mercoledì 21 giugno 2017

IL NUOVO CORSO PER GLI ESAMI DI TECNICO DI SCHERMA.

Il 16 e 17 giugno a Roma, presso la palestra di scherma del Centro Sportivo Giulio Onesti si sono svolti gli esami indetti dalla federazione e la conseguente consegna dei diplomi di Istruttore di scherma di II e III livello, ovvero Istruttore Nazionale e Maestro di scherma.
Salta subito all’occhio il rilascio del diploma di Maestro di Scherma. Non è stato ancora chiarito se la FIS sia abilitata al conferimento del diploma, poiché al momento l’unico ente riconosciuto per la concessione del titolo è l’Accademia Nazionale di Scherma.
La cerimonia di attribuzione dei titoli ha visto schierati in prima fila, come in un grande evento, e non era mai avvenuto prima, tutti i protagonisti che hanno dato vita all’avvenimento: gli esponenti dell'Associazione Italiana Maestri di Scherma ed i rappresentanti della Federazione Italiana Scherma, che erano ben allineati per consegnare i diplomi ai partecipanti, i quali con tale atto venivano abilitati all'esercizio dell'insegnamento della scherma. Nulla da eccepire se non che permane il dubbio sul fatto che la federazione possa conferire il titolo di tecnico di scherma dato che tale potere non le è riconosciuto da alcuna disposizione normativa o regolamentare e che la tanto sbandierata ordinanza (e non sentenza come a torto si è detto) nulla dice a favore di tale possibilità.
Comunque un piccola curiosità mi viene in mente e cioè, nella considerazione che i migliori maestri formatori al mondo (per riconoscimento della stessa FIS) continuano ad essere estranei in questi esami e, ormai da anni, anche come docenti ai corsi, sarebbe apprezzabile conoscere il nuovo sistema di designazione degli esaminatori e dei docenti.
Ciò che la gente non sa, tanto meno i nuovi tecnici, è che qualche giorno fa era stato conferito un mandato ad un autorevole esponente dell’Accademia Nazionale di Scherma per una mediazione che potesse riaprire un dialogo finalizzato al ripristino di quella normalità per la quale i rapporti FIS/ANS erano improntati alla massima collaborazione e vicendevole riconoscimento.
Evidentemente tutto è fallito.
Non mi interessa sapere ora “il perché ed il per come” capisco solo che questa federazione ed i suoi più accaniti sostenitori hanno cancellato 150 anni di storia e di tradizioni e qui vale la pena ricordare che “chi vuol negare la propria storia non potrà costruire il proprio futuro”.
Per comprendere appieno il comportamento della FIS, bisogna interpretare l’azione che è stata portata a termine, come se si avesse fretta di chiudere e di inviare a qualcuno un messaggio del tipo “Intanto abbiamo diplomato i nostri maestri(!?!?!?) ed in futuro sarà la stessa cosa.“ Come a dire siete morti e sepolti. Un atto, nel contesto attuale, privo di lungimiranza politica, ma tant’è in Italia siamo abituati al fatto che chi comanda possa fare quel che crede senza preoccuparsi delle conseguenze. Lo fanno i nostri governati che così danno l’esempio di come si gestisce il potere. Nella storia della Federazione non era mai successo che si arrivasse a tanto.
Forse l’Accademia avrà commesso qualche torto, ma sarà stato talmente grave da causare tutto questo?. Le verità stanno sempre nel mezzo, quindi mi domando:” la FIS non ha colpe? Ha sempre agito in perfetta armonia con le norme? I recenti fatti riguardanti lo Statuto suggeriscono diversamente e la vicenda a questo proposito è ancora tutta da definire.
Ezio RINALDI

