lunedì 22 maggio 2017

MEDITAZIONE

Le vicende degli ultimi tempi mi hanno indotto allo studio della meditazione ed ho trovato che KRISHNA, il Dio supremo per gli Hindù, si definisce <<E sono il silenzio delle segrete cose>>, come appunto si legge in una strofa famosa della Bhagavadgita (X, 38 c), il testo sacro che milioni di Hindu considerano e conoscono come il loro Vangelo.
Nel passo, Egli afferma di essere l’essenza e il fine di ogni aspetto della manifestazione: «il gioco dei giocatori io sono, io lo splendore degli splendidi… io sono il potere dei potenti… io sono il sapere dei sapienti» (X, 36 e 38). Ma la dichiarazione riguardo alle «segrete cose» ha un’altra levatura: Dio è l’essenza del mistero, cioè il silenzio dell’ineffabile.
Per la religiosità hindu, infatti, il silenzio è la dimensione dell’Assoluto, inconcepibile e immanifesto. C’è, dunque, un’intima e indissolubile relazione fra silenzio ed «ESSERE», unitario, immobile.
Così, con perfetta corrispondenza, la dinamica del percorso che muove dal silenzio, e passa attraverso i suoni “udibili” solo interiormente, poi arriva ai suoni concreti ed, infine, approda alle parole articolate, è esattamente parallela al dispiegamento metafisico dell’universo che muove dall’ UNICO verso la MOLTEPLICITA'.
Ne deriva che, per rientrare nell’ UNITA' divina si deve compiere a ritroso il cammino dalle parole, e perciò dal pensiero, ai suoni trascendenti e infine al silenzio, cioè all’ ASSOLUTO unitario.
In India, questa scelta può essere (ancora oggi) radicale: è la scelta del distacco dalla società, dal mondo con le sue norme e i suoi doveri, ma anche del distacco dai diritti. La foresta, che certo non è il «deserto», è lo spazio elettivo dove svolgere quest’ordine di vita; ma nei testi indiani è però spesso definita come DESERTO, e la vita che vi si svolge prende il nome di «rinuncia», e «rinuncianti» sono coloro che la scelgono.
Fra i molti voti di varia natura, che i rinuncianti possono proferire, vi è appunto quello del «silenzio»: chi lo prende è chiamato MUNI, cioè «asceta silenzioso»; il voto non consiste solo nel non parlare fisicamente, ma anche nel ridurre gli stimoli delle percezioni e soprattutto nel non pensare.
Meditate, gente, meditate.
Cordialmente

Gaspare Fardella

martedì 16 maggio 2017

GLI SPIFFERI DI CAGLIARI

Giorgio Scarso
La sintesi della tre giorni di Cagliari, sede di svolgimento dei Campionati Italiani Cadetti e Giovani-Trofeo ITAS, riporta le affermazioni di Scarso, il quale asserirebbe che ora si può lavorare serenamente perché con il provvedimento adottato dalla Prefettura di Roma, per il quale è stata disposta la registrazione dello Statuto nel registro delle persone giuridiche, non c’è più alcun ostacolo alla gestione federale: l’unica cosa da fare adesso è l’istituzione di un ufficio legale al fine di evitare intasamenti di carte per la segreteria federale. Affermerebbe, altresì, che tale iniziativa avrà dei costi per la F.I.S. e ne attribuirebbe la responsabilità degli oneri finanziari al gruppo di opposizione (guastatori).
In merito alle fantasiose espressioni del Presidente, semmai le abbia fatte, vale la pena sottolineare che per quanto riguarda lo Statuto, sebbene la Prefettura abbia comunicato di aver proceduto alla registrazione della normativa quadro della F.I.S., senza fornire le previste motivazioni, la questione è ancora in itinere, ovvero in alto mare, anzi in pieno oceano. Infatti, corre l’obbligo di ribadire che i ricorrenti hanno prodotto istanza di accesso agli atti della Prefettura, al fine di acquisire copia del documento di richiesta del parere all’avvocatura dello stato e del documento con il quale l’avvocatura esprime la propria opinione.

