oro, in quanto è prima solo nella Spada Femminile a squadre e nella Sciabola Maschile a squadre. Tuttavia non possiamo ignorare che le finali disputate siano state ben sei, il che vuol dire che la testa del mondiale è mancata per un soffio. E proprio di testa si sta parlando in questi giorni, perché, sempre le malelingue affermano che caricare psicologicamente così tanto i due più importanti esponenti della carovana azzurra (Di Veroli e Favaretto), che certamente sarebbero andati a medaglia, è stato ingiusto e forse si sarebbe dovuto sdoppiare la loro performance dandola ad altri atleti, così da agevolarli nel guadagnare l’oro tanto sperato. Anche in questo caso trovo che sia falso e chi dice questo dovrebbe fare i nomi di eventuali comprimari all’altezza della Favaretto o del Di Veroli, e che sono rimasti a casa ingiustamente.

Va concluso che negli ultimi anni i risultati dei mondiali giovani e cadetti sono stati molto variegati e hanno visto purtroppo calare l’Italia e per veder salire altre nazioni.

In questo mondiale vanno segnalate l’Ungheria nella spada femminile, un ritorno importante da tenere d’occhio e la piccolissima Singapore, che nel fioretto femminile a squadre si è giocata la finale con gli USA, mettendo dietro anche la Germania, oltre che le italiane. E se anche se gli USA erano prevedibili, ci stupiamo della Francia che non riesce a salire sul podio del medagliere, mostrando un vero affaticamento che non ci aspettavamo.

A tutti gli atleti i maestri e le società che hanno costruito con pazienza e professionalità va il ringraziamento della scherma italiana per il loro grande risultato!
Fabrizio ORSINI


mercoledì 4 aprile 2018

INDAGINI GIUDIZIARIE


Ho appreso in queste ore che presso la Procura della Repubblica di Roma è aperto  un procedimento penale  per il reato di abuso d’ufficio. Sembrerebbe che la vicenda oggetto delle indagini sia connessa a quella delle modifiche statutarie apportate nel 2016.

Inoltre, pare che, negli ultimi giorni sia partita una ulteriore e più dettagliata denuncia penale  riguardante la medesima vicenda. Sarà mia cura aggiornarvi sull’evoluzione degli eventi non appena ne avrò la possibilità.
EzioRINALDI

venerdì 30 marzo 2018

AUGURI PASQUALI E DI BUONE FESTE


Per i cristiani


all'insegna della serenità e della pace.


per chi professa altre religioni



che siano giornate di meravigliose feste e di Pace per tutti.
Auguriiiiiii


mercoledì 14 marzo 2018

LA GENERAZIONE 2024 SU E LA FEDERAZIONE ? LUCI E OMBRE SUGLI EUROPEI CADETTI E GIOVANI DI SCHERMA A SOCHI 2018.