lunedì 19 giugno 2017

CAMPIONATI EUROPEI TBLISI 2017

Panoramica notturna di Tblisi
Si sono chiusi gli Europei di scherma a Tblisi, in Georgia con un bottino di 11 medaglie azzurre.
Alcune di queste erano quasi del tutto annunciate, quella di Daniele Garozzo così come quella di Arianna Errigo. Inaspettato l’argento della sciabola di Rossella Gregorio così come l’oro della squadra di sciabola femminile. Paolo Pizzo argento nella spada ha certamente meritato, benché l’altissimo Borel non gli abbia dato alcuno scampo in finale, se non una manciata di stoccate di rimonta in un breve minuto di calo. La sciabola maschile ha visto il ventiduenne Curatoli (terzo accanto al georgiano Badzaze) fronteggiare un formidabile Szilagy che però ha conquistato solo (si fa per dire) l’argento, dietro il tedesco Hartung. E se le donne del fioretto sono volate letteralmente in finale vincendo, gli uomini non sono riusciti a scalfire i russi che poi hanno vinto l’oro, accontentandosi solo del bronzo, conquistato combattendo contro i tedeschi.
L’Italia continua ad essere nel continente Europeo la nazione chiave della scherma. Gli elogi o, se volete, i complimenti vanno ripartiti tra gli atleti, i maestri e le società, civili e militari.
Dall’anno 2005, i successi dell’Italia seguono un andamento medio alto in maniera costante, salvo qualche eccezione.
L’Italia, può dirsi fiera del valore dei propri atleti, maestri e società sportive, che con grandissima passione e spirito di sacrificio, raggiungono vette altissime di rendimento e risultati.
Nella analisi numerica potete ben costatare che l’Italia dal 2005 a Zalaerseg, fino a Tblisi, ha vinto  100 medaglie, una cifra considerevole ed al tempo stesso emblematica: 57 medaglie nel fioretto, 24 nella sciabola e 19 nella spada. E’da notare che prima di Tblisi, le migliori prestazioni sportive degli italiani siano state a Sheffield, Strasburgo e Montreux, negli anni precedenti le olimpiadi, tutte con dieci medaglie. Le 11 medaglie di Tblisi, in confronto alle altre edizioni, sembrano raggiunte come in un gioco da ragazzi con un trend sempre alto, che rispetto alla prova di Torùn del 2016, con 5 medaglie e le 4 di Izmir e le 3 di Legnano, mostrano una Italia come una squadra composta da extraterrestri.
Analizzando i dati nell’arco di 12 anni, si pone in evidenza il numero di medaglie del fioretto e stupisce che non sempre la prestazione a squadre segua quella individuale, salvo rare eccezioni. Infatti, il frutto del successo è dato dalle singole prestazioni individuali, poiché su 57 podi, 37 sono individuali e venti a squadre. Simmetrica prestazione, invece, per la sciabola, la quale delle 24 medaglie conquistate, 13 sono individuali e 11 a squadre. Quasi un pareggio, tenendo conto che quando gli sciabolatori andavano a podio nell’individuale, nella squadra non brillavano e viceversa. La spada purtroppo ha visto i peggiori blackout della sua storia. Le faticatissime 19 medaglie 1,6 per anno circa, mostrano un settore che fatica enormemente a crescere, nonostante i numeri dei suoi praticanti. Probabilmente a livello internazionale l’arma è livellata verso l’alto, conseguentemente la rendono difficile e competitiva. Il 2005 e il 2012 sono gli anni peggiori, con zero podi, un po’ più felici il 2009, 2010, 2011, 2013 e 2016 che hanno portato una sola medaglia, con i due picchi del 2008 e del 2014 che ne hanno portate tre, tutte le altre edizioni ne hanno avute due. E mentre la sciabola ha una media di 2 medaglie per anno, il fioretto ha una media stratosferica 4,75.
Peccato che le prove continentali corrispondenti all’anno olimpico, e quindi valide per le qualificazioni, siano state globalmente in maniera fatale sempre tra le più magre, con 6 medaglie: Kiev 2008, Legnano 2012 e Torùn 2016.
Il Presidente federale spesso dichiara che certi risultati siano il frutto di una oculata programmazione. L’unica programmazione che la FIS porta avanti è la partecipazione a tutte le gare di coppa del modo che per far crescere gli atleti va benissimo, non certo per sviluppare e far prosperare la base. Infatti il Progetto 3R per la sciabola non ha prodotto alcunché ed i CAF hanno seguito lo stesso trend.
Intanto, ai ragazzi, ai loro maestri ed alle società, militari e civili vada il ringraziamento del mondo sport e della scherma in particolare.
12 giugno
Fioretto Maschile
1° Garozzo D.; 2° Safin; 3°Avola; 10. Foconi (ITA), 21. Nista (ITA).
Sciabola Femminile
1^ Kakhiani (georgia):2^ Gregorio; 3^ Pusztai (Hun) Pascu (rom); 6. Gulotta (ITA);21. Vecchi (ITA); 25. Criscio (ITA).
13 giugno
Fioretto Femminile
1^ Errigo; 2^ Deriglazova; 3^ Volpi ; Batini (ITA); 23. Mancini (ITA)
Spada Maschile
1° Borel; 2° Pizzo; 3° Khodos – Novosjolov;11. Fichera (ITA), 51. Garozzo (ITA), 54. Santarelli (ITA).
14 giugno
Fioretto maschile a squadre
1^ Russia; 2^ Francia; 3^ Italia
Sciabola Femminile a squadre
1^ Italia; 2^ Russia; 3^ Francia.
15 giugno
Spada femminile
1^ Kolobova (Rus); 2^ Ndolo (Est); 3^ Szasz – Belaijeva; 9. Rizzi (ITA),18. Navarria (ITA), 20. Fiamingo (ITA), 23. Santuccio (ITA)
Sciabola maschile
1° Hartung (Ger); 2° Szilagy (Hun); 3° Curatoli – Bazdaze (Geo); 11. Samele (ITA), 20. Berrè (ITA), 38. Montano (ITA).
16 giugno
Fioretto femminile a squadre
1^ Italia; 2^ Germania; 3^ Ungheria
Spada maschile a squadre
1^ Russia; 2^ Ucraina; 3^ Rep. Ceka; Italia 7^
17 giugno
Spada Femminile a squadre
1^ Francia; 2^ Russia; 3^ Romania; 8^ Italia
Sciabola maschile a squadre
1^ Russia; 2^ Italia; 3^ Romania
Fabrizio ORSINI

domenica 18 giugno 2017

UN GRAVE LUTTO PER LA SCHERMA ITALIANA: è morto il Maestro Pier Luigi CHICCA.