Non tutti ricordano che l’obiettivo era arrivare al TAR e che la Prefettura sarebbe stata una tappa intermedia: non sto qui a spiegare il perché di questo percorso, ma era necessario farlo. Certo non si può disconoscere che qualora il provvedimento della Prefettura fosse stato favorevole agli esponenti, ora staremmo a scrivere un’altra storia. Comunque, avute le due attestazioni, il passo successivo, già previsto, sarà quello di adire il Tribunale Amministrativo Regionale di Roma. Posso anticipare che, qualora necessario, i ricorrenti si rivolgeranno anche al Consiglio di Stato. Pertanto, ritenendo Scarso persona intelligente, queste cose le avrà immaginate e da qui nascerebbe la sua idea di istituire un Ufficio Legale in federazione. Però attribuirne le responsabilità dei costi all’opposizione, ovviamente nel caso in cui le voci che circolano siano veritiere, mi sembra una puerile scusa per giustificare i relativi costi di fronte agli affiliati. Insomma un po’ di serietà!

A Cagliari erano presenti alcuni Consiglieri, i quali, sembra abbiano cominciato a pensare al dopo Scarso. Non è dato capire se a fine mandato o legislatura durante. Gli spifferi riferiscono che autorevoli componenti la compagine del Presidente si stiano sfilando e parrebbe che addirittura aspirino alla Presidenza. Insomma una grande turbolenza in quel gruppo che, forse, avendo preso consapevolezza di un certo declino, cerca di organizzarsi per conservare la poltrona.

Oltre le questioni legali, Scarso dovrà gestire anche i suoi rampolli: ci riuscirà? Ai posteri l’ardua sentenza.
Ezio RINALDI

venerdì 12 maggio 2017

ELEZIONI C.O.N.I. ED IL RUOLO DELLA F.I.S.

Il giorno 11 maggio 2017, presso il salone d’Onore del Palazzo H (CONI), si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Governo dello sport Italiano. Tralascio gli aspetti relativi all’inizio dei lavori, che ha visto l’intervento di introduzione del Presidente uscente e la nomina del presidente dell’assemblea, perché voglio porre in evidenza come sia stata assicurata la segretezza del voto, con la chiamata in ordine alfabetico dei votanti, ai quali veniva consegnata la scheda nei pressi della cabina elettorale, che si trovava a non più di 3/4 mt. di distanza. Cosa che la Federscherma nelle ultime tornate elettorali (2012-2016) non ha garantito – ho ancora le foto di gente che girava tranquillamente con le schede in mano e con la possibilità, quindi, di far vedere il proprio voto.
Il Presidente SCARSO, a seguito della decisione della Prefettura di Roma, ha potuto esercitare il proprio diritto di voto, ma ho visto un uomo alquanto preoccupato e deluso, il quale al momento della elezione/riconferma di MALAGO’ ha applaudito ma non si è alzato in piedi al pari di tutti gli altri suoi colleghi. Probabilmente deluso dal fatto di non essere stato riconfermato nella Giunta e di lasciare un incarico prestigioso. L’ho visto malinconicamente solo, le immagini televisive mi hanno dato questa impressione, e molto assorto nei suoi pensieri. Insomma per dirla alla Ferretti (indimenticato radiocronista di ciclismo)”un uomo solo al comando ed è Fausto Coppi”, anche il Presidente FIS è parso un uomo solo, ma non al comando e nelle retrovie.
I pensieri di SCARSO, probabilmente, derivano dal fatto che pur avendo ottenuto una parziale vittoria sulle modifiche statutarie, la situazione non gli consente di essere tranquillo e sereno. Infatti gli esponenti hanno chiesto l’accesso agli atti della Prefettura e, probabilmente, del CONI, al fine di acquisire i documenti relativi alla consulenza chiesta all’Avvocatura dello Stato ed il parere che la stessa ha fornito. Peraltro il provvedimento della Prefettura, firmato da un funzionario, è privo delle relative motivazioni (obbligo di legge), quindi impugnabile a 360°. Pertanto ritengo ragionevole supporre un intervento al TAR, e se a tutto ciò si aggiunge il dato che il Presidente nelle tornate elettorali che lo hanno visto presente, ha perso ogni incarico, è giustificato il suo umore. Quindi la federscherma non è più titolare della Presidenza della Confederazione dei Paesi del Mediterraneo, della vice presidenza della FIE e, cosa molto grave, la vice presidenza vicaria del CONI, ma ancor più il seggio in Giunta. Una discesa incredibile che vede lo sport più medagliato, in Italia e forse nel mondo, fuori dalle stanze che contano. A nulla serve ricordare che a livello FIE il Presidente FIS siede nel Comitato esecutivo ed in ogni commissione vi è un italiano: la realtà dice che SCARSO non ha una delega (al momento questo è dato sapere) e l’unico italiano che conti qualcosa è il Dr. FIORE in quanto presidente della commissione medica.