È sufficiente guardare il medagliere degli Europei Cadetti e Giovani di Sochi 2018 per farsi una idea della potenza schermistica dell’Italia nei confronti delle altre nazioni europee, ma non possiamo non fare delle considerazioni sulla nazione che segue nel medagliere, cioè la Russia.
Se l’Italia ha vinto 10 medaglie fra i Cadetti e altrettante nei Giovani, la Russia ci ha eguagliato in tutto o quasi. Identica prestazione alla nostra fra i più giovani, e solo una medaglia in meno di noi fra i più grandi. Viene da chiedere come mai la Germania, l’Inghilterra, o l’Ungheria non abbiano raggiunto un risultato nemmeno minimamente vicino a quello italiano o russo. La Francia si è saputo che non partecipava o quasi, solo per questioni economiche, volevano evidentemente concentrare tutto sui mondiali di Verona di aprile. Ma tutti gli altri risultati lasciano pensare moltissimo.
Da anni in Russia lo sforzo per riattivare il settore schermistico è enorme, specie economico ed è bastato inviare due maestri nel fioretto, Stefano Cerioni e Giovanni Bortolaso e uno nella spada, Angelo Mazzoni, per sconvolgere tutto e far salire tutta la scherma russa a livelli impensabili, anche fra i giovani. Hanno saputo guardare, apprendere, lavorare e raggiungere lo scopo.
I pensieri in merito alla “fuga” di questi tre campioni magistrali sono tanti. Abbiamo fatto conoscere alcuni, anzi molti segreti del lavoro sudatissimo e spesso sotto pagato dei nostri maestri i quali altrove, hanno avuto modo di lasciare il segno. Forse i russi dalla nazionale maggiore sono riusciti a trasferire nei clubs e quindi nei campionati, quelle conoscenze necessarie a progredire in fretta, al punto che forse non ci sarebbero riusciti da soli se non in molti anni di lavoro assiduo.
Altri pensieri andrebbero fatti in merito alla comunicazione del successo ottenuto dagli italiani. Un conto è parlarne nel proprio sito web e nei social cui si fa molto affidamento, altro è fare un lavoro di informazione vero e proprio, dando notizia a tappeto, con il semplice fine di aumentare i numeri della scherma migliorare lo sport branding per raggiungere l’obiettivo globale di avere più atleti nelle palestre, con vantaggio di tutti, nessuno escluso. Nulla di tutto ciò, nonostante i formidabili successi, che immancabilmente ci rendono orgogliosi di praticare questo sport e i cui protagonisti non smetteremo mai di ringraziare ed elogiare, assieme ai loro rispettivi clubs e maestri.
Insomma a tanto successo non corrisponde altrettanta azione informativa. Intendo dire che, al di la dei canali istituzionali, la comunicazione non mi è sembrata adeguata. Infatti di questi campionati Europei ho letto molto poco sulla stampa nazionale. Viene da chiedersi, se non avessimo tutti questi atleti di assoluto valore internazionale, cosa farebbe la federazione? Pubblicità a tappeto? Manifesti? Sponsorizzate social? Giornate commemorative? Chi lo sa.
Se in Italia non ci fossero i nostri geniali campioni, (alieni pervenuti sulla terra da quel pianeta scherma che genera fuoriclasse nelle varie discipline), perché non attuare una strategia più profonda e di più ampio respiro per avvicinare più e più giovani al nostro magnifico sport? I tempi attuali richiedono interventi mirati che possano raggiungere meglio anche le famiglie meno abbienti. Non intendo sottovalutare l’impegno che la FIS ha sviluppato in questi anni, poiché, sia chiaro, qualche risultato su questo piano c’è stato, ma oggi, e forse anche ieri, le strategie poste in essere sono diventate meno efficaci e dai risultati deludenti. La testimonianza la si trova in una intervista rilasciata da un consigliere federale, il quale ha dichiarato:” dobbiamo ringraziare la federazione che ha sempre atleti che vanno a podio.”  Non voglio commentare tale dichiarazione, poiché lo faranno certamente i maestri e le società .
Uno dei mezzi più semplici per fare promozione sarebbe quello di inondare i club con poster dei nostri campioni, assoluti e giovani, corredati dei loro palmares. A tal proposito esprimo un mio pensiero: se è vero che il potere logora chi non ce l’ha è altrettanto che stanca ed anche molto chi lo detiene e ciò comporta un appiattimento gestionale che impedisce una azione vigorosa per uno sviluppo efficace.
E mentre gli atleti nazionali salgono, facendoci sperare che gli eredi della nazionale maggiore siano numerosi (nella sciabola meno, ma sarebbe troppo lungo il discorso e preferisco non uscire dal tema),
la F.I.S., passeggia a testa alta tra le consorelle straniere, ma continua a mantenere un ruolo di nicchia tra le altre federazioni italiane.
Continueremo a guardarle dall’alto delle nostre medaglie, ma loro ci guarderanno sempre da molto più in alto, ovvero dal gigantesco monte di atleti che hanno saputo mietere nel loro sport.
Quando apriremo gli occhi?
I mondiali di Verona rappresenteranno una vetrina importante per il numero e la caratura tecnica di nazioni schermisticamente importanti quali USA, CINA e KOREA per non parlare di FRANCIA e GERMANIA. Al termine della manifestazione proverò a fare una sintesi dei risultati, che, a differenza dell’europeo U.20, prevedo molto più faticoso da raggiungere. Ma ai ragazzi chiamati a difendere il tricolore diciamo con orgoglio italico:Forza Campioni!
CAMPIONATI EUROPEI CADETTI E GIOVANI SOCHI2018 - MEDAGLIE ITALIA
ORO - TOT: 8
Filippo Macchi - Fioretto maschile Cadetti
Davide Di Veroli - Spada maschile Cadetti - Spada maschile Giovani
Martina Favaretto - Fioretto femminile Giovani
Federica Isola - Spada femminile Giovani
ITALIA - Fioretto femminile Cadetti
ITALIA - Spada maschile Cadetti
ITALIA - Spada femminile Giovani
ARGENTO - TOT. 7
Claudia Memoli - Fioretto femminile Cadetti
Davide Filippi - Fioretto maschile Giovani
ITALIA - Fioretto maschile Cadetti
ITALIA - Sciabola maschile Cadetti
ITALIA - Fioretto Femminile Giovani
ITALIA - Spada maschile Giovani
ITALIA - Sciabola femminile Giovani
BRONZO - TOT. 5
Alessio Di Tommaso - Fioretto maschile Cadetti
Martina Favaretto - Fioretto femminile Cadetti
Sara Maria Kowalcyz - Spada femminile Cadetti
Alberto Arpino - Sciabola maschile Giovani
ITALIA - Fioretto maschile Giovani 
Ezio RINALDI