Dopo una lunga malattia è venuto a mancare nella notte il maestro Pierluigi Chicca. 
Nato a Livorno il 22 dicembre 1937, è stato un eccellente sciabolatore vincitore di due medaglie d'argento ed una di bronzo ai giochi olimpici di Roma, Tokio e Città del Messico.
Cresciuto schermisticamente sotto la guida del Maestro Bela Balogh, ha fatto parte dello storico Circolo Scherma Fides di Livorno.
Nel 1969, terminata l'attività agonistica, ha iniziato la carriera di allenatore con la nazionale messicana nelle tre armi.
Da maestro, ha esportato la scherma azzurra e la sciabola in particolare in Paesi come l'Egitto, Messico, Spagna e Brasile. Proprio come Direttore tecnico ha seguito la Nazionale brasiliana fino ai Giochi Olimpici di Londra2012.
Fu Commissario tecnico anche della Nazionale azzurra di sciabola dopo i Giochi Olimpici di Sydney2000 sino a gennaio 2002.
Una perdita molto grave sotto l’aspetto tecnico, ma ancor più sotto quello umano. Egli è stato un ambasciatore della scherma italiana nel mondo.
Negli ultimi anni, è stato coordinatore di diversi corsi di formazione magistrale promossi dalla Federazione Italiana Scherma, durante i quali non ha mancato di trasmettere la sua grande passione e competenza ai giovani maestri italiani.
Alla famiglia giungano le più sentite condoglianze di Piazza della Scherma.

Ezio RINALDI

domenica 11 giugno 2017

FORMULE DI GARA E COMUNICAZIONI CONFUSE

Panorama di Gorizia
Stanno per avere termine i campionati italiani assoluti, i quali hanno detto molte cose tra cui il sistema di svolgimento delle gare. Non mi soffermo sul lato tecnico in quanto trattandosi di Campionati Italiani ritengo di non dover analizzare tale aspetto. Certamente la standardizzazione della formula di gara per i cadetti, giovani ed assoluti se da una parte si è rivelata estremamente positiva (tutti sanno cosa li aspetta e come comportarsi), dall’altra si potrebbe parlare di esasperata monotonia.
In passato, un po' a tutti i livelli, si tirava con gironi, eliminazione diretta e ripescaggi, formula che dava la possibilità agli atleti non solo di rimanere in gara più a lungo, ma con il ripescaggio avere la possibilità di rimediare a qualche défaillance.
Oggi vediamo che le competizioni sono strutturate per fare gironi e diretta, con formula di gara identica dai cadetti agli assoluti, con la conseguenza che gli atleti devono percorrere molti chilometri per raggiungere il luogo di gara per poi effettuare 5 o 6 assalti e tornarsene a casa.
Le gare si assomigliano talmente tanto che una vale l'altra, per cui, se si tratta di una gara regionale, potremmo dire che si risolve in giornata: non senza sforzo, in quanto generalmente le gare cominciano talmente presto che pare si debba andare a caccia, più che a scherma; invece se è di ordine interregionale o zonale, o peggio ancora nazionale, la faccenda si complica non poco.
Intanto gli orari, poiché le fatidiche ore 09,00 del mattino per chi stanzia a pochi km dal luogo di gara non sono un problema, ma per chi deve percorrere più di 2 ore di viaggio, non può far altro che pernottare dalla sera prima. Ovviamente lo sforzo lo si fa se il gioco vale la candela, cioè se la gara vale la pena di giocarla, e per quelli che si fanno 5-6 assalti e in taluni casi nemmeno la diretta, voi capite, che l'orizzonte rimane lontano, e le gare di livello nazionale viene voglia di non farle più. Si potrebbe obiettare che i numeri delle adesioni agonistiche siano in aumento, ma i conti si fanno guardando anche le potenziali adesioni ad ogni gara. Qualcuno ha anche lamentato che le competizioni siano così strutturate perché devono essere comode per chi le organizza, presto in pedana, presto si smonta, presto si pulisce, presto si va a casa, presto si incassa, gli arbitri hanno la giornata comoda, lo staff non si perde in lungaggini, cosicché la gara corta è comoda per tutti, tranne che per gli atleti, molti dei quali per la modica cifra di 20€ + le spese di viaggio tirano per una manciata di assalti e vanno a casa. Non era così anni addietro quando il computer non esisteva, ma era chiaro che la gara era un momento comprensivo di molteplici sfaccettature e garantiva il prezzo della trasferta (allora non si pagava per fare le gare).
Avrete certamente capito, che sarei più favorevole allo svolgimento di una gara che desse maggiori soddisfazioni all’atleta, agli accompagnatori ed ai genitori, non solo dal punto di vista risultato quanto da quello organizzativo e strutturale (formula di gara e tasso di ammissione alla fase finale determinato dal numero complessivo dei partecipanti alle fasi eliminatorie, uguale per tutti).
La situazione attuale non risponde appieno alle aspettative della base e se poi a ciò aggiungiamo anche la insufficiente chiarezza dei comunicati della FIS, il quadro diventa catastroficamente completo. A tal proposito riporto, sinteticamente, un commento, riferito all’articolo “TRASPARENZA” apparso proprio su questo blog:
Articolo 5 "Disposizioni Attività Agonistica 2017/2018 : Formula di gara per i Campionati Italiani assoluti, Giovani e Cadetti:
- un turno di 6 gironi da 6 o 7 tiratori senza eliminati.
La FIS ha emesso un comunicato con il quale informava che, causa un errore rispetto a quanto deciso dal CF lo scorso anno, ci sarebbe stata una percentuale di eliminati dopo i gironi. Poi si è corretta avvisando che, poiché gli atleti sono stati avvertiti tardi e per giunta sul luogo di gara, per questi campionati non si eliminava nessuno. Successivamente la Federazione ha reso pubbliche le Disposizioni per l’attività agonistica e si scopre che per il prossimo anno dopo i gironi non si elimina nessuno.
Il commento fa riferimento anche ad altre situazioni, ma è più che sufficiente quanto riportato nella sintesi per capire che ci sia un po’ di confusione. Ed ecco, allora l’esigenza di una vera e propria riforma impostata sulla chiarezza e sulle aspettative della base. Ma vorrà questa federazione tenerne conto? Sembra proprio di no.
Intanto manifesto la mia personale soddisfazione per il provvedimento del CIO di ammettere alle prossime olimpiadi di Tokio 2020 tutte le armi della scherma, eliminando così quello obbrobrio della turnazione delle gare a squadre.
Fabrizio ORSINI