D’altra parte mi diceva il Presidentissimo Nostini che un vero dirigente dimostra di essere tale quando scende da cavallo e non quando sale.
Al riconfermato Presidente MALAGO' ed alla sua Giunta un grandissimo " In bocca al lupo".
Ezio RINALDI

mercoledì 10 maggio 2017

APPROVATE LE MODIFICHE STATUTARIE

La Prefettura di Roma ha approvato  le modifiche dello Statuto federale iscrivendolo nel Registro delle persone giuridiche.
Sono già stati richiesti gli atti per impugnare al Tar il provvedimento prefettizio.
Sicuramente dall’approvazione discendono una serie di conseguenze giuridiche che Federazione e CONI faranno bene a valutare attentamente.
Sarà cura di questo blog dare notizia di tutti i successivi sviluppi.
Personalmente non ero trionfalista prima e non sono depresso oggi. Peraltro bisognerà leggere con attenzione la richiesta di parere all'Avvocatura dello Stato e la risposta di quest'ultimo.
Pertanto, sulla base di tale decisione il Presidente Scarso dovrebbe avere diritto di voto nelle elezioni  per il nuovo governo del CONI, che si svolgeranno domani 11 maggio 2017 a Roma presso il palazzo H. 
Ezio RINALDI

martedì 9 maggio 2017

CARTELLINO NERO: è uguale per tutti?

Buonasera, appassionato di scherma seguo da sempre con vivo interesse questo blog.
Sono di ritorno da Caorle dove ho assistito alle competizioni della coppa Italia.
Nel corso della competizione di sciabola maschile, in un assalto molto tirato per i 32, un atleta che non aveva condiviso la decisione arbitrale nell'arbitraggio dell'ultima stoccata e che aveva deciso l'assalto in senso a lui sfavorevole, ha reagito con intemperanza ed ha scaraventato con violenza maschera ed arma per terra. L'arbitro, quindi, gli ha mostrato il cartellino "nero".
Sin qui il fatto.
La decisione "sacrosanta" in se, avrebbe avuto conseguenze davvero pesanti per l'atleta che, acquisito il diritto a partecipare ai prossimi campionati italiani, avrebbe visto, per tale via, compromessa irreversibilmente la sua partecipazione a quella competizione (che si terrà a Cagliari tra cinque giorni).
Questo è almeno quanto ricavo dalla lettura delle norme di giustizia federale che in tema di "espulsione" (comminata attraverso il cartellino nero t.114) stabiliscono all'art.24 comma 3 che " la squalifica per almeno una gara si applica automaticamente in caso di espulsione da una competizione".
Uso espressioni al condizionale perché immagino che la "squalifica" sia in un qualche modo "rientrata", con l'applicazione di regole che non conosco, ed è questo il motivo di questa mia mail. Questa conclusione discende dalla consultazione dei documenti di gara, resi pubblici sul sito federale, che espongono "regolarmente" in classifica l'atleta, con occupazione di una posizione che, vigente l'espulsione, a mente dell'art.12 delle disposizioni dell'attività agonistica avrebbe, invece, dovuto restare vuota.
Aggiungo che il regolamento tecnico per le gare di scherma prevede espressamente la fattispecie in esame. Ed infatti, la regola t 87 punto 3 lettera b indica, senza tema di smentita, come passibile di essere sanzionata con le penalità del quarto gruppo (espulsioni) i comportamenti del tiratore contrari allo spirito sportivo come (testualmente) " tirare violentemente e pericolosamente la maschera (o qualsiasi altra parte dell'equipaggiamento)"
Vengo al dunque: 
A me sembra che in casi, come quelli in esame, la decisione arbitrale rientri tra quelle cd. " di fatto" e, pertanto, irrevocabile ed inappellabile.
Se, questo è il contesto, allora, mi sfugge quale è stato il percorso normativo adottato dalla direzione di torneo di quella competizione per riammettere alla competizione l'atleta precedentemente escluso.
Sarò grato a chi mi saprà fornirmi utili indicazioni al riguardo.
Giustino