martedì 6 giugno 2017

TRASPARENZA

Negli ultimi tempi sono stati richiesti ed eseguiti alcuni accessi agli atti presso enti sportivi e pubblici in virtù di anomalie riscontrate in certi provvedimenti da essi assunti, in particolare CONI/FIS e Prefettura di Roma. Tali iniziative hanno generato controversie e diatribe con detti enti, qualificando i richiedenti come guastatori della stabilità esistente. In realtà si è ben capito che chiunque abbia l’ardire di chiedere trasparenza, visionando atti o chiedendone copia, assume il titolo di disturbatore dello Status quo.
Credo sia giusto chiarire che gli affiliati e tesserati possono e devono esercitare il diritto/dovere di richiedere, di prendere visione ed, eventualmente, ottenere copia degli atti federali.
Non dobbiamo dimenticare che la Federazione è, prima di tutto, un’associazione privata, che è retta dalla regola fondamentale della democraticità della struttura associativa. Da questa regola discendono come corollari la trasparenza nella gestione dell'ente, la facoltà dei soci a partecipare alla vita associativa e l’uguaglianza dei diritti e dei doveri tra gli associati.
Per poter esercitare tali poteri , gli associati hanno diritto di conoscere tutti gli atti deliberati dagli organi associativi, con l’esclusione eccezionale di quelle parti che contengano decisioni riferibili unicamente ad uno o più associati determinati, coinvolgendone dati sensibili.
Ma ovviamente si tratta di ipotesi eccezionali che devono essere rigorosamente motivate per apparire plausibili.
In generale, sarebbe auspicabile che la federazione mettesse i tesserati e gli associati in condizione di non dover chiedere gli atti, ma li rendesse visibili sul sito, magari con accesso mediante password riservato agli utenti registrati.
Così facendo darebbe quell’impressione di trasparenza che attualmente, vuoi per il ritardo nelle risposte, vuoi per i cavilli che vengono frapposti, stenta a decollare.
Vale la pena ricordare che la trasparenza amministrativa consiste, nella sua accezione più ampia, nell’assicurare la massima circolazione possibile delle informazioni sia all’interno di un sistema amministrativo, sia fra questo ultimo ed il mondo esterno.
E la FIS, come tutte le federazioni sportive, quando opera nell’esercizio di funzioni pubblicistiche delegate dal CONI è soggetta all’applicazione della l. 241/90 sull’accesso agli atti.
In questi casi, quindi, anche soggetti non tesserati o affiliati potranno richiedere in visione o in copia atti federali, ovviamente in presenza di un interesse meritevole di tutela.
La materia, piuttosto ampia ed al tempo stesso semplice, ho dovuto sintetizzarla per ragioni di spazio, ma ho avvertito l’esigenza di esprime la mia opinione sulla tematica poiché sta, come dicevo prima, prendendo sempre più radice l’idea che chiunque abbia l’ardire di chiedere atti o di conoscere in forma più dettagliata l’attività federale, e per essa del Consiglio Direttivo, sia da considerare un destabilizzatore del governo in carica: considerazione fuorviante e bugiarda, rispedita al mittente.

Ezio RINALDI

domenica 28 maggio 2017

IL PROGRAMMA MILLE MIGLIA

Salve a tutti gli amici (e non) della scherma. Anche quest'anno, per la verità con largo anticipo rispetto alle stagioni precedenti, la federazione ha pubblicato la prima bozza del calendario agonistico della prossima stagione. Anche quest'anno, come per gli anni passati, non mancano le perplessità legate alle scelta sia delle date che delle sedi. Inutile poi rimarcare come tutto rimane uguale nella sua impostazione di base, quella tanto per intenderci che era il filo conduttore già dell'attività di Nedo Nadi e Gustavo Marzi negli anni '20/'30 del secolo scorso. Da quel punto di vista in 100 anni ben poca strada è stata fatta. In compenso la prossima stagione ne faranno tantissima i tesserati, ed ancora di più i loro tecnici che seguendo più categorie avranno da vincere molti premi del programma Mille miglia. Magre soddisfazioni, ma vuoi mettere?
Troppi gli argomenti da trattare e poco lo spazio per farlo, senza dimenticarmi che dilungarmi troppo nell'esposizione otterrebbe l'effetto opposto a quello desiderato, invece di interessare il lettore lo farei addormentare.
Quindi proverò con velocissime "toccata e fuga" a fare alcune domande e sperare in qualche sensata risposta. Cominciamo con la categoria principale, ovvero gli "Assoluti". Come ogni anno saranno solo 2 le prove di qualificazione, di cui la prima il 30 settembre. Ma i campionati italiani saranno dal 7 al 10 giugno 2018, ma che senso ha piazzare una gara di qualificazione così importante 10 mesi prima del campionato nazionale??? Poi non si capisce perché la prima prova di qualificazione per il fioretto e la sciabola sia aperta a tutti mentre la seconda debba essere subordinata ad una qualificazione di zona. Ancora una volta una organizzazione contraddittoria, tanto per far spendere soldi per una trasferta in più.
Interessante sarà invece la trasferta in quel di Colle Val D'Elsa, dove il calendario ha voluto collocare l'unica prova U23 nazionale. Visto lo scarso successo in termini numerici delle ultime due edizioni, rispettivamente a Norcia e Foggia, stavolta evidentemente non si vogliono correre rischi e si è scelta una sede priva anche della stazione ferroviaria. Per vostra informazione è stata chiusa nel 1991, attualmente l'edificio ospita una farmacia mentre al posto della sede dei binari è nato un ampio parcheggio. Almeno da quel punto di vista non ci saranno problemi. Resta da chiedersi se al posto di una strana prova di qualificazione di zona non sarebbe stato più utile per tutti andare a rafforzare questa categoria inserendo una prova nazionale in più, e magari andando anche a scegliere sedi più raggiungibili dagli atleti.
Anche quest'anno avremo le due prove di qualificazione nazionale per i "cadetti" ed i "giovani", e poi la coppa Italia per quelli che non si qualificheranno direttamente. Idea egregia, giusto dare una seconda chance a tutti, soprattutto agli atleti di livello medio-basso, serve a motivarli e dare ossigeno alle società con la loro continuità di tesseramento nel tempo. Speriamo però che quest'anno la sezione "giovani" non sia limitata solo ai tre anni della categoria, perché anche questo appare un controsenso. Magari è anche interessante separare "giovani" e "cadetti", soprattutto in ambito femminile deve le seconde spessissimo spadroneggiano sulle più grandi, almeno quando la classifica scende, ma vedere garette da 20 partecipanti non si può proprio. Applicando il criterio secco del 30% out dopo il girone si rischia il controsenso di avere atlete eliminate nel girone che si qualificano per la gara più importante dell'anno. Così non ha nessun significato agonistico, una qualificazione che si possa definire tale deve almeno prevedere che un atleta per accedere al tabellone dei 16 debba superare il girone e almeno 2 incontri di eliminazione diretta. Se vogliamo invogliare le ragazze meno dotate a restare lo stesso tra noi, cerchiamo di potenziare il circuito U23 nazionale invece che creare delle gare "ghetto" dalle quali escono qualificate che fanno solo arrabbiare chi magari se la sarebbe meritata di più.