martedì 2 maggio 2017

ARBITRAGGIO ED INTERPRETAZIONE DELLE STOCCATE

Carissimi Amici e colleghi,
appena rientrato dal Gran Premio Giovanissimi, durante il viaggio di ritorno da Riccione a Torino, mille pensieri mi si sono affollati in mente. Alcuni, come ovvio, riguardano le recenti vicissitudini federali con denuncie ed esposti che chissà come andranno a finire e che cosa produrranno a livello politico, altre invece decisamente più tecniche. Intesa come tecnica schermistica.
Avendo a disposizione tempo, giornate intere, mi sono fermato tutti i giorni fino alle ultime botte delle varie gare, per osservare ed imparare. Quello che però ho maggiormente notato è stato un certo disagio nell'arbitraggio delle armi convenzionali, soffermandomi maggiormente sul fioretto che è la "mia arma", anche se lo so che un Maestro lo è di tutte e tre le specialità, ma poi sappiamo che molto spesso ci si "butta" su quella preferita e le altre si abbandonano.

Sono rimasto stupito dall'assoluta disomogeneità del giudizio di alcune situazioni, che la convenzione dovrebbe chiarire in maniera inequivocabile, ed invece risultano preda delle più diverse interpretazioni. In particolare sono due le azioni che hanno creato il maggiore numero di contestazioni ed episodi assolutamente poco chiari nella loro spiegazione.
Per semplicità di esposizione, e anche brevità perché gli articoli del blog non possono essere dei "trattati", le riassumo così:
1. "ATTACCO SULLA PREPARAZIONE": l'atleta A avanza cercando il tempo e la misura giusta dell'attacco, l'avversaria B a sua volta non si muove seguendo l'atleta A, ma a sua scelta di tempo parte in attacco anticipando le intenzioni dell'attaccante.
Descritta così appare una cosa semplice e chiarissima, ma credetemi così non è stato. Spesso ho visto l'atleta A "rincorrere" una avversaria B che precipitosamente indietreggiava verso il fondo pedana, ad un certo punto nell'incalzare dell'atleta A si limitava ad un semplice colpo d'arresto. Questo spesso veniva interpretato, appunto, come "Attacco sulla preparazione". Ora, a me come Maestro (diplomato all'Accademia), mi pare abbastanza chiaro che un "attacco" deve avere tutte le caratteristiche tra cui la "conditio sine qua non" di essere eseguito andando avanti, e non arretrando. Se guardate i filmati su Youtube delle gare internazionali, siano esse di categoria U20 o Assolute, mai viene in mente a nessun arbitro di assegnare una stoccata in attacco ad uno schermitore che arretra. Poi si dovrebbe anche stabilire con chiarezza cosa si intenda per "preparazione". Essa certamente non può essere misurata in passi (e quanti poi? due? cinque?). Appare per un Maestro chiaro che un attacco portato su una avversario B che fugge dovrà per forza di cosa essere composto da più passi, perché occorre rincorrerlo, definire questa come una "preparazione" la trovo una enorme forzatura che costringerebbe da oggi gli atleti a compiere minimi movimenti di attacco proprio per non esporsi a questa interpretazione dell'avanzamento.
2. "DIFESA DI MISURA": l'atleta A decide di arretrare per mandare a vuoto l'attacco dell'avversario B, quindi immediatamente riprende lui l'attacco ed entrambi si toccano.
Fino a poco tempo fa non c'erano dubbi su questa azione, l'atleta A era in attacco in quanto l'avversario B aveva esaurito la sua ragione con l'affondo, o comunque con il tentativo di colpire l'atleta A. Oggi mi è sembrato un autentico terno al lotto. Molti arbitri sono in difficoltà nel distinguere una "ripresa di attacco" da una "rimessa", e finiscono troppo spesso col dare ragione alla seconda, eliminando così la convenzione. Anche in questo caso si dovrebbe spiegare meglio la differenza tra un attacco a seguito di un altro e un semplice secondo tentativo di colpire, senza nessun ulteriore avanzamento.
Ci sarebbe ancora da discutere su alcune interpretazioni, oramai consolidate, di rimesse a seguito di una parata e risposta che non tocca, o sui gradi delle parate rispetto alle prese di ferro, ma credo già con queste due situazioni di avere messo abbastanza carne al fuoco. Adesso aspetto le repliche, sia da parte dei miei colleghi che da chi arbitra, nella speranza di riuscire a fare chiarezza.