Altra considerazione a margine: considerando che le "giovani" qualificate direttamente sono state una decina circa, sommando poi quelle che hanno disputato la Coppa Italia di categoria arriviamo a una trentina di atlete dal 1997 al 1999. Questi sono i numeri su cui i CT debbono lavorare che creare una squadra nazionale competitiva a livello mondiale. Meditiamo.
Nel GPG è stato, a mio modestissimo avviso, compiuto il capolavoro. Dopo avere tanto pubblicizzato questo progetto per ravvivare la sciabola, per renderla maggiormente interessante, per creare gare numericamente più ricche, ecco nell'ambito di questi bei paroloni le due prove nazionali saranno a San Severo e Mazara del Vallo!! Cioè lontano, e non poco, da quelle zone che oramai la sciabola la stanno abbandonando. E tra le ragioni di questo anche il fatto che risulta troppo costosa sia in termini di materiali che, appunto, di trasferte. Mi sembra un controsenso assurdo, non sarebbe stato più logico magari spostare una delle specialità che hanno gare al nord in una delle due sedi meridionali e mettere una prova nazionale di sciabola al nord? Certo, la prova nazionale a squadre è a Lucca, solo che se le società non mettono ragazzini a fare sciabola, per i motivi sopra citati, mi pare evidente che non ci saranno squadre. Il Gran Premio Giovanissimi a metà maggio sembra un dispetto, quasi che per il prossimo anno la selezione di voglia fare all'ingresso, cercando di tenere lontani quanti più bambini possibile. Per aumentare i numeri occorre prima di tutto lavorare sui bambini, ma anche su quell'80% di piccole società che per questi costi sempre più folli si stanno orientando tutte sulla "monoarma", togliendo la possibilità a tanti potenziali buoni atleti di sciabola e fioretto di potersi esprimere. Non è pensabile ad oggi che una media società, per non dire quelle piccole, possa permettersi di pagare trasferte per tutta Italia ai propri tecnici. Per forza di cosa occorre dimezzare le spese, e quindi anche l'attività.
Quello che sembra anche lo spirito che anima ogni anno la scelta della sede e delle date del campionato italiano master. Anche per il prossimo anno la gara si protrarrà anche in un lunedì, non di festa ma qualsiasi, perché notoriamente l'attività Master è fatta da persone che a stare fuori casa di lunedì problemi non ne ha. E visto che a Longarone, dove quest'anno si terranno, la lunedì hanno voluto piazzarci le gare che hanno il minore afflusso, magari per il prossimo anno a Bari riusciranno a non avere proprio iscritti. Che sia questo in realtà il vero obbiettivo? Quello che fa più arrabbiare è che il buon senso, almeno quello, viene applicato solo in periodo elettorale, quando servono i voti e i tesserati è meglio non farli arrabbiare troppo, poi ovviamente passata la festa……
In questa bozza spariscono i CAF, uno dei cavalli di battaglia del presidente quando cominciò il suo percorso quale massimo dirigente della FIS. Una vero peccato, se questa mancanza dovesse venire confermata anche nella versione definitiva del calendario. Negli anni non si è mai riusciti a dare una propria identità ad una idea che avrebbe potuto essere uno dei fiori all'occhiello della federazione. Prima si è cercato di legarli alla partecipazione alle competizioni internazionali, poi si è regalato un pass per gli Open Nazionali trasformandoli in una specie di "gara-non-gara", quindi si sono tolti gli U20 e inseriti gli "Allievi", ma niente. Non si è mai voluto trasformare questo "allenamento" in un momento di crescita importante per tecnici ed atleti, sempre tutto lasciato alla buona volontà locale, che spesso (almeno per quello che riguarda il Piemonte) è decisamente mancata, decretandone l'inevitabile fallimento.
Certo, una logica in questa distribuzione di sedi e gare sembra esserci: quella del massimo profitto per chi le ospita. Le gare di spada al Nord e quelle di Sciabola al sud, la dove le due specialità registrano il maggior numero di adepti, il fioretto si cerca di tenerlo nel mezzo o verso il nord-est dove ci sono in maggiore quantità. Ma questo non è modo di sviluppare uno sport, ma di farlo morire, riducendolo ad una attività localizzata e sempre meno importante. Questo calendario, ancora una volta, mi da la netta sensazione che siano i soci al servizio della Federazione, e non il contrario come dovrebbe essere.
Paolo CUCCU

lunedì 22 maggio 2017

MEDITAZIONE

Le vicende degli ultimi tempi mi hanno indotto allo studio della meditazione ed ho trovato che KRISHNA, il Dio supremo per gli Hindù, si definisce <<E sono il silenzio delle segrete cose>>, come appunto si legge in una strofa famosa della Bhagavadgita (X, 38 c), il testo sacro che milioni di Hindu considerano e conoscono come il loro Vangelo.
Nel passo, Egli afferma di essere l’essenza e il fine di ogni aspetto della manifestazione: «il gioco dei giocatori io sono, io lo splendore degli splendidi… io sono il potere dei potenti… io sono il sapere dei sapienti» (X, 36 e 38). Ma la dichiarazione riguardo alle «segrete cose» ha un’altra levatura: Dio è l’essenza del mistero, cioè il silenzio dell’ineffabile.
Per la religiosità hindu, infatti, il silenzio è la dimensione dell’Assoluto, inconcepibile e immanifesto. C’è, dunque, un’intima e indissolubile relazione fra silenzio ed «ESSERE», unitario, immobile.
Così, con perfetta corrispondenza, la dinamica del percorso che muove dal silenzio, e passa attraverso i suoni “udibili” solo interiormente, poi arriva ai suoni concreti ed, infine, approda alle parole articolate, è esattamente parallela al dispiegamento metafisico dell’universo che muove dall’ UNICO verso la MOLTEPLICITA'.
Ne deriva che, per rientrare nell’ UNITA' divina si deve compiere a ritroso il cammino dalle parole, e perciò dal pensiero, ai suoni trascendenti e infine al silenzio, cioè all’ ASSOLUTO unitario.
In India, questa scelta può essere (ancora oggi) radicale: è la scelta del distacco dalla società, dal mondo con le sue norme e i suoi doveri, ma anche del distacco dai diritti. La foresta, che certo non è il «deserto», è lo spazio elettivo dove svolgere quest’ordine di vita; ma nei testi indiani è però spesso definita come DESERTO, e la vita che vi si svolge prende il nome di «rinuncia», e «rinuncianti» sono coloro che la scelgono.
Fra i molti voti di varia natura, che i rinuncianti possono proferire, vi è appunto quello del «silenzio»: chi lo prende è chiamato MUNI, cioè «asceta silenzioso»; il voto non consiste solo nel non parlare fisicamente, ma anche nel ridurre gli stimoli delle percezioni e soprattutto nel non pensare.
Meditate, gente, meditate.
Cordialmente

Gaspare Fardella

martedì 16 maggio 2017

GLI SPIFFERI DI CAGLIARI

Giorgio Scarso
La sintesi della tre giorni di Cagliari, sede di svolgimento dei Campionati Italiani Cadetti e Giovani-Trofeo ITAS, riporta le affermazioni di Scarso, il quale asserirebbe che ora si può lavorare serenamente perché con il provvedimento adottato dalla Prefettura di Roma, per il quale è stata disposta la registrazione dello Statuto nel registro delle persone giuridiche, non c’è più alcun ostacolo alla gestione federale: l’unica cosa da fare adesso è l’istituzione di un ufficio legale al fine di evitare intasamenti di carte per la segreteria federale. Affermerebbe, altresì, che tale iniziativa avrà dei costi per la F.I.S. e ne attribuirebbe la responsabilità degli oneri finanziari al gruppo di opposizione (guastatori).
In merito alle fantasiose espressioni del Presidente, semmai le abbia fatte, vale la pena sottolineare che per quanto riguarda lo Statuto, sebbene la Prefettura abbia comunicato di aver proceduto alla registrazione della normativa quadro della F.I.S., senza fornire le previste motivazioni, la questione è ancora in itinere, ovvero in alto mare, anzi in pieno oceano. Infatti, corre l’obbligo di ribadire che i ricorrenti hanno prodotto istanza di accesso agli atti della Prefettura, al fine di acquisire copia del documento di richiesta del parere all’avvocatura dello stato e del documento con il quale l’avvocatura esprime la propria opinione.

Non tutti ricordano che l’obiettivo era arrivare al TAR e che la Prefettura sarebbe stata una tappa intermedia: non sto qui a spiegare il perché di questo percorso, ma era necessario farlo. Certo non si può disconoscere che qualora il provvedimento della Prefettura fosse stato favorevole agli esponenti, ora staremmo a scrivere un’altra storia. Comunque, avute le due attestazioni, il passo successivo, già previsto, sarà quello di adire il Tribunale Amministrativo Regionale di Roma. Posso anticipare che, qualora necessario, i ricorrenti si rivolgeranno anche al Consiglio di Stato. Pertanto, ritenendo Scarso persona intelligente, queste cose le avrà immaginate e da qui nascerebbe la sua idea di istituire un Ufficio Legale in federazione. Però attribuirne le responsabilità dei costi all’opposizione, ovviamente nel caso in cui le voci che circolano siano veritiere, mi sembra una puerile scusa per giustificare i relativi costi di fronte agli affiliati. Insomma un po’ di serietà!

A Cagliari erano presenti alcuni Consiglieri, i quali, sembra abbiano cominciato a pensare al dopo Scarso. Non è dato capire se a fine mandato o legislatura durante. Gli spifferi riferiscono che autorevoli componenti la compagine del Presidente si stiano sfilando e parrebbe che addirittura aspirino alla Presidenza. Insomma una grande turbolenza in quel gruppo che, forse, avendo preso consapevolezza di un certo declino, cerca di organizzarsi per conservare la poltrona.