Per noi tecnici è importante tornare a casa con idee chiare su cosa spiegare ai nostri allievi.
Paolo CUCCU

domenica 30 aprile 2017

LA MANO IGNOTA

Fabrizio ORSINI
Questi ultimi mesi sono stati segnati pesantemente non solo dalle medaglie sportive, ma anche dalle carte giudiziarie e da presunte irregolarità nello statuto, compresa la registrazione presso la Prefettura di Roma.
Un aspetto che poco si evidenzia riguarda l'autore che ha modificato lo statuto, che attualmente va detto è ignoto. 
E' un enigma celato all'interno della vicenda e sarebbe buona cosa appurarne l'autore. Chi conosce l'organigramma della Federazione, non può fare a meno di scorrere i nomi degli addetti allo statuto nel tempo e di chi avrebbe dovuto controllare e poi firmare e quindi farsi una idea, ma è ingiusto additare questo o quello come "autore ignoto". 
Tutta la vicenda è intrisa di mistero ed è questa l'opera di chi sta cercando di ottenere chiarezza, non per voler male alla FIS ma affinchè sia tutto svolto nella regolarità delle norme giuridiche.

Audace la mano ignota che ha pensato di "correggere" a modo suo lo statuto, per sue sempre ignote ragioni: ancora più audace la mano di chi voglia giustizia e legalità nella federazione più bella dello sport italiano.
Fabrizio ORSINI

martedì 25 aprile 2017

L'ACCADEMIA DELLA SCHERMA CERCA CASA

Da Il Mattino.it del 23 aprile 2017

(http://sport.ilmattino.it/altrisport/l’accademia della scherma cerca ancora una sede intanto Napoli non è più sede per gli esami da maestro 2399619.html)

L'Accademia della Scherma cerca
sede: «A Napoli niente esami»
di Pino Taormina
“L'Accademia Nazionale della Scherma cerca ancora casa. Fondato a Napoli nel 1861 (156 anni fa), dal 1880, in virtù di un regio decreto, ha il compito di esaminare e diplomare coloro che intendono conseguire il titolo di maestro di scherma, requisito indispensabile per “aprire” una sala e praticare l’insegnamento di tale sport. Tale prerogativa è sempre stata normativamente confermata negli anni successivi, fino ad una recente direttiva europea (recepita nel nostro ordinamento) che, richiamando il decreto del 1880, sancisce l’esclusivo ruolo dell’Ente per quel che riguarda il conferimento del titolo professionale.
Le sedute di esame (fino al marzo di quest’anno) si sono sempre svolte a Napoli. I candidati provengono da tutta Italia e anche dall’estero (Europa, ma anche USA, sud America ecc.).
"La Federazione Italiana Scherma (FIS) ha sempre riconosciuto la validità degli esami organizzati e gestiti dall’Accademia, tanto che – addirittura – anche nel suo statuto, tale compito è riservato al predetto ente", racconta il vice presidente dell'Accademia, il magistrato Maurizio Fumo. 
Tuttavia, nel marzo di questo anno, la FIS, ha deciso di organizzare in proprio gli esami, fissando come luogo di svolgimento Roma (e non più Napoli) e riservando all’Accademia un ruolo meramente formale, ruolo che è stato rifiutato. Il TAR Lazio, pronunziando sulla richiesta di sospensiva inoltrata dall’Accademia ha affermato che la potestà di svolgere esami non è esclusiva dell’Accademia (ma evidentemente concorrente). La conclusione è che si sono svolte due sedute di esami, una a Napoli, tenuta dall’Accademia e una a Roma, tenuta dalla FIS.
Naturalmente, dopo il giudizio cautelare, si svolgerà quello di merito, nel corso del quale la questione verrà riesaminata in maniera più approfondita e con una maggiore aderenza alle fonti normative.
"Nel frattempo, sono state presentate interrogazioni e interpellanze parlamentari su tale questione, oltre che sulla gestione interna della Federazione Italiana Scherma, anche alla luce di esposti presentati alla Prefettura di Roma dall’Accademia e da un legale siciliano", spiega il vice presidente dell'Accademia.
A seguito della presentazione di tali esposti la Prefettura non ha, allo stato, registrato il nuovo statuto FIS ed ha chiesto chiarimenti agli enti interessati (CONI, FIS, Accademia Nazionale di Scherma). È evidente che, se tali esposti dovessero essere accolti, ne conseguirebbe la illegittimità del nuovo assetto federale e, a cascata, la invalidità degli atti posti in essere nel frattempo dalla FIS, compresi, probabilmente, gli esami cancellati a Napoli e trasferiti a Roma, circostanza in relazione alla quale si spera anche in un incisivo intervento del Sindaco de Magistris.”
Questo l’articolo apparso su “il Mattino.it”, mentre in giro per il mondo vi è un testo di scherma scritto da Bill GAUGLER che fa promozione alla scuola italiana di scherma e per essa all’Accademia Nazionale, che rilascia i diplomi per maestri.