Oltre le questioni legali, Scarso dovrà gestire anche i suoi rampolli: ci riuscirà? Ai posteri l’ardua sentenza.
Ezio RINALDI

venerdì 12 maggio 2017

ELEZIONI C.O.N.I. ED IL RUOLO DELLA F.I.S.

Il giorno 11 maggio 2017, presso il salone d’Onore del Palazzo H (CONI), si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Governo dello sport Italiano. Tralascio gli aspetti relativi all’inizio dei lavori, che ha visto l’intervento di introduzione del Presidente uscente e la nomina del presidente dell’assemblea, perché voglio porre in evidenza come sia stata assicurata la segretezza del voto, con la chiamata in ordine alfabetico dei votanti, ai quali veniva consegnata la scheda nei pressi della cabina elettorale, che si trovava a non più di 3/4 mt. di distanza. Cosa che la Federscherma nelle ultime tornate elettorali (2012-2016) non ha garantito – ho ancora le foto di gente che girava tranquillamente con le schede in mano e con la possibilità, quindi, di far vedere il proprio voto.
Il Presidente SCARSO, a seguito della decisione della Prefettura di Roma, ha potuto esercitare il proprio diritto di voto, ma ho visto un uomo alquanto preoccupato e deluso, il quale al momento della elezione/riconferma di MALAGO’ ha applaudito ma non si è alzato in piedi al pari di tutti gli altri suoi colleghi. Probabilmente deluso dal fatto di non essere stato riconfermato nella Giunta e di lasciare un incarico prestigioso. L’ho visto malinconicamente solo, le immagini televisive mi hanno dato questa impressione, e molto assorto nei suoi pensieri. Insomma per dirla alla Ferretti (indimenticato radiocronista di ciclismo)”un uomo solo al comando ed è Fausto Coppi”, anche il Presidente FIS è parso un uomo solo, ma non al comando e nelle retrovie.
I pensieri di SCARSO, probabilmente, derivano dal fatto che pur avendo ottenuto una parziale vittoria sulle modifiche statutarie, la situazione non gli consente di essere tranquillo e sereno. Infatti gli esponenti hanno chiesto l’accesso agli atti della Prefettura e, probabilmente, del CONI, al fine di acquisire i documenti relativi alla consulenza chiesta all’Avvocatura dello Stato ed il parere che la stessa ha fornito. Peraltro il provvedimento della Prefettura, firmato da un funzionario, è privo delle relative motivazioni (obbligo di legge), quindi impugnabile a 360°. Pertanto ritengo ragionevole supporre un intervento al TAR, e se a tutto ciò si aggiunge il dato che il Presidente nelle tornate elettorali che lo hanno visto presente, ha perso ogni incarico, è giustificato il suo umore. Quindi la federscherma non è più titolare della Presidenza della Confederazione dei Paesi del Mediterraneo, della vice presidenza della FIE e, cosa molto grave, la vice presidenza vicaria del CONI, ma ancor più il seggio in Giunta. Una discesa incredibile che vede lo sport più medagliato, in Italia e forse nel mondo, fuori dalle stanze che contano. A nulla serve ricordare che a livello FIE il Presidente FIS siede nel Comitato esecutivo ed in ogni commissione vi è un italiano: la realtà dice che SCARSO non ha una delega (al momento questo è dato sapere) e l’unico italiano che conti qualcosa è il Dr. FIORE in quanto presidente della commissione medica.

D’altra parte mi diceva il Presidentissimo Nostini che un vero dirigente dimostra di essere tale quando scende da cavallo e non quando sale.
Al riconfermato Presidente MALAGO' ed alla sua Giunta un grandissimo " In bocca al lupo".
Ezio RINALDI

mercoledì 10 maggio 2017

APPROVATE LE MODIFICHE STATUTARIE

La Prefettura di Roma ha approvato  le modifiche dello Statuto federale iscrivendolo nel Registro delle persone giuridiche.
Sono già stati richiesti gli atti per impugnare al Tar il provvedimento prefettizio.
Sicuramente dall’approvazione discendono una serie di conseguenze giuridiche che Federazione e CONI faranno bene a valutare attentamente.
Sarà cura di questo blog dare notizia di tutti i successivi sviluppi.
Personalmente non ero trionfalista prima e non sono depresso oggi. Peraltro bisognerà leggere con attenzione la richiesta di parere all'Avvocatura dello Stato e la risposta di quest'ultimo.
Pertanto, sulla base di tale decisione il Presidente Scarso dovrebbe avere diritto di voto nelle elezioni  per il nuovo governo del CONI, che si svolgeranno domani 11 maggio 2017 a Roma presso il palazzo H. 
Ezio RINALDI