Bill Gaugler, morto qualche anno fa era uno de 5 capi Dipartimento dell’Università di San José, in California, e direttore del corso di specialistica in scherma. Il suo testo, tradotto in più di 30 lingue è il solo che si possa trovare ancora nelle librerie. Egli ha dedicato la sua vita alla scherma, per la quale spendeva tutti i suoi guadagni. Alcuni nostri maestri sono stati suoi ospiti a San José ed egli stesso è venuto in Italia per assistere a lezioni di scherma presso le Università Italiane. Si diplomò presso l’Accademia Nazionale di Scherma di Napoli, senza mai mancare occasione negli USA in cui non magnificasse la scuola schermistica italiana e l’Accademia in particolare. Mentre in Italia la FIS ha deciso di annullarla, in barba a quanto il suo stesso statuto regola.
Dell’Accademia si può dire tutto il bene o tutto il male di questo mondo, ma rimane una istituzione: non è certamente fatta di santi e molte decisioni assunte in passato potrebbero essere discutibili, ma chi non ha mai preso decisioni sbagliate? Può forse dirlo la FIS, che in quanto a decisioni sopra le righe ne ha prese tante? Basti pensare da ultimo alla modifica statutaria effettuata senza potere. Non per questo qualcuno ritiene che la federazione debba essere cancellata: modificata si, cancellata no. Lo stesso discorso vale per l’Accademia e prima si assimila questo assioma, prima si esce dalla crisi attuale tra F.I.S./A.N.S.
Ezio RINALDI

sabato 22 aprile 2017

CANDIDATURE AL CONI, IL SOTTOSCALA E LE POSIZIONI F.I.S.


Giorgio SCARSO
Il 20 aprile, giorno in cui scadevano i termini per la presentazione delle candidature alla Giunta (governo) del CONI è trascorso. Tra i candidati non figura l’attuale vice presidente vicario Giorgio Scarso. Quindi la scherma è fuori dai giochi. In Consiglio nazionale siederà Margherita Granbassi e lo stesso Scarso in quanto presidente di federazione. Da alcune voci di corridoio sembrerebbe che l’ex fiorettista sia stata voluta direttamente da Malagò, quindi non una scelta di Scarso.
Lo sport olimpico più medagliato sta perdendo sempre più posizioni nell’ambito dell’organizzazione sportiva. All’indomani della riconferma del presidente FIS nel Comitato Esecutivo della FIE mi congratulai con lui, certo che sarebbe stato riconfermato anche quale vice presidente: sono stato clamorosamente smentito. C’è di più, dei candidati alle presidenze delle varie commissioni solo il  Dr. FIORE è riuscito a farsi eleggere, probabilmente più per le sue capacità che non per un preciso progetto politico. Risulta anche che Scarso non abbia deleghe: ad essere buoni si potrebbe pensare che sia un jolly.
La F.I.S. ha inventato la Confederazione dei Paesi del Mediterraneo e Lioniero Del Maschio ne è stato il primo dirigente per diversi anni: ora il testimone è passato ad altre nazioni, pur avendo la FIS presentato il proprio candidato al rinnovo delle cariche elettive: una sconfitta.
sottoscala
Ora, come riporta Fulvio BIANCHI in Repubblica.it, nella rubrica “Spy calcio”: “non si sa nemmeno come andrà a finire la vicenda della Federscherma con la Prefettura di Roma” presso la quale pende un ricorso sulla iscrizione dello statuto nel registro delle persone giuridiche e che potrebbe portare all’assunzione di provvedimenti molto pesanti. A dire il vero la Prefettura ha già risposto agli esponenti, comunicando loro che, stando alle memorie inviate dalla FIS, le modifiche dello statuto sarebbero regolari, ma, nel contempo li ha invitati a produrre le loro controdeduzioni. Intanto la federazione continua a non avere un statuto approvato.
Fino ad oggi gli esponenti si erano limitati a segnalare i fatti, ma adesso quando avranno l’occasione di argomentare in diritto le proprie ragioni e smentire in fatto e in diritto le memorie della federazione, sarà abbastanza difficile che la prefettura possa procedere all’ annotazione dello statuto.
In ogni caso molto difficilmente la questione si fermerà alla decisione della prefettura perché ci sono diversi aspetti che esulano dalla competenza di questo organo, che gli esponenti sembrano intenzionati a segnalare nelle sedi opportune.  E certamente qualora la prefettura dovesse aderire alle motivazioni della federazione il provvedimento sarà impugnato al Tar.
Insomma una brutta vicenda che non avrà un epilogo a breve scadenza e che svilisce l’immagine della Federazione.

Certo, quando Scarso, durante il suo intervento in assemblea, affermò che aveva preso la federazione dal sottoscala riportandola alle posizioni che merita dimenticò di dire che tali posizioni si trovavano sottoterra.
Ezio RINALDI

giovedì 20 aprile 2017

ILLUMINAZIONE

avv. Gaspare FARDELLA
Conoscenza – Gnosi – Saggezza – Sapienza – Ragione – Armonia – Unità – Estasi – Risveglio – Beatitudine – Purezza – Liberazione – Intuizione – Verità – Trascendenza – Trasformazione – Autorealizzazione – Illuminazione – Chiarezza – Pace interiore – Santità – Rivelazione – Pura Coscienza.
Nel corso della storia, diversi studiosi hanno utilizzato questi termini per definire e catturare l’essenza dell’Illuminazione.
Il grande filosofo Platone ci ha lasciato, nel suo «Mito della caverna», un’elegante metafora dell’Illuminazione con la «I» maiuscola e di quella con l’iniziale minuscola.
Il mito racconta di un gruppo di persone imprigionate,fin dall’infanzia, all'interno di una caverna, ove le persone sono incatenate in modo tale da poter vedere solo la parete di fronte a loro.
Dietro di essi c’è, però, un fuoco acceso, che proietta le loro ombre sulle pareti della caverna.
I prigionieri sono affascinati dalle ombre e si interrogano su cosa queste siano. Con il passare del tempo, non sapendo l'origine e la reale essenza di tali ombre, essi si creano diverse convinzioni riguardo alla natura delle stesse, tanto da arrivare a convincersi che le medesime ombre descrivano o, addirittura, siano la realtà.
Un giorno, uno dei prigionieri riesce a liberarsi e, voltatosi, vede il fuoco e le altre persone che producono le ombre. Inizialmente è scioccato e sorpreso; ma, poi, è intrigato dal fenomeno, perché capisce che le cose sono molto diverse da come credeva.
Questo rappresenta, però, l’illuminazione con la «i» minuscola, la folgorazione iniziale che inizia a cambiare la sua visione del mondo. Si volta per guardare di nuovo la parete della caverna, ma gli è impossibile tornare al suo vecchio modo di pensare. Si trova tra due mondi, perché ha intravisto una parziale verità.
Il racconto di Platone non termina qui.
Con grande trepidazione, l’uomo decide di uscire dall’oscurità della caverna. Quando i suoi occhi si adattano al sole, vede la profonda bellezza del mondo reale: i colori, le forme degli alberi, il villaggio che si vede in lontananza.
Ora, comprende l'enorme differenza tra la piccola luce del falò – la «i» minuscola – e la profonda luce dell’universo: l’Illuminazione con la «I» maiuscola. Capisce, finalmente, di essere testimone di una verità più grande.

La metafora è chiara.
Passiamo la maggior parte della nostra vita sperimentando solo delle ombre della realtà; se, però, riusciamo a liberarci dalle nostre supposizioni e credenze (la nostra caverna di ignoranza) possiamo diventare illuminati, prima in misura ridotta, poi, possibilmente, in un modo totale; a quel punto, la nostra vita non è più la stessa.
Per scorgere, dunque, una vera ed ILLUMINATA realtà, non basta una qualunque fioca fonte luminosa a squarciare il buio della tenebrosa caverna, ma occorre uscire all'aperto ed andare incontro alla luce.
Cordialmente.
Gaspare Fardella